Il Consiglio comunale approva la variante urbanistica per costruire sull’area verde a fianco della Casa di riposo. Residenze protette con servizi e assistenza. Ma sul progetto non c’è ancora concordia

In vista un «quartierino» per gli anziani

30/12/2005 in Attualità
A Salò
Di Luca Delpozzo
se.za.

Il con­siglio comu­nale di Salò ha approva­to in via defin­i­ti­va la trasfor­mazione di 7.900 metri quadri a fian­co del­la casa di riposo, clas­si­fi­cati verde pub­bli­co, in un’area su cui costru­ire 4.200 metri cubi di mini allog­gi pro­tet­ti su tre piani esterni. Voto favorev­ole del­la mag­gio­ran­za, che si riconosce nelle posizioni del Polo; astenu­ta la mino­ran­za; con­trario Alber­to Mari­no di Rifon­dazione. L’op­er­azione era sta­ta sug­geri­ta dal pres­i­dente del­la casa di riposo, l’ingeg­nere Gianan­to­nio Cit­roni: «Anzichè in local­ità Muro, è meglio costru­ire a fian­co del nos­tro com­p­lesso», pro­pose a suo tem­po. Ora però la casa di riposo non è più molto con­vin­ta di vol­er costru­ire su quell’area, e tut­to res­ta un po’ da decidere. Intan­to la vari­ante è pronta. Il pri­mo e il sec­on­do piano potreb­bero avere cias­cuno sette mini allog­gi, da 50 mq, da des­tinare ad anziani parzial­mente non auto­suf­fi­ci­en­ti. Il piano ter­ra, con otto stanze e i servizi, sarebbe invece a dis­po­sizione del­la casa di riposo, che accoglierebbe alcu­ni non auto­suf­fi­ci­en­ti (gli attuali 120 posti, infat­ti, non bas­tano, e le liste di atte­sa sono lunghe). Nel­l’in­ter­ra­to: can­tine, garage, eccetera. Fac­cia­ta riv­ol­ta ver­so il cen­tro sporti­vo, e linee architet­toniche iden­tiche a quelle esisten­ti, per non creare dif­for­mità. Per­son­ale da assumere ad hoc. Pos­si­bile, comunque, usufruire dei servizi: medico, infer­mieris­ti­co, lavan­de­ria, palestra per fisioter­apia, ani­mazione. La soluzione accetta­ta dal sin­da­co e dagli ammin­is­tra­tori comu­nali. L’asses­sore Mau­r­izio De Giuli, medico, spiegò che l’idea era buona. «Con­sideran­do che agli auto­suf­fi­ci­en­ti offri­amo numerosi servizi (dai bag­ni assis­ti­ti alla men­sa del cen­tro sociale, dalle cure infer­mieris­tiche alle vacanze) e che l’as­sis­ten­za domi­cil­iare è svol­ta in maniera cap­il­lare (i pasti por­tati nelle case, gli oper­a­tori che van­no a curare l’igiene degli anziani), abbi­amo sposta­to le atten­zioni sui parzial­mente non auto­suf­fi­ci­en­ti, con prob­le­mi legati all’età, che potran­no uti­liz­zare le sin­ergie (men­sa, ris­torante, palestra) del­la vic­i­na casa di riposo». Che, aven­do disponi­bili alcu­ni mil­ioni di euro derivan­ti dal­la ces­sione del vec­chio edi­fi­cio a fian­co del­l’ospedale, pote­va far­si cari­co del­l’in­ter­ven­to. Adesso, ottenu­to il via lib­era del­la Comu­nità mon­tana par­co Alto Gar­da, del­l’Asl, del­l’Arpa e del­l’Am­min­is­trazione provin­ciale, l’iter buro­crati­co del­la vari­ante è sta­to com­ple­ta­to. Senonchè dal­la casa di riposo non sono più arrivate notizie incor­ag­gianti. Usci­to di sce­na Cit­roni, gli è suben­tra­to pro­prio De Giuli, ex asses­sore. Che, esam­i­na­ta la ques­tione, ha assun­to una posizione diver­sa dal pre­de­ces­sore. «Lo scor­so mese di novem­bre — ha spie­ga­to la pro­fes­sores­sa Cinzia Gof­fi nel­l’ul­ti­ma riu­nione del con­siglio munic­i­pale — è sta­to pre­so un ind­i­riz­zo diver­so rispet­to al recente pas­sato. La casa di riposo non è più inten­zion­a­ta a costru­ire ex novo nel ter­reno a fian­co, ma pen­sa di reperire spazi interni per altri 10–20 posti da des­tinare a chi è affet­to da mor­bo di Alzheimer. Una soluzione che va incon­tro ai bisog­ni del­la gente. La super­fi­cie nec­es­saria ver­rebbe trova­ta solet­tan­do l’ampia chiesa, il cui grande vol­ume è (in parte) spre­ca­to. Forse sarebbe il caso di riflet­tere sul­l’in­tera oper­azione, sospenden­do la defin­i­ti­va approvazione del­la vari­ante. Non vor­rem­mo che in futuro l’area pren­desse un’al­tra des­ti­nazione. E non firmer­e­mo una cam­biale in bian­co». Il sin­da­co ha rispos­to che «non è il caso di buttare all’aria il risul­ta­to ottenu­to (i pareri favorevoli di Regione, Provin­cia, eccetera). In ogni caso fare­mo ulte­ri­ori appro­fondi­men­ti. Una rif­les­sione è indispensabile».

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