Inaugurata a Lonato del Garda “Piazza Lancieri di Novara”

04/05/2022 in Attualità
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Di Luigi Del Pozzo

Alla pre­sen­za di numerose rap­p­re­sen­tanze d’Ar­ma, con ves­sil­li e gagliardet­ti, è sta­ta inau­gu­ra­ta a Lona­to del Gar­da “Piaz­za Lancieri di Novara”. Pre­sente, oltre al Pic­chet­to d’Onore in armi dei Lancieri anche il Coman­dante del 5° Reg­g­i­men­to Col. Mas­si­mo Pezzarossa.

A dare il ben­venu­to ai pre­sen­ti il pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione Lancieri di Lona­to ed il vice sin­da­co che, assieme al Coman­dante Pez­zarossa han­no scop­er­to la Tar­ga del­la nuo­va piaz­za, anti­s­tante il Palazzet­to del­lo Sport di Via Marchesino.

Trasfer­i­men­to poi in Piaz­za Mar­tiri del­la Lib­ertà per la depo­sizione di una coro­na d’al­loro al Mon­u­men­to ai Cadu­ti di tutte le guerre.

Nota sig­ni­fica­ti­va e toc­cante la pre­sen­za di Car­lo Colom­bo, 98 anni com­piu­ti, il Lanciere che a soli ven­t’an­ni era di servizio pro­prio qui, sul ter­ri­to­rio di Lona­to in qual­ità di respon­s­abile dei cav­al­li del suo plotone.

L’inaugurazione di Piaz­za Lancieri di Novara a Lona­to — spie­ga Moran­do Peri­ni — ha avu­to oggi due ospi­ti di eccezione. Oltre al Colon­nel­lo Pez­zarossa, 84° Coman­dante di “Novara” apposi­ta­mente venu­to da Codroipo con un pic­chet­to in armi dei Bianchi Lancieri, era pre­sente anche il Lanciere Car­lo Colom­bo, classe 1924, che a 98 anni com­piu­ti è con ogni prob­a­bil­ità l’ultimo reduce di guer­ra dei “Lancieri di Novara” e l’ultimo delle migli­a­ia di sol­dati che tra il 1927 ed il 1943 si adde­strarono a cav­al­lo ed a pie­di nelle cam­pagne e sulle  colline moreniche lonate­si trovan­do allog­gio nelle cascine, la trup­pa, e nelle locan­de del paese, gli Ufficiali.

Sia in inver­no che in estate gli squadroni a cav­al­lo giungevano a Lona­to sfrut­tan­do anche la fer­rovia. Fu pro­prio a Lona­to che si adde­strarono i lancieri des­ti­nati a parte­ci­pare tra il 1941 ed il 1943 alla Cam­pagna di Rus­sia. Quei sol­dati las­cia­rono molti ricor­di nel­la popo­lazione di Lona­to ed alcu­ni di loro, smes­sa la divisa,  tornarono sposan­do alcune ragazze lonate­si conosciute in quei mesi. Il coman­do truppe era pres­so Palaz­zo Zam­bel­li, oggi sede del­la Comu­nale; l’Ufficio Postale reg­g­i­men­tale era in Palaz­zo Frances­chi­ni; gli allog­gi per le truppe, divise in plo­toni da 40 uomi­ni e cav­al­li,  era­no nelle cascine del cir­con­dario. Il Regio Eserci­to paga­va abbas­tan­za bene per dare allog­gio e vit­to a uomi­ni e cav­al­li, cos­ic­ché avere i sol­dati in casci­na era anche una fonte di reddito.

All’8 set­tem­bre 1943 in adde­stra­men­to c’erano a Lona­to ben 270 Lancieri: Car­lo Colom­bo, orig­i­nario di Gius­sano in provin­cia di Milano, era tra loro. Dopo il pri­mo peri­o­do trascor­so in caser­ma a Verona, le gio­vani reclute ven­nero man­date a Lona­to per svol­gere le eserci­tazioni a fuo­co estive. Il Reg­g­i­men­to era infat­ti in via di ricos­ti­tuzione dopo la dis­as­trosa cam­pagna di Rus­sia dal­la quale era usci­to dec­i­ma­to. Toc­ca­va ora ai gio­vani del 1923 e 1924 preparar­si alla guer­ra. L’addestramento rag­giun­to a set­tem­bre era però alquan­to approssi­ma­ti­vo e dopo l’armistizio c’era poco da sper­are nel­la loro capac­ità di reazione con­tro i tedeschi. In parte rius­cirono a sfug­gire alla cat­tura delle SS nel frat­tem­po arrivate in paese ed in parte furono dis­ar­mati, imp­ri­gionati e depor­tati insieme agli Uffi­ciali che li coman­da­vano e che sep­pero tute­lare al meglio la sorte di quei gio­vani ragazzi di 19 anni a loro affi­dati. Car­lo Colom­bo il mat­ti­no del 9 set­tem­bre era di guardia ai cav­al­li del suo plo­tone alla Casci­na Ras­si­ca e non abban­donò il suo pos­to; fu così rag­giun­to dai tedeschi che prel­e­varono sia lui che i cav­al­li. La sorte fu poi dura per il gio­vane lanciere bri­an­zo­lo per­ché nel­la con­fu­sione di quei giorni finì per essere sep­a­ra­to dagli altri sol­dati e, pur sen­za essere ebreo, fu depor­ta­to nel cam­po di ster­minio di Birke­nau dove vide e sop­portò vio­len­ze inenarra­bili doven­do far­si forza per soprav­vi­vere. La lib­er­azione del cam­po ad opera dell’Armata Rus­sa non migliorò di molto le cose e ci volle parec­chio tem­po pri­ma che rius­cisse a rien­trare in Italia dove lo atten­de­va la famiglia. Con la car­ta vetra­ta, un poco alla vol­ta, volle raschiar­si la pelle fino a can­cel­lare il tat­u­ag­gio con la matri­co­la di Birke­nau, ma nel­la sua mente quei mesi duris­si­mi sono rimasti per sempre.

Car­lo Colom­bo, oggi, ha nuo­va­mente riv­is­to i Lancieri di Novara pro­prio dove anche lui, ormai 78 anni fa, ave­va per l’ultima vol­ta mes­so la divisa dalle bianche mostrine.

In ricor­do di ques­ta lun­ga sto­ria che ha vis­to i Lancieri di Novara a Lona­to e costel­la­ta di even­ti bel­li e brut­ti, già nel 2014 era sta­to pub­bli­ca­to il vol­ume “Lancieri di Novara a Lona­to” a cura dell’Associazione Nazionale del Fante ed ora si è giun­ti, gra­zie alla volon­tà dell’Amministrazione Comu­nale, a dedi­care al 5° Reg­g­i­men­to “Lancieri di Novara” una piaz­za, per la pre­ci­sione la piaz­za anti­s­tante il Palazzet­to del­lo Sport di Via Marchesino.

Il tut­to in ricor­do di quei sol­dati che per 16 anni cav­al­carono a Lonato.

Novara” — con­clude il pres­i­dente Peri­ni — è il Reg­g­i­men­to di Cav­al­le­ria più dec­o­ra­to dell’Esercito Ital­iano ed è una delle pedine fon­da­men­tali del dis­pos­i­ti­vo di dife­sa nazionale venen­do imp­ie­ga­to in numerose mis­sioni inter­nazion­ali ed anche sul suo­lo ital­iano. E’ di feb­braio 2022  è il rien­tro degli squadroni dal Libano merid­ionale dove sono rimasti per un ciclo oper­a­ti­vo inizia­to nel luglio 2021”.

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