Inaugurata a Brescia la nuova sede della DIA. Presenti fra gli altri il Capo della Polizia Franco Gabrieli ed il presidente della Regione Lombardia Maroni

10/02/2017 in Attualità
Di Redazione

Oggi e’ una gior­na­ta impor­tante”, lo ha det­to il Pres­i­dente del­la , , al ter­mine del­la cer­i­mo­nia di inau­gu­razione del­la nuo­va sede oper­a­ti­va del­la DIA di Bres­cia, alla pre­sen­za del Capo del­la Polizia, Fran­co Gabriel­li. “Dire Dia — ha osser­va­to il gov­er­na­tore — vuole dire anche colpire i pat­ri­moni delle orga­niz­zazioni crim­i­nali, un obi­et­ti­vo sul quale mi sono impeg­na­to molto quan­do sono sta­to min­istro del­l’In­ter­no. Erava­mo infat­ti sta­ti noi, a dare vita all’A­gen­zia nazionale per la ges­tione dei beni seques­trati e con­fis­cati, che come e’ sta­to ricorda­to oggi, serve ad asseg­nare i beni tolti alla criminalita’
organizzata”.

REGIONE IMPEGNATA

La Regione Lom­bar­dia, ha sot­to­lin­eato Maroni, “col­lab­o­ra con la Guardia di Finan­za, con la Dia, con i e la Polizia, perche’ e’ nos­tro inter­esse evitare che la crim­i­nali­ta’ orga­niz­za­ta entri nel­l’e­cono­mia lom­bar­da con­dizio­nan­done l’at­tivi­ta’. Noi siamo molto impeg­nati in ques­ta direzione”.

STRATEGIE DIVERSE

Il pres­i­dente lom­bar­do, ha poi osser­va­to come negli ulti­mi anni sia cam­bi­a­ta la strate­gia delle orga­niz­zazioni crim­i­nali, meno propense “ad usare vio­len­za e
intim­i­dazioni”. Sem­pre piu’ spes­so, ha spie­ga­to, “van­no a vedere dove c’e’ un’azien­da in crisi o con dei prob­le­mi e la com­pra­no. Per rici­clare denaro e per usar­la come fac­cia­ta per entrare, ad esem­pio, nel mon­do degli appalti pub­bli­ci. E’ — ha sot­to­lin­eato — una modali­ta’ molto insidiosa. Anche per questo, serve una direzione inves­tiga­ti­va spe­cial­iz­za­ta, come appun­to e’ la Dia, per sco­prire e pre­venire le infil­trazioni delle mafie nel nos­tro tes­su­to economico”.

 

La pre­sen­za a Bres­cia del­la Direzione inves­tiga­ti­va anti­mafia e’ fon­da­men­tale. La provin­cia e’ infat­ti ter­ri­to­rio di atten­zione del­la crim­i­nali­ta’ orga­niz­za­ta per la
ric­chez­za che pro­duce. Sono gia’ 25.944 le oper­azioni sospette in mate­ria di rici­clag­gio nel pri­mo semes­tre 2016 in Lom­bar­dia e poco meno del­la meta’ delle quali nel solo dis­tret­to bresciano.
Siamo la quin­ta regione ital­iana, dopo Sicil­ia, Cam­pa­nia e Cal­abria e Lazio, per numero di beni con­fis­cati. La Regione Lom­bar­dia e’ in pri­ma lin­ea per la lot­ta alle mafie e alla crim­i­nali­ta’ organizzata”.

 

 

 

 

 

 

 

Lo ha det­to l’asses­sore regionale alla Sicurez­za, e Immi­grazione, Simona Bor­don­ali a mar­gine del­l’in­au­gu­razione del­la nuo­va sede locale del­la sezione oper­a­ti­va del­la Direzione inves­tiga­ti­va antimafia.

UNA LEGGE PER IL RECUPERO A FINI SOCIALI DEI BENI CONFISCATI

La Lom­bar­dia, come ha ricorda­to Bor­don­ali, ha anche approva­to la Legge regionale 17 che prevede “il con­fer­i­men­to di risorse per incen­ti­vare il recu­pero ai fini sociali e sostenere il riu­ti­liz­zo da parte degli Enti locali di beni con­fis­cati alla crim­i­nali­ta’ organizzata”.
I FINANZIAMENTI REGIONALI

Lo scor­so agos­to la Giun­ta regionale ha stanzi­a­to 800.000 euro per “inter­ven­ti di aiu­to e assis­ten­za alle vit­time dei reati di stam­po mafioso e del­la criminalita’
orga­niz­za­ta”. Altri 400.00 sono sta­ti des­ti­nati “all’at­ti­vazione e il fun­zion­a­men­to dei cen­tri per la legali­ta’” in tutte le province lom­barde, per dif­fondere “la cul­tura del­la legali­ta’ tra gli stu­den­ti, atti­van­do azioni di sen­si­bi­liz­zazione ed elab­o­ran­do pro­poste con­crete di inter­ven­to per com­bat­tere la crim­i­nali­ta’ e la corruzione”.

IL COINVOLGIMENTO DELLE SCUOLE

In due anni — ha con­clu­so l’asses­sore — sono state coin­volte 407 scuole, 4.280 clas­si, 6.609 docen­ti e soprat­tut­to 103.153 stu­den­ti. La Regione Lom­bar­dia e’ conc­re­ta­mente in cam­po per il con­trasto alle mafie”.