Arte, storia, tradizione e innovazione.

Inaugurato a Salò MuSa, il nuovo spazio che ripercorre le tappe della storia della città

06/06/2015 in Attualità, Musei
Di Luigi Del Pozzo

Con la pre­sen­za delle mas­sime autorità locali e region­ali, si è svol­ta a Salò l’in­au­gu­razione del nuo­vo Museo cit­tadi­no: MuSa.

Sarà un luo­go dove esercitare intel­li­gen­za e immag­i­nazione, forte di un ruo­lo sociale e cul­tur­ale impor­tante, riv­olto a un immag­i­nario col­let­ti­vo e a un pub­bli­co larghissi­mo, ai più gio­vani, agli oper­a­tori didat­ti­ci, a tut­ti col­oro che vor­ran­no uti­liz­zare queste sale come luo­go di conoscen­za e di aggregazione, ani­mati da una curiosi­tas sem­pre nuo­va. Saba­to 6 giug­no inau­gu­ra il MuSa, che rac­coglie e cel­e­bra la lun­ga e impor­tante sto­ria del­la cit­tà di Salò. Il museo – nel cen­tro del­la cit­tà, nel com­p­lesso di San­ta Giusti­na, in orig­ine un col­le­gio dei padri Somaschi — accoglie sug­ges­tive collezioni, dif­fer­en­ti per prove­nien­za e datazione, orga­niz­zate per offrire al vis­i­ta­tore spun­ti e chi­avi di let­tura in un con­tin­uo dial­o­go con la sto­ria.


L’allestimento del MuSa, cura­to dall’architetto Gio­van­ni Tortel­li, con la curatela del­la pro­fes­sores­sa Mon­i­ca Ibsen, con­clude un lun­go per­cor­so attra­ver­so il quale Salò si è dota­ta di un impo­nente sis­tema muse­ale. Nuove tec­nolo­gie, cura per la comu­ni­cazione, appa­rati didat­ti­ci inno­v­a­tivi, soluzioni bril­lan­ti – architet­toniche, di logis­ti­ca, di orga­niz­zazione – per i prob­le­mi espos­i­tivi che riguardano il con­sumo cul­tur­ale (per esem­pio i totem dig­i­tali 

che, spar­si per la cit­tà, per­me­t­ter­an­no un col­lega­men­to diret­to con il MuSa e con il ter­ri­to­rio): niente è sta­to trascu­ra­to per offrire un luo­go bel­lo, capace di offrire spun­ti crit­i­ci, di anal­isi, di conoscen­za.

«L’inaugurazione del MuSa, alla fine di un lun­go per­cor­so – spie­ga Giampiero Cipani, Sin­da­co di Salò -, col­ma un vuo­to che pesa­va sul­la cit­tà. È man­ca­to, infat­ti, fino ad oggi, un luo­go in cui rac­cogliere, inter­pretare, comu­ni­care alla comu­nità e a quan­ti vis­i­tano Salò e il Gar­da l’identità del­la cit­tà, i suoi tesori, il suo con­trib­u­to alla sto­ria nazionale. Il MuSa attra­ver­so le rac­colte, l’allestimento e ancor più attra­ver­so le inizia­tive che ne faran­no un luo­go vivo del­la cul­tura, vuole essere questo».

Per la real­iz­zazione del MuSa è sta­ta fon­da­men­tale la col­lab­o­razione del­la —  che attra­ver­so l’Assessorato alla Cul­tura, Iden­tità e Autonomie, guida­to da Cristi­na Cap­pelli­ni, ha con­tribuito con 300,000 euro all’allestimento “Hand­i­cap Friend­ly” del MuSa —  delle realtà cul­tur­ali, storiche, sportive e reli­giose salo­di­ane e non, oltre che di collezion­isti pri­vati, che han­no con­tribuito con il depos­i­to di impor­tan­ti opere a cos­ti­tuire un per­cor­so che illu­mi­na la sto­ria del­la cit­tad­i­na in riva al Gar­da. Fin dal­la sua nasci­ta il MuSa entra a far parte del­la neona­ta asso­ci­azione Gar­daMu­sei, che intende offrire una rete tur­is­ti­co-cul­tur­ale for­ma­ta da numerose isti­tuzioni, fra cui il di Gar­done Riv­iera e il museo MilleMiglia di Bres­cia.

«I musei sono uno stru­men­to di svilup­po: cul­tur­ale, sociale, eco­nom­i­co, tur­is­ti­co, non soltan­to una rac­col­ta, più o meno impor­tante, di tes­ti­mo­ni­anze del pas­sato”, sot­to­lin­ea , Pres­i­dente del­la Fon­dazione Opera pia Car­ità laicale, alle cui cure il Comune ha volu­to affi­dare il neona­to museo. “Sono un ponte tra pas­sato e futuro, cul­tura e ter­ri­to­rio, econo­mia e bellez­za».

La sto­ria di Salò è molteplice: spazio dunque, den­tro il MuSa, a tutte le pregevoli pecu­liar­ità artis­tiche del ter­ri­to­rio, a un per­cor­so stori­co capace di offrire eccel­len­ze e gran­di nomi, tut­ti rac­con­tati in momen­ti chi­ave o emblem­ati­ci.


MuSa-7 ph ldpREPUBBLICA SOCIALE ITALIANA
MuSa
sarà il museo del­la conoscen­za con­di­visa. Al ruo­lo del­la memo­ria nel­la sto­ria con­tem­po­ranea, è ideal­mente riv­ol­ta la sezione con le tes­ti­mo­ni­anze rel­a­tive ai 600 giorni del­la Repub­bli­ca Sociale, che rac­con­tano da ango­lazioni inat­tese il dram­ma del­la guer­ra civile. Un’immersione davvero glob­ale in una sezione stor­i­ca com­p­lessa, cura­ta dal prof. Rober­to Chiari­ni. Uno scar­to rispet­to agli abit­u­ali modi di ricor­dare un peri­o­do doloroso che, sen­za fal­si revi­sion­is­mi, viene resti­tu­ito nel­la sua interez­za, nel­la sper­an­za di aprire uno squar­cio di ver­ità per un futuro più sereno e, davvero, più conosci­u­to.

 

 

MuSa-5 ph ldpLA CIVICA RACCOLTA DEL DISEGNO
In ambito artis­ti­co, Salò può vantare una ric­ca collezione di dis­eg­ni, inau­gu­ra­ta nel 1983 da un grup­po di cit­ta­di­ni che isti­tuì un fon­do di 43 opere, dona­to al Comune per las­cia­re tes­ti­mo­ni­an­za delle evoluzioni dell’arte e del trat­to grafi­co dal sec­on­do dopoguer­ra a oggi. La rac­col­ta è sta­ta arric­chi­ta e oggi van­ta oltre 600 opere dei più impor­tan­ti artisti ital­iani del Nove­cen­to, ogget­to di mostre nazion­ali e inter­nazion­ali. Da De Pisis, Romani eMar­ti­ni, pas­san­do da Lici­ni, Fontana e Sironi; dalle ricerche astrat­te di Sol­dati, Dorazio, Accar­di e San­fil­ip­po, all’informale di Birol­li, Mor­lot­ti, Vedo­va, Man­del­li e Afro; dal neo­re­al­is­mo alle posizioni neo­fig­u­ra­tive di For­gi­oli, Francese, Cav­a­liere e Stag­no­li fino alle espres­sioni più recen­ti, il MuSa rac­coglie un quadro quan­to più com­ple­to delle spinte artis­tiche nove­cen­tesche.


MuSa-6 ph ldpSALÒ, PATRIA DEL VIOLINO
Un altro peri­o­do che seg­na forte­mente la cit­tà è il dominio veneziano tra il 1426 e 1797, durante il quale Salò divenne capolu­o­go del­la Comu­nità di Riv­iera o “Mag­nifi­ca Patria”. Quei sec­oli cam­biarono pro­fon­da­mente l’impronta del­la cit­tà e por­tarono alla fon­dazione dell’Ateneo, atti­vo anco­ra oggi. Di questo peri­o­do il MuSa cus­todisce alcu­ni emble­mi del potere veneziano e un ampio spazio è ded­i­ca­to alla figu­ra di Gas­paro da Salò, cele­bre liu­taio cui si attribuisce l’invenzione del vio­li­no. Defini­to artifex instru­men­to­rum musi­co­rum o mae­stro di vio­li­ni, Gas­paro ebbe senz’altro un ruo­lo deci­si­vo sia per l’elaborazione del­lo stru­men­to sia per l’affermazione del val­ore pri­mario del­la sonorità rispet­to all’apparato dec­o­ra­ti­vo degli stru­men­ti.


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CODICI MINIATI
L’interesse per la cit­tà di Salò ha radi­ci antiche e risale alla fine del Quat­tro­cen­to, quan­do lo stori­co veneziano Marin Sanudo e Isabel­la d’Este la esaltarono, anche per via del­la sua pieve di San­ta Maria Annun­ci­a­ta per la quale il Comune acquistò nel 1448 una preziosa collezione di cod­i­ci miniati, cus­todi­ti gelosa­mente per sec­oli, di cui il MuSa ospi­ta quat­tro corali tre­cen­teschi e la Bib­bia Atlanti­ca di età roman­i­ca.

 

 


MuSa-8 ph ldpGIOVAN BATTISTA RINI
La rac­col­ta del MuSa annovera anche la collezione di preparati anatomi­ci di Gio­van Bat­tista Rini — di enorme sug­ges­tione e forse non vis­itabile da tut­ti - a tes­ti­mo­ni­an­za del fer­vore e dell’avanguardia sci­en­tifi­ca del­la cit­tà nel peri­o­do a cav­al­lo tra Set­te­cen­to e Otto­cen­to.

 

 

 

 


OSSERVATORIO METEO SISMICOMuSa-5 ph ldpIn ambito sci­en­tifi­co sono impor­tan­ti anche gli antichi stru­men­ti legati all’Osser­va­to­rio meteo sis­mi­co — ospi­ta­to nel­la torre di San­ta Giusti­na — sor­to in col­lab­o­razione con l’ e l’Opera Pia Car­ità Laicale, com­pro­pri­etaria del com­p­lesso in cui risiede il MuSa. L’Osservatorio, giu­di­ca­to a liv­el­lo europeo di grande moder­nità, entrò a far parte del­la rete nazione dell’Ufficio Cen­trale di Mete­o­rolo­gia nel 1880 con l’obiettivo di ren­dere noto anche oltre i con­fi­ni nazion­ali il cli­ma garde­sano. La torre assunse anche fun­zioni di mon­i­tor­ag­gio del ter­ri­to­rio arrivan­do a svol­gere un ruo­lo fon­da­men­tale durante il ter­re­mo­to del 1901, quan­do dimostrò tut­ta la sua effi­cien­za d’avanguardia.


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UNA GALLERIA DI PROTAGONISTI

La sto­ria di Salò viene rac­con­ta­ta al MuSa anche attra­ver­so le biografie e tes­ti­mo­ni­anze dei gran­di pro­tag­o­nisti del­la sto­ria locale. Nel 1837 il “Diziona­r­i­et­to degli uomi­ni illus­tri del­la Riv­iera” di Giuseppe Brunati reg­is­tra oltre cen­to Salo­di­ani illus­tri: le nove fig­ure nar­rate al Museo di Salò inten­dono rap­p­re­sentare i molti che costru­irono la cit­tà attra­ver­so i luoghi del­la cul­tura, le isti­tuzioni o, con accen­to diver­so, ne dif­fusero la fama nel mon­do. Dall’umanista Iacopo Bon­fa­dio ai già citati Gas­paro da Salò e Gio­van Bat­tista Rini, pas­san­do per Giuseppe Zanardel­li, che guidò la sin­is­tra lib­erale nell’Italia post-uni­taria, gli intel­let­tuali Pio Bet­toni e Anton Maria Muc­chi, sino ad arrivare al Vate, il grande poeta e a Ben­i­to Mus­soli­ni, che a Salò con­cluse la sua lun­ga, rovi­nosa e dit­ta­to­ri­ale epopea polit­i­ca.