InclusivaMente: l’arte di includere” a cura dei ragazzi della primaria di Calmasino

15/06/2017 in Attualità
Di Sergio Bazerla

Aper­ta all’ul­ti­mo piano del palaz­zo munic­i­pale di Bar­dolino la mostra “Inclu­si­va­Mente: l’arte di includ­ere” che rac­coglie tut­ti i lavori artis­ti­ci svolti negli ulti­mi tre anni dai ragazzi del­la scuo­la pri­maria di Cal­masi­no. La mostra rimar­rà aper­ta al pub­bli­co fino al 10 luglio prossi­mo. L’op­er­azione è nata da una idea del­l’in­seg­nante Fed­eri­co Covolan che ha pro­pos­to tre anni fa di avviare un anno sco­las­ti­co intera­mente ded­i­ca­to all’in­clu­sione sen­si­bi­liz­zan­do sco­lari ed inseg­nan­ti ad inserire l’in­clu­sione come tema fon­da­men­tale nel piano di miglio­ra­men­to del­l’is­ti­tu­to com­pren­si­vo Fal­cone-Borselli­no.

” La filosofia che sta alla spalle di questo prog­et­to — affer­ma Fed­eri­co Covolan, inseg­nante che ha pro­pos­to e segui­to la fun­zione del­l’in­clu­sione pres­so l’Is­ti­tu­to Fal­cone-Borselli­no ‑è quel­la che soste­nen­do i più deboli attra­ver­so azioni mirate, soprat­tut­to in ten­era età, si pos­sono riscon­trare miglio­ra­men­ti anche dal pun­to di vista del rendi­men­to sco­las­ti­co, in quan­to l’in­clu­sione favorisce lo svilup­po armon­i­co e fun­zionale delle com­pe­ten­ze pre­viste dal per­cor­so di stu­di del pri­mo ciclo sco­las­ti­co. Gli inseg­nan­ti han­no anche inclu­so un cor­so del­la lin­gua dei seg­ni, il prog­et­to Arte con la maes­tra d’arte Clau­dia Bian­chi­ni.”

Gli alun­ni han­no quin­di saputo vedere attra­ver­so tela e pen­nel­li la bellez­za del­la diver­sità, han­no capi­to anche l’im­por­tan­za di saper accettare i pro­pri lim­i­ti ed han­no dato val­ore ai pro­pri ed altrui difet­ti guardan­doli con occhi ” diver­si” per far­li diventare pre­gi da spendere all’in­ter­no del grup­po.

L’e­s­po­sizione non è sola­mente una rac­col­ta di lavori, ma un vero e pro­prio per­cor­so attra­ver­so rif­les­sioni ingenue e sen­za fil­tri del­la mal­izia — con­tin­ua Covolan — in quan­to i bam­bi­ni soli­ta­mente non la evi­den­ziano e san­no lavo­rare insieme con tut­ti. Il lin­guag­gio del­l’arte ha coin­volto tut­ti las­cian­do cadere ogni diver­sità ed ogni esclu­sione. Han­no com­pi­u­to davvero l’in­clu­sione.”