I figli cambiano e lo psicoterapeuta spiega ai genitori come comportarsi

Incontro con l’esperto

10/02/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

Non è facile oggi fare il «mestiere» del gen­i­tore e det­to da uno psi­coter­apeu­ta ha cer­ta­mente un val­ore e uno spes­sore di riguar­do. Lo ha chiara­mente rib­a­di­to nel­la sua relazione ai gen­i­tori delle scuole medie di Lazise e il pro­fes­sor Gio­van­ni D’Agostini, medico e diri­gente del dipar­ti­men­to di psichi­a­tria dell’ospedale di Bus­solen­go e del­la Asl 22. Oggi i gen­i­tori sono padri e madri di un figlio che cam­bia soprat­tut­to nell’adolescenza, peri­o­do del­la vita che sta sem­pre più dila­tan­dosi. Oggi i ragazzi vivono l’età ado­lescen­ziale anche fino ai 20 anni, ed è più che mai indis­pens­abile affrontare bene i prob­le­mi dell’adolescenza in quan­to il ragaz­zo potrà viver­la bene sola­mente se ha ben trascor­so il peri­o­do dell’infanzia. È un dato incon­tro­vert­ibile ed una equazione ormai sper­i­men­ta­ta con dati cer­ti e pre­cisi. Nell’età ado­lescen­ziale i figli ten­dono a sfug­gire sem­pre di più ed è pro­prio in questo peri­o­do che i figli met­tono in moto lo scon­tro con i pro­pri gen­i­tori. Nonos­tante tut­to però i gen­i­tori riman­gono un pun­to di rifer­i­men­to anche quan­do i figli con­trastano la famiglia ed i suoi diver­si com­po­nen­ti. Anche il cor­po si trasfor­ma, ha pre­cisato D’Agostini, e diven­ta dis­ar­mon­i­co, c’è una cresci­ta men­tale e un’apertura del ragaz­zo a nuovi sis­te­mi di ragion­a­men­to, si ragiona quin­di per ipote­si. Il ragaz­zo ha una cresci­ta psi­colo­gia ed inizia ad avere coscien­za del dolore, del­la gioia, riflette sul sen­so del­la vita, pro­va il sen­so di respon­s­abil­ità e di col­pa. Cam­bia l’emotività e si carat­ter­iz­za con alter­nan­za di com­por­ta­men­ti e di atteggia­men­ti. Ha quin­di bisog­no di coeren­za fra ciò che si dice e ciò che si fa. Sono quin­di indis­pens­abili l’esempio e la coeren­za di gesti e di inizia­tive che il gen­i­tore com­pie all’interno del­la famiglia e del­la soci­età. Spes­so la fret­ta che i gen­i­tori han­no «addos­so» nel vivere il quo­tid­i­ano irri­ta il figlio, il quale non ne capisce il sen­so ed ha una diver­sa percezione del­lo scor­rere del tem­po. Per i ragazzi avere a dis­po­sizione un pomerig­gio di lib­ertà, equiv­ale non a due o tre ore ma una intera gior­na­ta. Le vacanze di sono per loro, ad esem­pio, un tem­po lunghissi­mo, qua­si non reg­is­tra­bile nel­la memo­ria e nel cal­en­dario. Quin­di l’adolescenza è il tor­men­ta­to peri­o­do del­la vita durante il quale, usci­ti dal­la ras­si­cu­rante pro­tezione del­la famiglia, dob­bi­amo com­bat­tere con­tro tut­to e tut­ti per con­quistare il nos­tro ruo­lo da adul­ti. Per i ragazzi e le ragazze le spie­gazioni psi­co­logiche dei tan­ti per­chè di ques­ta età for­niscono una chance in più per super­are meglio un peri­o­do dif­fi­cile. Questi ulti­mi con­cetti sono molto ben esplic­i­tati nel libro «Psi­colo­gia dell’adolescenza» che il pro­fes­sor D’Agostini ha recen­te­mente pub­bli­ca­to pres­so la Giun­ti Indus­trie Gra­fiche di Pra­to e che rac­chi­ude in sè il modo migliore per arrivare alle soglie dell’adolescenza. Ser­gio Bazerla

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