Gli alberi sono spogli, ma il turista non demorde. L'economia gira a gonfie vele

Incredibile ma vero: aperti due alberghi su tre

25/10/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Solo tre-quat­tro anni fa, di questi tem­pi, qua­si tut­ti gli alber­ga­tori del­la Busa ave­vano chiu­so le hall e si accingevano a resti­tuire in giro per il mon­do (dalle Canarie ai trop­i­ci, dal Kenya alla Cina) una pic­co­la parte degli introiti incam­erati nel­la «sta­gione». Ora non più. Quest’an­no — e siamo ormai a fine otto­bre — sono anco­ra centi­na­ia i tur­isti (soprat­tut­to tedeschi) oppure i con­gres­sisti (un po’ di tut­to il mon­do) che calpes­tano le foglie sec­che degli ippocas­tani sulle più clas­siche passeg­giate locali.Era pre­vis­to un otto­bre tur­is­ti­ca­mente sgar­giante. Ma a con­ti fat­ti si andati oltre ogni più rosea aspet­ta­ti­va. Lo si vede ad occhio che c’è in giro anco­ra un sac­co di gente, ma niente è più esem­plare del­la sta­tis­ti­ca delle strut­ture ricettive anco­ra aperte, che ieri abbi­amo ricostru­ito con la gen­tile col­lab­o­razione del­l’Apt. Ebbene: fun­zio­nano anco­ra a buon rit­mo tut­ti i 14 alberghi a quat­tro stelle (7 a Riva, 5 a Nago-Tor­bole, 2 ad Arco); tra gli alberghi a 3 stelle non demor­dono 55 unità su 81 (25 a Riva, 17 a Nago-Tor­bole, 6 ad Arco, 4 a Ten­no, 3 a Dro); nel­la cat­e­go­ria delle 2 stelle sono aper­ti 20 alberghi su 29 (4 a Riva, 12 a Nago-Tor­bole, 1 rispet­ti­va­mente ad Arco, Ten­no, Dro e Drena); infine fra le strut­ture a 1 stel­la lavo­ra­no anco­ra 18 alberghi su 38 (8 a Riva, 2 a Nago-Tor­bole, 5 ad Arco, 3 a Dro). Per quan­to riguar­da i campeg­gi, can­cel­li aper­ti anco­ra in 7 strut­ture su 14 (3 a Riva, 3 ad Arco, 1 a Dro).I numeri sono sem­plice­mente sbalordi­tivi. Per due motivi. Pri­mo: si trat­ta di aper­ture non di rap­p­re­sen­tan­za (com’er­a­no quelle rare di alcu­ni anni fa), ma moti­vate da un’ot­ti­ma rispos­ta del­la clien­tela. Sec­on­do: pur andan­do lenta­mente a speg­n­er­si, la sta­gione promette di sfon­dare anche la pri­ma metà di novem­bre. A parte il dis­cor­so fieris­ti­co e con­gres­suale (che noto­ri­a­mente è fat­to di clien­tela ben dis­pos­ta a spendere: ancor più se le spese non sono a cari­co del con­gres­sista), il tur­is­mo di questi giorni è quel­lo delle «offerte» a prezzi molto scon­tati. Ma non c’è di che lagnar­si: questi «pac­chet­ti» garan­tis­cono le spese di ges­tione del­la strut­tura alberghiera, men­tre gli extra rap­p­re­sen­tano un guadag­no insper­a­to. Come insper­ate sono le ricadute sul com­mer­cio e sui servizi del­la zona.