Presentato il centro ripopolamento ittico: servirà ben 30 mila pescatori. Sorgerà al Vò, costo 800 mila euro

Incubatoio pronto fra un anno

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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

Il nuo­vo incu­ba­toio provin­ciale non è più un mirag­gio: sorg­erà a Desen­zano, nel­la zona di Pun­ta del Vò e diver­rà un vero fiore all’occhiello per una provin­cia che van­ta un pat­ri­mo­nio ambi­en­tale di asso­lu­ta ril­e­van­za e si carat­ter­iz­za per la grande pas­sione per la pesca, a cui è voca­ta per la pre­sen­za di tre gran­di laghi, accom­pa­g­nati da una miri­ade di altri laghet­ti e per la pre­sen­za di fiu­mi e cor­si d’ac­qua, tradizion­ali mète che ogni anno richia­mano pesca­tori prove­ni­en­ti da diverse province. Sono oltre 30 mila i bres­ciani in pos­ses­so del­la licen­za, tra pesca­tori di pro­fes­sione (pochissi­mi) e sportivi (la mas­sa). Un eserci­to che deve pot­er con­tare su una fau­na itti­ca abbon­dante. Ecco allo­ra la scelta di real­iz­zare un mod­er­no incu­ba­toio. Una delle attiv­ità volte alla tutela e alla pro­mozione del­la pesca è sicu­ra­mente il ripopo­la­men­to, ed è sot­to questo pro­fi­lo che la Provin­cia di Bres­cia si è atti­va­ta con il comune di Desen­zano per portare a ter­mine il dis­eg­no del nuo­vo incu­ba­tore itti­co provin­ciale. Attual­mente nel Bres­ciano sono in fun­zione due incu­ba­tori nel­la zona del bas­so lago di Iseo, uno a Clu­sane e l’al­tro a Corte Fran­ca (è sta­to acquis­ta­to recen­te­mente, in atte­sa del­la costruzione del nuo­vo incu­ba­tore garde­sano). Ieri, durante la con­feren­za stam­pa, tenu­tasi a Palaz­zo Bro­let­to, è sta­to pre­sen­ta­to il prog­et­to in opera, per la cui real­iz­zazione — in tem­pi rapi­di — è pre­vis­to uno stanzi­a­men­to di cir­ca 547 mila euro, oltre alle somme già a dis­po­sizione (in tut­to cir­ca 800 mila euro). La dit­ta incar­i­ca­ta dei lavori, che si prevede ter­min­er­an­no nel set­tem­bre 2003, è la «Bar­bi­roli Giulio srl» di Lona­to, men­tre il diret­tore e prog­et­tista è l’ing. Rober­to Rez­zo­la. Il nuo­vo incu­ba­toio andrà a sos­ti­tuire quel­lo attuale di Peschiera e sorg­erà su un’area di 765 metri quadri. L’ed­i­fi­cio ver­rà costru­ito su un uni­co liv­el­lo sem­i­nter­ra­to, fronte lago, e andrà ad insidiar­si in una zona ad alto val­ore ambi­en­tale; ecco per­ché Comune e Provin­cia han­no volu­to min­i­miz­zare al mas­si­mo l’im­pat­to del­la costruzione, soprat­tut­to dal pun­to di vista del pae­sag­gio. «È un opera — ha com­men­ta­to il pres­i­dente del­la Provin­cia, Alber­to Cav­al­li — che si qual­i­ficherà per la sua dimen­sione e per le sue capac­ità di pro­duzione itti­ca, e che servirà a riportare sul Gar­da un incu­ba­toio che in pas­sato era sta­to gesti­to in for­ma coor­di­na­ta con la Provin­cia di Verona. «Con questo tipo di inter­ven­to, da un lato si mette in evi­den­za come la Provin­cia sia inten­zion­a­ta a costru­ire le infra­strut­ture nec­es­sarie a garan­tire una sem­pre migliore attiv­ità lega­ta alla pesca, dal­l’al­tro intende anche accrescer­la, sti­mo­lar­la, pro­muover­la ma anche con­trol­lar­la. Una attiv­ità che vogliamo esten­dere anche alle gio­vani gen­er­azioni. Per questo è nec­es­sario il con­trib­u­to delle scuole». La Provin­cia di Bres­cia — pres­soché uni­co esem­pio a liv­el­lo regionale per dura­ta, impor­tan­za degli inter­ven­ti pro­gram­mati, risorse imp­ie­gate e risul­tati ottenu­ti, gra­zie anche all’es­pe­rien­za ormai ven­ten­nale rag­giun­ta in questo set­tore — da tem­po si è accor­ta del­la neces­sità di inter­venire a sosteg­no e poten­zi­a­men­to del­la fau­na itti­ca, in par­ti­co­lare per le specie autoc­tone come il temo­lo e le trote. La ripro­duzione arti­fi­ciale a scopo di ripopo­la­men­to dei baci­ni lacus­tri è inte­sa come quel­la serie di oper­azioni — dal­la spremi­tu­ra alla fecon­dazione, alla rac­col­ta di uova, alla stab­u­lazione, accresci­men­to, immis­sione — final­iz­za­ta a pro­durre pesci di alta qual­ità, man­te­nen­do intat­ti i carat­teri pro­pri che le specie ittiche han­no nel loro ambi­ente nat­u­rale, nel­la fat­tispecie del . Oggi, rispet­to al pas­sato, oltre a cer­care di garan­tire una pro­duzione impor­tante per qual­ità e quan­tità, si rende nec­es­sario anche diver­si­fi­care la pro­duzione, attra­ver­so nuove sper­i­men­tazioni che pos­sano, di vol­ta in vol­ta, sostenere la ripro­duzione arti­fi­ciale di specie a ris­chio di sfolti­men­to. L’incubatoio di Desen­zano rispon­derà ampia­mente a questi req­ui­si­ti per­ché, oltre ad essere sta­to prog­et­ta­to per diventare un impor­tante cen­tro di pro­duzione, lo sarà anche in ter­mi­ni di ricer­ca e sper­i­men­tazione, garan­ten­do il ciclo ripro­dut­ti­vo di salmoni­di come le trote, di specie come luc­ci e per­si­ci reali e di ciprini­di come tinche e carpe. L’impianto sarà inoltre dota­to di un adegua­ta stru­men­tazione per la rac­col­ta dati e per i nec­es­sari con­trol­li sul­l’ac­qua di all­e­va­men­to. Una pre­sen­za, dunque, sig­ni­fica­ti­va su un ter­ri­to­rio dove l’at­tiv­ità del­la pesca pro­fes­sion­ale e il suo l’in­dot­to, tur­is­mo e ris­torazione, rive­stono un ruo­lo impor­tante per l’e­cono­mia garde­sana. «Per il futuro — ha con­clu­so l’asses­sore provin­ciale alla Pesca, Alessan­dro Sala — preve­di­amo di instau­rare un grande rap­por­to con l’Is­ti­tu­to Zoopro­fi­lat­ti­co, per­ché ci pos­sa essere un con­trol­lo costante delle con­dizioni san­i­tarie del­l’it­tio­fau­na. In più dovre­mo iniziare la prat­i­ca di accred­i­ta­men­to del­la strut­tura. Tut­to ciò però non potrà avvenire se non con il coin­vol­gi­men­to delle asso­ci­azioni dei pesca­tori di pro­fes­sione e dilet­tan­ti. E in questo con­testo, infine, le province di Tren­to e Verona non potran­no non essere inter­es­sate ai prog­et­ti che ruotano intorno a questo incu­ba­toio». Alla pre­sen­tazione sono inter­venu­ti anche l’asses­sore provin­ciale ai Lavori pub­bli­ci, (che è desen­zanese), il sin­da­co di Desen­zano Fioren­zo Pien­az­za e Mar­co Cav­al­laro, pres­i­dente del­l’As­so­ci­azione pesca­tori professionisti.

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