L'umidità è sparita: salvo il monumento barocco dalle infiltrazioni d'acqua

Incuria miliardaria? No, prudenza e risultati

31/10/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Gli Ami­ci del­la Ter­ra rischi­ano d’aver fat­to… un buco nel­l’ac­qua, almeno per quel che riguar­da il sospet­to di incu­ria e di sprechi mil­iar­dari con­sumati negli anni a spese del­l’In­vi­o­la­ta avan­za­to recen­te­mente dal pres­i­dente Pao­lo Barbagli. Le pre­cisazioni arrivano dal­l’ar­chitet­to Gian­maria Campet­ti che per con­to del­la par­roc­chia di ed in col­lab­o­razione pri­ma con la Sovrin­ten­den­za di Verona e poi con i Beni cul­tur­ali del­la provin­cia segue il restau­ro del monumento.L’architetto Campet­ti por­ta due novità impor­tan­ti nel recu­pero del secen­tesco mon­u­men­to costru­ito da Cristo­foro Madruz­zo, il cui sta­to di degra­do è peg­gio­ra­to dram­mati­ca­mente negli anni intorno all’ ’80 quan­do la pre­oc­cu­pazione prin­ci­pale era quel­la del tito­lo di pro­pri­età del­l’im­mo­bile e del­l’an­nes­so cari­co di oneri mis­sari: men­tre gli esper­ti filosofeg­gia­vano, dal tet­to dis­as­tra­to la piog­gia rus­cella­va all’in­ter­no can­cel­lan­do gli affres­chi; e l’as­fal­to, improvvi­da­mente ste­so su tutte le vie intorno alla chiesa con­tribui­va a con­vogliare addos­so alle fon­dazioni quan­tità impres­sio­n­an­ti d’ac­qua. Dopo anni di stu­di (il pri­mo rilie­vo criti­co del­l’In­vi­o­la­ta risale al 1988, il pri­mo prog­et­to gen­erale rimas­to allo sta­to di pro­pos­ta per man­can­za di fon­di, segue di due anni), la svol­ta è arriva­ta da due stu­di costa­ti 25 mil­ioni l’uno e pag­tati intera­mente con fon­di del­la par­roc­chia. La Geo­con­sult di ha ril­e­va­to per quat­tro sta­gioni, e quin­di 12 mesi, le vie del­l’u­mid­ità e lo stu­dio Rosanò e Cor­nale di Pado­va ha anal­iz­za­to, sec­on­do le più mod­erne tec­niche d’indagine, i mate­ri­ali imp­ie­gati (in ques­ta fase è venu­to fuori ad esem­pio, che ver­so la fine del­l’Ot­to­cen­to qual­cuno di cui non è rimas­ta trac­cia ha provve­du­to a dare una buona mano di intona­co di cemen­to sul­l’ester­no del­l’ot­tagono absi­dale). Dagli stu­di è deriva­ta la deci­sione di scav­are il cuni­co­lo tut­t’in­torno al perimetro ester­no: ma che fos­se con­tin­uo e non, come si sono accon­tentati nel sec­o­lo scor­so, inter­rompen­do la trincea il cor­rispon­den­za delle porte. L’al­tro asso nel­la man­i­ca s’è riv­e­la­to un camino den­tro il cam­panile, sem­plice come l’uo­vo di Colom­bo, anche se dimen­sion­a­to in base a stu­di e tec­niche raf­fi­nate. La con­dut­tura sale ad una venti­na di metri ed assi­cu­ra sem­pre un effet­to tirag­gio all’aria con­tenu­ta nel cuni­co­lo sot­ter­ra­neo. I mesi di ril­e­va­men­ti effet­tuati per con­to del­la provin­cia dal­l’ar­chitet­to Adamoli che s’è trova­to ad ered­itare la chiesa dal­la Sovrin­ten­den­za di Verona ed ha prete­so (a ragione) un con­trol­lo diret­to, han­no con­sen­ti­to di con­clud­ere che il prob­le­ma dei muri perime­trali è risolto. In più è sta­to appli­ca­to un sis­tema Acco, ger­man­i­co e sper­i­men­ta­to da dieci anni a Bolzano, che con­siste nel­l’in­ver­sione del­la polar­ità nel­la base delle muraglie. In prat­i­ca l’ac­qua, invece che risalire, viene spin­ta in bas­so, nel­la direzione con­traria. Per quan­to riguar­da il pavi­men­to (fat­to con pietre di cinque tipi diver­si, fra cui un pre­giatis­si­mo nero di Ragoli), ed alla luce dei risul­tati appe­na acquisi­ti dalle mis­urazioni, l’ar­chitet­to Can­m­pet­ti ritiene che non si deb­ba toc­care. Solo la parte cen­trale cir­co­lare, ver­rà rimossa per scav­are una cam­era d’aria da col­le­gare attra­ver­so con­dot­ti sca­v­ati sot­to il pavi­men­to con una spe­ciale triv­el­la, al cuni­co­lo ester­no perime­trale. A seguire il restau­ro degli affres­chi dal tam­buro in giù: quel­li del­la cupo­la sono già sta­ti recu­perati fra il ’90 ed il ’93.

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