Allarme all’assemblea dell’organismo di servizi degli enti pubblici che si affacciano sul lago. Diaspora di associati mentre Province e Regioni stentano a cedere deleghe

«Indifferenza e abbandoni» Comunità del Garda a rischio

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

Indif­feren­za e abban­doni minano la vita del­la . L’associazione di enti pub­bli­ci impeg­nati a pro­muo­vere la tutela, la val­oriz­zazione, e l’organico svilup­po del baci­no del si tro­va al cen­tro di un pro­l­un­ga­to e sof­fer­to malessere. Alla dias­po­ra di asso­ciati è abbina­ta la scarsa propen­sione di regioni e province a con­cedere deleghe e tan­to meno ad assi­cu­rare all’organismo lacus­tre speci­fiche com­pe­ten­ze. Uno sta­to di stal­lo che ha por­ta­to gius­ta­mente la Comu­nità a inter­rog­a­r­si sulle sue com­pe­ten­ze, sulle risorse e quin­di sul pro­prio futuro. Pun­tan­do diret­ta­mente sulle ques­tioni di fon­do il pres­i­dente Giuseppe Mongiel­lo, nell’aprire i lavori dell’Assemblea svoltasi saba­to a Cavri­ana, nel Man­to­vano, ha pos­to l’accento sul «bisog­no di una ade­sione con­vin­ta da parte di tut­ti i soci» affinché la Comu­nità «sia rap­p­re­sen­ta­ti­va e, autorev­ole e oper­a­ti­va». Nel porre poi a fuo­co il prob­le­ma del­la figu­ra giuridi­ca dell’Associazione attual­mente «trop­po leg­gera» in quan­to favorisce «ingres­si a reces­si degli asso­ciati sen­za pre­cisi obb­lighi di apparte­nen­za», il pres­i­dente ha avan­za­to la pro­pos­ta- accol­ta in toto dall’assemblea- che in prospet­ti­va «essa assuma veste con­sor­tile». In sin­te­si non resti più «soltan­to un ente di rap­p­re­sen­tan­za e di coor­di­na­men­to», ma con la pos­si­bil­ità di «assumere anche la ges­tione di quei servizi d’area e di baci­no che i Comu­ni e gli enti ter­ri­to­ri­ali provin­ciali e region­ali, dovran­no decidere di affi­dar­le». Ma una Comu­nità «momen­to di sin­te­si» ed ente inter­locu­tore tra Province e Comu­ni non sem­bra risul­ti trop­po gra­di­ta, almeno al momen­to, agli enti sovrac­co­mu­nali ter­ri­to­ri­ali anche se su questo man­ca una loro pro­nun­cia ufficiale.

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