Il rombo lontano della formazione nemica ma non c’è tempo di difendersi dai ‘Liberator’

Inferno sull’aeroporto

19/07/2008 in Storia
Di Luca Delpozzo
Giulio Grilletta

Dal 10 al 13 luglio 1943 il 5° Stor­mo B. A. operò da questo aero­por­to con­tro le truppe alleate sbar­cate a Gela. Gior­nate di dura ed impari lot­ta. Molte le azioni di guer­ra. Tan­ti i cadu­ti del Repar­to. Il 13 luglio due for­mazioni di ‘Lib­er­a­tor’ amer­i­cani posero fine all’attività del­lo Stor­mo. L’aeroporto venne dis­trut­to. Mac­erie, mor­ti e fer­i­ti ovunque. Pos­sano i cadu­ti riposare in pace. La Sez. AAA – Reg­gio Cal. – Pres. Anto­nio D’Agostino – pose. Iso­la Capo Riz­zu­to 13 luglio 1998”. Così recita la lapi­de com­mem­o­ra­ti­va vis­i­bile sul muro del­la vec­chia aerostazione del­lo sca­lo ‘S.Anna’ di Cro­tone, accan­to all’ingresso dell’attuale bar-tabac­chi ‘Chis­ari’. Venne scop­er­ta il 13 dicem­bre 1998 nel cor­so di una cer­i­mo­nia alla quale parte­ci­parono, tra gli altri, oltre al cita­to pres­i­dente del­la sezione reg­gi­na dell’Associazione Arma aero­nau­ti­ca, anche i sin­daci di Cro­tone, Pasquale Sen­a­tore, di Cutro, Sal­va­tore Migale, e un vet­er­a­no dell’‘Arma azzur­ra’, Gae­tano Pez­zano. Nel luglio 1943 era un sot­tote­nente pilota. Gli even­ti bel­li­ci lo videro oper­are col suo Reg­giane Re-2002 Ari­ete pro­prio dal cam­po d’aviazione di Cro­tone. La fre­net­i­ca attiv­ità oper­a­ti­va di quel luglio di 65 anni era diret­ta­mente col­le­ga­ta allo sbar­co alleato in Sicil­ia. La mat­ti­na del 10 luglio, giorno in cui gli anglo-amer­i­cani ponevano piede sull’isola, giunge­va a Cro­tone il 102° Grup­po tuffa­tori del 5° Stor­mo. I veliv­oli giun­ti a Cro­tone era­no i nuovi Re-2002, costru­iti dalle Officine Reg­giane e con­fig­u­rati nel ruo­lo di bom­bardieri a tuffo. Sos­ti­tu­iv­ano gli anziani Junkers 87 Pic­chi­atel­lo e i Fiat Cr 42, già imp­ie­gati dal­lo Stor­mo in usuran­ti azioni bel­liche in Africa Set­ten­tri­onale, su Mal­ta e nel canale di Sicil­ia. Lo stes­so giorno si con­cen­tra­vano sull’aeroporto, prove­ni­en­ti da Capua, anche i Fiat G.50 Frec­cia del­la 390a Squadriglia del 50° Stor­mo. Agli arrivati veni­va chiesto di entrare subito in azione per attac­care le forze nemiche al largo del­la Sicil­ia orientale.Un bilan­cio pesan­teNel pomerig­gio del 10 luglio decolla­vano per pri­mi i Re 2002 del 102° Grup­po. Tra i piloti dei nove veliv­oli alza­tisi in volo vi era­no il colon­nel­lo Gui­do Nobili, coman­dante del 5° Stor­mo, e il mag­giore Giuseppe Cen­ni, coman­dante del 102° Grup­po. Al rien­tro, dopo un’incursione sul­la rada di Augus­ta, nel cor­so del­la quale veni­va affonda­to il piroscafo Talam­ba, il bilan­cio risul­ta­va pesante: tre veliv­oli abbat­tuti, tre piloti dece­du­ti, tra i quali il coman­dante Nobili, e un veliv­o­lo, seri­amente dan­neg­gia­to, atter­ra­to in emer­gen­za a Reg­gio Cal­abria. La gior­na­ta dell’11 luglio vede­va pro­tag­o­nisti i G.50 del 50° Stor­mo, decol­lati in tre riprese per bom­bar­dare mezzi da sbar­co e mitragliare le auto­colonne alleate in movi­men­to. Anche per loro un bilan­cio pesante: dei ven­tot­to veliv­oli imp­ie­gati, sei veni­vano abbat­tuti e cinque dis­trut­ti al suo­lo, sor­pre­si da un bom­bar­da­men­to alleato sull’aeroporto di Reg­gio Cal­abria, dove era­no sta­ti costret­ti ad atter­rare per esauri­men­to del car­bu­rante. Il 12 luglio com­in­ci­a­vano ad oper­are da Cro­tone anche i dod­i­ci Re 2002 del 101° Grup­po del 5° Stor­mo, comanda­to dal mag­giore Rizzi, giun­ti il pomerig­gio prece­dente. Con­tin­u­a­vano, intan­to, le mis­sioni dei super­sti­ti veliv­oli del 102° Grup­po e del 50° Stor­mo già dis­lo­cati sul cam­po d’aviazione ion­i­co. Era una lot­ta impari quel­la che i piloti ital­iani affronta­vano, dan­do fon­do a tut­to il loro cor­ag­gio e con spir­i­to di estremo sac­ri­fi­cio. A parte la schi­ac­ciante supe­ri­or­ità numer­i­ca, i veliv­oli alleati disponevano di motori più poten­ti, pote­vano rag­giun­gere mag­giori veloc­ità ed era­no meglio armati. La mat­ti­na del 13 luglio una for­mazione di veliv­oli del 101° e 102° Grup­po gui­da­ta dal mag­giore Cen­ni, suc­ce­du­to al colon­nel­lo Nobili nel coman­do del 5° Stor­mo, decolla­va da Cro­tone per attac­care la flot­ta allea­ta fra Sir­a­cusa e Augus­ta. Una bom­ba veni­va mes­sa a seg­no ai dan­ni del­la coraz­za­ta bri­tan­ni­ca Nel­son. Ques­ta ed altre azioni di con­trasto, cor­ag­giose ma poco influ­en­ti sulle sor­ti del con­flit­to, veni­vano pagate a duro prez­zo. Il fuo­co di sbar­ra­men­to e la cac­cia nem­i­ca miete­vano con­tin­ue vit­time. Ques­ta vol­ta nel­la triste con­tabil­ità delle perdite di vite umane si aggiungevano i nomi dei sot­tote­nen­ti piloti Vidulis e Bartolucci.L’attacco dell’Air ForceL’importanza dell’aeroporto di Cro­tone come tram­poli­no di lan­cio di molte mis­sioni ver­so le coste sicil­iane apparve presto evi­dente agli occhi degli strateghi del Coman­do delle forze alleate del Mediter­ra­neo. Dopo l’aeroporto di Reg­gio Cal­abria, già ripetu­ta­mente bom­barda­to, e dopo quel­lo di Vibo Valen­tia, attac­ca­to il 10 e l’11 luglio e di nuo­vo col­pi­to nel­la notte tra il 12 e il 13 luglio, gli Alleati decide­vano di neu­tral­iz­zare anche il nos­tro cam­po d’aviazione. Quan­to avvenne il 13 luglio di ses­santac­inque anni fa è ripor­ta­to nel notiziario gen­erale, rel­a­ti­vo al bimestre giug­no-luglio 1943, delle incur­sioni aeree nemiche sul ter­ri­to­rio nazionale (Archiv­io dell’Ufficio stori­co dell’Aeronautica mil­itare, Roma). “Dalle 13.55 alle 15.20 del 13 — vi si legge — la cit­tà è in allarme. 24 aerei seg­nalati da Capo Riz­zu­to ad alta quo­ta, con rot­ta nord, attac­cano in due riprese l’aeroporto con sgan­ci di numerose bombe dirompen­ti. Risul­tano grave­mente dan­neg­giati ven­ti aerei, ven­ti automezzi e la pista di volo, col­pi­ti il mag­a­zz­i­no viveri dell’aeroporto e la stazione R.4 del XXXI C.A. (stazione radio del 31° Cor­po d’armata – ndr). Tra i mil­i­tari si seg­nalano 20 mor­ti e 70 fer­i­ti”. Un suc­ces­si­vo comu­ni­ca­to fa ascen­dere queste cifre rispet­ti­va­mente a 22 e 80. Sull’aeroporto di Cro­tone si trova­vano al momen­to dell’attacco i Re 2002 del 5° Stor­mo, alcu­ni dei quali da poco rien­trati dal­la mis­sione del mat­ti­no, i G.50 del 50° Stor­mo e altri aerei da ric­og­nizione e da cac­cia. Men­tre la mag­gior parte del per­son­ale era inten­to al pas­to all’interno delle barac­che e degli atten­da­men­ti aero­por­tu­ali, una deci­na di spe­cial­isti rifor­ni­va i veliv­oli appe­na rien­trati per preparar­li alla mis­sione suc­ces­si­va. Fu a quel pun­to che qual­cuno per­cepì il rom­bo lon­tano del­la for­mazione nem­i­ca in avvic­i­na­men­to e com­in­ciò a cor­rere ver­so i ripari. Gli effet­ti del mas­s­ic­cio bom­bar­da­men­to, con­dot­to da bom­bardieri amer­i­cani B‑24 ‘Lib­er­a­tor’ del­la 9a Air Force, decol­lati dal Nord Africa, furono dis­as­trosi. Tut­ti i G.50 del 50° Stor­mo ven­nero resi inuti­liz­z­abili e gli altri veliv­oli, sec­on­do la tes­ti­mo­ni­an­za resa dal sot­tote­nente pilota Pez­zano, dis­trut­ti per la mag­gior parte. La mat­ti­na del 14 luglio, su ordine del Coman­do del­la IV Zona aerea ter­ri­to­ri­ale, i super­sti­ti Re 2002 si levarono in volo da Cro­tone uti­liz­zan­do una striscia di ter­ra prepara­ta alla meno peg­gio tra i cra­teri aper­ti dalle bombe. Des­ti­nazione: Man­duria (Taran­to). Da quel cam­po d’aviazione sareb­bero segui­te altre mis­sioni di con­trasto all’avanzata allea­ta. In una di queste, in ter­ri­to­rio cal­abrese, avrebbe trova­to la morte l’eroico coman­dante Cen­ni, insigni­to, come il pre­de­ces­sore Nobili, di medaglia d’oro al val­or mil­itare. Dopo l’armistizio dell’8 set­tem­bre per gli intre­pi­di ‘tuffa­tori’ sarebbe com­in­ci­a­ta una nuo­va fase di oper­azioni. Con­tro obi­et­tivi tedeschi in Gre­cia.