Una proposta lanciata di Iva Berasi è stata accolta con favore dagli operatori: per la salute del Garda questo e altro. Gli hotel rivani potrebbero convertirsi ai detersivi biodegradabili

Inizia dagli alberghi la guerra ai fosfati

13/08/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Uti­liz­zare deter­sivi biodegrad­abili al cen­to per cen­to per lim­itare ulte­ri­or­mente la quan­tità di fos­fati che dagli scarichi arrivano ai depu­ra­tori e poi finis­cono nel Gar­da? Gli alber­ga­tori non han­no nul­la in con­trario, anzi ben ven­ga se questo può miglio­rare lo sta­to di salute del lago.Per ora è solo un’ipote­si che l’asses­sore provin­ciale all’am­bi­ente Iva Berasi ha ven­ti­la­to ai rap­p­re­sen­tan­ti degli oper­a­tori. Trovan­doli disponi­bili, non ha per­so tem­po ed insieme han­no abboz­za­to un’in­te­sa che com­por­ta l’ese­cuzione di uno stu­dio final­iz­za­to a map­pare la situ­azione e suc­ces­si­va­mente ad orga­niz­zare e favorire la «con­ver­sione» eco­log­i­ca degli alber­ga­tori rivani. Il loro pres­i­dente, Enzo Bas­set­ti, ci tiene a sot­to­lin­eare che la sen­si­bil­ità ambi­en­tale del­la cat­e­go­ria è anda­ta evol­ven­dosi e non cer­to (o per­lomeno non solo) per ragioni pura­mente ide­o­logiche. «Se non ci impeg­namo in pri­ma per­sona noi alber­ga­tori — spie­ga Bas­set­ti — che gra­zie al Gar­da vivi­amo, chi dovrebbe far­lo? Ci inter­es­sano davvero tutte le inizia­tive volte a sal­va­guardare il lago e l’am­bi­ente che lo cir­con­da, pro­va ne sia la nos­tra piena col­lab­o­razione alla rac­col­ta del­l’u­mi­do avvi­a­ta in via sper­i­men­tale dal Comune. Con l’asses­sore Berasi, alla quale, tra l’al­tro, abbi­amo ded­i­ca­to un’in­ter­vista sul­l’ul­ti­mo numero del gior­nali­no d’in­for­mazione del­l’U­nione, abbi­amo inoltre avvi­a­to un dial­o­go che fino ad ora non c’era mai stato».Quanto all’u­so dei deter­sivi biodegrad­abili, Bas­set­ti crede che non sus­sis­tano osta­coli par­ti­co­lari. Ma c’è un però: «Potrem­mo uti­liz­zarli per il lavag­gio delle stoviglie e nelle pulizie, ma per quan­to riguar­da la biancheria — tavaglia­to, lenzuo­la, federe, coprilet­ti, asci­uga­mani eccetera — non pos­si­amo far niente: non c’è nes­suno che si occu­pa diret­ta­mente del loro lavag­gio, è tut­ta roba che viene trat­ta­ta dalle lavan­derie indus­tri­ali di Verona, Bolzano…Ed è per la biancheria che si imp­ie­gano le quan­tità mag­giori di prodot­ti detergenti».Va det­to, a questo pun­to, che a monte del­la pro­pos­ta lan­ci­a­ta da Iva Berasi non ci sono liv­el­li pre­oc­cu­pan­ti di inquina­men­to del lago. Tut­t’al­tro. Le anal­isi biochimiche sulle acque scar­i­cate a lago a fine lavo­razione dai depu­ra­tori (quel­li di por­to s.Nicolò, del­l’Are­na e del Lin­fano) attes­tano che i fos­fati (le sostanze di cui si nutrono le alghe, tra cui l’an­abae­na che sal­en­do in super­fi­cie rov­ina l’aspet­to del Gar­da) sono pre­sen­ti in con­cen­trazione più bas­sa rispet­to a quel­la fis­sa­ta dalle norme europee. Ma vis­to, per l’ap­pun­to, che le alghe crescono comunque vig­orose, un ulte­ri­ore abbas­sa­men­to dei liv­el­li di fos­fati non può che fare bene. Cer­to, e questo lo dice l’asses­sore provin­ciale, che se il prob­le­ma viene affronta­to solo sul­la spon­da trenti­na e non su quel­la vene­ta e bres­ciana, lo sfor­zo potrebbe dare sod­dis­fazioni infe­ri­ori alle aspettative.