Lumini ospiterà il museo che racconta la castagna

Iniziativa della scuola media e del Ctg

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Di Luca Delpozzo
San Zeno di Montagna

Nel prossi­mo tri­en­nio la scuo­la media di San Zeno e il Cen­tro tur­is­ti­co gio­vanile di Capri­no, gra­zie alla disponi­bil­ità del Comune, real­izzer­an­no un del castag­no e del mar­rone del Monte , che dovrebbe trovare sede nell’edificio delle ex-scuole ele­men­tari di Lumi­ni. «L’iniziativa per­me­t­terà un con­tat­to diret­to tra il mon­do del­la scuo­la e la realtà locale, del pas­sato e del pre­sente, medi­ante una conoscen­za più imme­di­a­ta e viva delle tradizioni popo­lari balden­si, dell’economia locale e del­la cas­tan­i­coltura», spie­ga la respon­s­abile del prog­et­to Pao­la Matas­si, pro­fes­sores­sa delle medie. «Il museo intende recu­per­are espe­rien­ze tradizion­ali di lavoro del­la civiltà con­tad­i­na, facen­do riv­i­vere rit­mi e abi­tu­di­ni che han­no scan­di­to la vita di molte per­sone fino ad un recente pas­sato, ma intende essere anche un cen­tro cul­tur­ale, che pro­muove ricerche e stu­di sul ter­ri­to­rio, in col­lab­o­razione con asso­ci­azioni ed enti locali». Il museo val­orizzerà in par­ti­co­lare il mar­rone di San Zeno, che sta per rice­vere la denom­i­nazione di orig­ine pro­tet­ta che ne garan­tirà la qual­ità. Il mar­rone è la vari­ante nobile del­la castagna, si trat­ta infat­ti di un frut­to più grande, di for­ma ovale allun­ga­ta, dal col­ore più chiaro. Rac­colto anco­ra oggi con meto­di tradizion­ali, può essere cuci­na­to in vari modi: lessato, al forno, arrosto; può cos­ti­tuire inoltre un ingre­di­ente base per vari tipi di dol­ci. Nelle inten­zioni dei pro­mo­tori, il museo sarà for­ma­to da diverse sezioni. «Una pri­ma sezione riguarderà la vita e l’ecologia del castag­no (cas­tanea sati­va): dalle carat­ter­is­tiche bio­logiche del­la pianta al suo ciclo vitale; dall’ecosistema del castag­ne­to (con piante e ani­mali e prin­ci­pali catene ali­men­ta­ri), alle vari­età coltur­ali locali quali il bas­tar­done, la castagna dei Masi e il mar­rone», dice Elisa Fat­terel­li del Ctg. «Ver­rà ricre­ato un dio­ra­ma sul castag­ne­to e saran­no esposti i diver­si tipi di castag­ni con i loro frut­ti. Una sec­on­da sezione riguarderà la castagna e il suo impiego: dal val­ore nutri­ti­vo al suo uso nell’antichità, alle ricette del­la gas­trono­mia baldense. In ques­ta sezione ver­ran­no pre­sen­tati anche det­ti e prover­bi rel­a­tivi alla cas­tan­i­coltura». Un’altra sezione trat­terà del­la tradizionale colti­vazione del castag­no: sis­temazione del castag­ne­to, cura del castag­no, mostra degli attrezzi imp­ie­gati, tra cui le per­tiche per la rac­col­ta (simaro­la, medana, lon­ga), la scala a pioli (scalion), ces­ti e ger­le. Ci sarà poi una sezione sul­la coltura del mar­rone di San Zeno di Mon­tagna, che sta per diventare dop: ver­ran­no illus­trate le sue carat­ter­is­tiche e l’impiego ali­menta­re e nell’industria dol­cia­ria. Infine, una quin­ta sezione pre­sen­terà la ricostruzione di un inter­no di abitazione con un tradizionale camino di una cuci­na baldense con tut­ti gli attrezzi per la cot­tura delle castagne. «Per intan­to, dopo una mostra di ogget­ti tradizion­ali rac­colti dai ragazzi ed espos­ta fino a fine mese a Cà Mon­tagna nell’ambito del­la Fes­ta delle castagne, si parte con un museo vir­tuale che prevede la rac­col­ta di foto e lo stu­dio dei diver­si prodot­ti ed attrezzi e con un dèpli­ant sul castag­no», con­clude Matassi.

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