Il Comune si rivolge a una ditta specializzata per eliminarli dalla biblioteca. Cura ad «atmosfera controllata» per i volumi di Francesco Fontana

Insetti rinchiusi nella tenda killer per salvare i libri

11/06/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Alvaro Joppi

Una cura ad «atmos­fera con­trol­la­ta» per i lib­ri di Francesco Fontana. La pic­co­la ma qual­i­fi­ca­ta per­son­ale e d’uso del­lo scien­zi­a­to dell’Ottocento che si dedicò alla chim­i­ca, alla botan­i­ca e alle scien­ze del­la ter­ra legan­do il suo nome a impor­tan­ti scop­erte, quali la Salic­i­na, a ritrova­men­ti e a clas­si­fi­cazioni che rimasero nelle scien­ze nat­u­ral­is­tiche, neces­si­ta­va di essere sal­va­ta dal­la infes­tazione di inset­ti. Il Comune lacisiense, pro­pri­etario di quan­to per­venu­to del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale del­lo stu­dioso nato a Pesina di Capri­no nel 1794, che visse e gestì a Lazise la far­ma­cia, pri­ma di pro­cedere alla dis­in­fes­tazione dei lib­ri, si è volu­to doc­u­mentare sulle ultime tec­niche nate in alter­na­ti­va all’uso di gas tossi­ci quali il bro­muro di metile, l’ossido di eti­lene ed altri, per il cui impiego è nec­es­sario dis­porre di idonei impianti, com­p­lesse metodolo­gie e speci­fiche licen­ze e autor­iz­zazioni. Gas d’altronde in diverse nazioni ban­di­ti per la cres­cente neces­sità di sal­va­guardare l’ambiente (leg­gi: buco di ozono). Per­tan­to per dare il benservi­to ai voraci ospi­ti indesiderati di leg­no, mate­ri­ale car­taceo e cuoio usati per le rile­ga­ture, che non pochi dan­ni provo­cano quo­tid­i­ana­mente al pat­ri­mo­nio cul­tur­ale il Comune si è riv­olto a una dit­ta spe­cial­iz­za­ta, la Isol­cell Italia, una Spa di Bolzano in gra­do di elim­inare con la tec­ni­ca di «atmos­fera con­trol­la­ta» ogni for­ma vivente di lar­va, uovo, adul­to, di inset­ti del genere Anobi­di, Der­mos­ti­di, Hylotru­pes Bayu­lus ed altri, prin­ci­pali autori del­lo scem­pio di opere d’arte. In defin­i­ti­va si trat­ta di un sem­plice e riv­o­luzionario trat­ta­men­to che con­siste nel sot­to­porre gli inset­ti a una spin­ta con­dizione di «asfis­sia» (caren­za di ossigeno) in uno spazio con­fi­na­to e imper­me­abile per un deter­mi­na­to tem­po, a una tem­per­atu­ra e una umid­ità rel­a­ti­va pre­de­ter­mi­na­ta per cias­cun genere di inset­to fes­tante. I cen­totrenta volu­mi sono sta­ti per­tan­to rac­colti e sis­temati in una spe­ciale ten­da col­lo­ca­ta nel­la sala ris­er­va­ta alla Giun­ta comu­nale e sot­to­posti per una venti­na di giorni a questo spe­ciale trat­ta­men­to di «atmos­fera con­trol­la­ta». Oper­azione che com­in­cia impo­stan­do nel soft­ware di con­trol­lo del per­son­al com­put­er i para­metri atmos­feri­ci da man­tenere. Durante tut­to il peri­o­do di dis­in­fes­tazione un sofisti­ca­to sis­tema di anal­isi a micro­proces­sore ril­e­va i dati riguardan­ti tem­per­atu­ra, umid­ità rel­a­ti­va e per­centuale di ossigeno resid­uo pre­sen­ti nel­la ten­da e di trasferir­li in tem­po reale al per­son­al com­put­er di con­trol­lo, che li mem­o­riz­za e uti­liz­za come retroazione per cor­reg­gere even­tu­ali devi­azioni dei val­ori impo­sta­ti. I van­tag­gi dell’utilizzo dell’atmosfera con­trol­la­ta nei trat­ta­men­ti delle opere d’arte sono moltepli­ci. Innanz­i­tut­to si uti­liz­za una tec­nolo­gia già matu­ra imp­ie­ga­ta da diver­si anni nel­la con­ser­vazione eco­log­i­ca dei beni ortofrut­ti­coli, non si uti­liz­zano sostanze tossiche o nocive, ma si cam­biano sola­mente le pro­porzioni dei gas già nat­u­ral­mente pre­sen­ti nell’atmosfera che respiri­amo. L’intervento per i lib­ri del Fontana cos­ta poco più di cinque mil­ioni di lire e va ad aggiunger­si a quel­li già con suc­ces­so con­dot­ti con la stes­sa tec­ni­ca su famose opere lignee quali il cro­ce­fis­so del Cimabue, il Coro lig­neo del Tem­pi­et­to dei , gli arre­di del Castel­lo di Don­nafu­ga­ta, i locali dei Cod­i­ci Miniati e i lib­ri perga­me­n­a­cei del arche­o­logi­co nazionale di Civi­dale del Friuli. Esem­pi che pon­gono in risalto come l’atmosfera con­trol­la­ta oggi sia riconosci­u­ta come val­i­da alter­na­ti­va all’impiego di gas tossi­ci nel­la dis­in­fes­tazione degli insetti.

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