Dal distaccamento la proposta di un’area interprovinciale. I vigili del fuoco chiedono di coordinarsi con Brescia

«Insieme contro gli incendi»

Di Luca Delpozzo
Diego Albano

Gior­gio Tedol­di, Caposquadra dei vig­ili del fuo­co di Cas­tiglione, lan­cia un appel­lo a dir poco pio­nieris­ti­co: rior­ga­niz­zare il sis­tema del soc­cor­so del­l’area cas­tiglionese, e creare una zona oper­a­ti­va di cir­ca 15 km di rag­gio che com­pren­da anche i comu­ni al di fuori del­la provin­cia di Man­to­va. «Inter­ve­ni­amo già fuori dai con­fi­ni del man­to­vano — affer­ma Tedol­di — ma è nec­es­sario nor­mal­iz­zare la situ­azione, inserire cioè i vig­ili di Cas­tiglione nel­la lista delle squadre a dis­po­sizione del­la cen­trale oper­a­ti­va di Bres­cia». I motivi sono di ordine prati­co, fon­da­men­tali in una situ­azione d’e­mer­gen­za. Per fare un esem­pio, nel­la frazione lonatese di Esen­ta la squadra di Cas­tiglione può arrivare pri­ma di chi­unque altro. E qui, qualche sas­soli­no dal­la scarpa Tedol­di se lo vuol levare. «Non vogliamo fare polemiche — dice -, ma alcune osser­vazioni fat­te in questi giorni ci sono apparse un po’ pesan­ti. Pos­si­amo inter­venire a Desen­zano entro un las­so di tem­po di cir­ca dieci minu­ti, quan­do il tem­po mas­si­mo fis­sato dal min­is­tero del­l’in­ter­no è di 20 minu­ti. Non ci sono mai state attese letali per i nos­tri soc­cor­si». Riguar­do al nuo­vo dis­tac­ca­men­to di Desen­zano, i vig­ili di Cas­tiglione esp­ri­mono un parere pos­i­ti­vo: «più siamo, meglio è. Ma res­ta fon­da­men­tale miglio­rare il coor­di­na­men­to delle squadre. Qui ci sono più mezzi che uomi­ni». In sin­te­si, men­tre a Riv­oltel­la chiedono rin­forzi, nel­la cit­tà man­to­vana esiste una squadra dota­ta di un par­co mezzi notev­ole e spes­so inuti­liz­za­to, com­pren­dente un’au­toscala di 25 metri, un’au­to­botte acquis­ta­ta nel ’97, una sec­on­da auto­botte di pic­cole dimen­sioni (come quel­la richi­es­ta dal dis­tac­ca­men­to di Desen­zano) utile per l’in­ter­ven­to nei cen­tri stori­ci e in caso di inci­den­ti stradali, e una terza dal­la capac­ità di 8000 litri. In aggiun­ta, un «mod­u­lo anti­ncen­dio boschi­vo», agile e adat­to all’azione in col­li­na. Insom­ma le pre­messe per allargare l’oriz­zonte oper­a­ti­vo dei cas­tiglione­si ci sareb­bero tutte. Infine, Tedol­di lan­cia un’ul­ti­ma pro­pos­ta, affer­man­do che «non sarebbe una brut­ta idea unire il nos­tro dis­tac­ca­men­to a quel­lo di Desen­zano. Creare una zona d’in­fluen­za comune rap­p­re­sen­terebbe una novità asso­lu­ta in Italia».