Il sindaco spiega i termini di un’operazione che coinvolge San Zeno di Montagna, la Provincia e la Camera di commercio Obiettivo: rimettere in funzione l’impianto Prada-Costabella entro Pasqua

Insieme per risalire in seggiovia

04/09/2003 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

Approva­to all’unanimità in Con­siglio comu­nale l’indirizzo gen­erale per la riat­ti­vazione e il rifaci­men­to degli impianti a fune di Pra­da-Costa­bel­la. Come antic­i­pa­to in luglio da L’Are­na la Provin­cia, i Comu­ni di Bren­zone, San Zeno di Mon­tagna e la Cam­era di com­mer­cio han­no mes­so a pun­to un piano per acquistare e rimet­tere in ses­to la bidon­via- seg­giovia chiusa da quat­tro anni in segui­to al fal­li­men­to del­la soci­età Sit Costa­bel­la. «Abbi­amo cer­ca­to in tut­ti i modi», ha illus­tra­to il sin­da­co Gio­van­ni Zap­palà, «di far riat­ti­vare l’impianto di risali­ta nell’intento di creare situ­azioni pos­i­tive per un rilan­cio del­la mon­tagna baldense. Da ulti­mo abbi­amo pro­mosso un’iniziativa diret­ta all’acquisto del­la strut­tura che ricade nel ter­ri­to­rio di San Zeno e che prevede, sem­pre nel breve peri­o­do, le manuten­zioni e gli adegua­men­ti tec­ni­ci nec­es­sari alla loro ria­per­tu­ra». «Ma non solo», ha pre­cisato il sin­da­co. «C’è la volon­tà polit­i­ca di rifare com­ple­ta­mente l’impianto la cui vita tec­ni­ca scade nel 2009». Soltan­to attra­ver­so sin­ergie ad hoc l’operazione potrà però andare a buon fine. «Fino a un mese fa si sono susse­gui­te una serie di riu­nioni, alla pre­sen­za anche del sot­toseg­re­tario Aldo Branch­er, per dare un’accelerata a tut­ta l’operazione», spie­ga al tele­fono Cipri­ano Castel­lani, sin­da­co di San Zeno che ha già illus­tra­to al Con­siglio comu­nale i ter­mi­ni dell’impegno che dovreb­bero vedere coin­volti oltre ai due Comu­ni, alla Provin­cia e alla Cam­era di Com­mer­cio anche il Con­sorzio funi­co­lare Mal­ce­sine-Monte . «Le vacanze estive han­no ral­len­ta­to il pas­so ma non la volon­tà di riaprire l’impianto per la Pasqua del 2004», con­tin­ua Cipri­ani. «Cer­to molto dipen­derà dal­la Provin­cia e dal­la con­fer­ma del­la promes­sa di stanziare, con l’assestamento di bilan­cio in pro­gram­ma a metà set­tem­bre, i 150 mila euro final­iz­za­ti all’acquisto del­la dismes­so impianto Pra­da-Costa­bel­la». «Stes­sa cifra che la Cam­era di Com­mer­cio ha già comu­ni­ca­to di aver delib­er­a­to per parte­ci­pare alla fase dell’acquisto del bene», riprende Zap­palà. Tut­to da definire invece in mer­i­to ai futuri inves­ti­men­ti dell’ente cam­erale di Verona in atte­sa anche «dell’elezione del nuo­vo diret­ti­vo in pro­gram­ma l’8 set­tem­bre». Noti invece i costi del­la pri­ma fase dell’operazione. «Per acquistare gli impianti di risali­ta com­p­rese le aree a parcheg­gio e gli edi­fi­ci di per­ti­nen­za (rifu­gio Mon­di­ni) ser­vono 330mila euro. Per la riat­ti­vazione imme­di­a­ta dell’impianto occor­rono invece altri 550 mila euro. Tut­ta la spe­sa (880mila euro) sec­on­do le ipote­si prospet­tate dovrebbe essere cop­er­ta per un ter­zo dal­la Provin­cia, un ter­zo dal­la Cam­era di com­mer­cio e un ter­zo sud­di­vi­so a metà tra i Comu­ni di Bren­zone e San Zeno di Mon­tagna. A gestire mate­rial­mente l’impianto Pra­da-Costa­bel­la dovrebbe poi essere l’azienda trasporti funi­co­lari Mal­ce­sine-Monte Bal­do in modo da creare un’economia di scala», con­tin­ua Zap­palà pron­to a riv­e­lare come sia già sta­to inter­pel­la­to il tec­ni­co che ha prog­et­ta­to la nuo­va funi­via di Mal­ce­sine per uno stu­dio di fat­tibil­ità in vista del rifaci­men­to del­la Pra­da-Costa­bel­la in sca­den­za nel 2009. «Si trat­ta di capire quali saran­no i costi e i ben­efi­ci. Siamo comunque con­vin­ti che l’attuale cab­i­novia una vol­ta mes­sa in moto sarà in gra­do di finanziar­si da sola. Non dimen­tichi­amo poi che l’impianto è ubi­ca­to in ter­ri­to­rio di San Zeno, obi­et­ti­vo 2/b, per cui la futu­ra soci­età di ges­tione aven­do sede nel medes­i­mo ter­ri­to­rio potrà godere», con­clude Zap­palà, «dei con­tribu­ti comu­ni­tari e region­ali sia per le opere di riat­ti­vazione che per la real­iz­zazione dei nuovi impianti alla sca­den­za del­la licen­za d’uso».

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