Il deflusso regolare dell’emissario porta allo scioglimento della prognosi per il lago. Cala il Garda, s’alza la polemica

Interrogazioni sui livelli e sull’immissione delle acque dell’Adige

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Di Luca Delpozzo
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Cala il liv­el­lo del lago e si stem­per­a­no le ten­sioni rel­a­tive ai rischi d’esondazione ma arrivano pun­tu­ali le polemiche. Riguardano la ges­tione dei liv­el­li del Gar­da, prob­le­ma annoso ma mai risolto, l’utilizzo del­la gal­le­ria Mori-Tor­bole. Temi di grande attual­ità per la regione che ha nel il bene più prezioso e che sono fini­ti perfi­no sul­la scriva­nia del pres­i­dente del­la Repub­bli­ca. Al Quiri­nale si è riv­olto il con­sigliere comu­nale di Desen­zano Rino Pol­loni. Chiede chiari­men­ti pro­prio sull’interpretazione del decre­to legge emana­to dal pres­i­dente Ciampi con il quale sono state trasferite alla Provin­cia autono­ma di Tren­to le com­pe­ten­ze rel­a­tive alla gal­le­ria. Il sen­a­tore Mas­si­mo Wilde intan­to pone l’interrogativo principe: una dif­fer­ente ges­tione dei liv­el­li negli ulti­mi due mesi pote­va evitare i guai reg­is­trati in molte cit­ta­dine riv­ierasche? Un que­si­to questo che è riecheg­gia­to anche nel­la recente riu­nione svoltasi in prefet­tura a Verona. Incon­tro che pun­ta­va a riat­ti­vare la com­mis­sione tec­ni­ca per l’esercizio del­la rego­lazione dei liv­el­li delle acque del Gar­da. Ma pro­ce­di­amo con ordine. Ieri il liv­el­lo uffi­ciale del Gar­da mis­ura­to all’idrometro di Peschiera seg­na­va 158 cen­timetri. Era­no 166 il 30 novem­bre, 169 il 29 novem­bre. I liv­el­li alcu­ni giorni pri­ma ave­vano sfonda­to il 170 cen­timetri. Le con­seguen­ze dell’acqua alta sono state seg­nalate quo­tid­i­ana­mente: alla­ga­to il locale cal­daie dell’ospedale di Salò con ris­chio, for­tu­nata­mente scon­giu­ra­to, di evac­uazione, allaga­men­to di alcune zone, di can­tine anche a Gargnano ed a Sirmione (dove l’acqua ha causato dan­ni ad alcu­ni alberghi e attiv­ità com­mer­ciali) a Gar­da e Lazise sul­la riv­iera veronese. Ad acuire le ten­sioni ha con­tribuito la deci­sione di aprire per una intera notte fra il 2 ed il 3 novem­bre la gal­le­ria Mori-Tor­bole così da scari­care nel Gar­da parte delle acque di piena del fiume Adi­ge. Questi sono i fat­ti. Le polemiche riguardano appun­to la ges­tione del­la gal­le­ria, i dan­ni paven­tati all’ambiente dall’immissione delle acqua fred­de, sporche e forse inquinate dell’Adige, la ges­tione dei liv­el­li del lago attra­ver­so lo «scol­ma­tore a Peschiera». Rino Pol­loni chiede al pres­i­dente del­la Repub­bli­ca se la Provin­cia autono­ma di Tren­to può autono­ma­mente dis­porre l’apertura del­la gal­le­ria sen­za essere autor­iz­za­ta dal Mag­is­tra­to alle acque di Venezia. Cosa accadrà, si chiede, quan­do il demanio idri­co passerà alle regioni? come saran­no dis­tribuite le com­pe­ten­ze fra le regioni vis­to l’interesse comune sul baci­no? Il sen. Mas­si­mo Wilde invece chiede ai min­istri dell’Ambiente e dei Lavori pub­bli­ci se non sia oppor­tuno isti­tuire un «autor­i­ty» che inter­ven­ga in tem­po reale sul lago di Gar­da e soprat­tut­to se non sia oppor­tuno ver­i­fi­care le respon­s­abil­ità rel­a­tive alle oper­azioni attuate dal 17 al 28 novem­bre.» Si pote­va — si chiedono i garde­sani — abbas­sare il liv­el­lo del lago pri­ma del­la sec­on­da onda­ta di piogge che han­no poi por­ta­to l’acqua oltre i 170 centimetri?

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