In campo per chiedere di fare chiarezza il consigliere D’Arienzo e l’eurodeputata Gottardi

Interrogazioniall’Europaper il Frassino

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Provin­cia e Com­mis­sione euro­pea inter­ro­gate sull’oasi nat­u­rale del laghet­to del Frassi­no: la pri­ma è sta­ta inter­es­sa­ta dal con­sigliere Vin­cen­zo D’Arien­zo (Pd) con un’interrogazione urgente a rispos­ta ver­bale ind­i­riz­za­ta al pres­i­dente Elio Mose­le. Sui tavoli europei la ques­tione arriverà invece il 27 agos­to, alla ripresa dei lavori, con l’interrogazione del­l’eu­ropar­la­mentare Ds-Pse Dona­ta Gottardi.«Le acque del laghet­to del Frassi­no sono da sem­pre uti­liz­zate per le irrigazioni delle zone agri­cole di quel­l’area», spie­ga D’Arien­zo. «La pro­l­un­ga­ta sic­c­ità sta pro­traen­do nel tem­po e nel­la por­ta­ta questo pre­lie­vo e il liv­el­lo del Sic è dimi­nu­ito al pun­to da far temere la com­pro­mis­sione del suo eco­sis­tema. Il nos­tro obi­et­ti­vo è quel­lo di lan­cia­re l’al­larme, di richia­mare l’at­ten­zione degli organ­is­mi com­pe­ten­ti su ques­ta situ­azione chieden­do loro di ver­i­fi­care la rego­lar­ità di quan­to viene fat­to». «Questo», pre­cisa il con­sigliere, «non è e non vuole essere un atto di accusa nei con­fron­ti delle aziende agri­cole autor­iz­zate all’uso delle acque del Frassi­no e che lo fan­no in modo rego­lare». «Se, però, si par­la tut­ti i giorni dei liv­el­li del Gar­da, dici­amo che del laghet­to del Frassi­no si dice poco o nul­la. Il nos­tro inten­to è riportare la gius­ta atten­zione anche sul­la sua tutela». Di qui la doman­da alla Provin­cia su cosa intende fare per la tutela del­l’oasi e la richi­es­ta di ver­i­fi­care la rego­lar­ità di ogni pro­ce­du­ra e autor­iz­zazione. Dal can­to suo Dona­ta Got­tar­di sot­to­lin­ea l’ap­proc­cio del­la Comu­nità euro­pea, in par­ti­co­lare del­la Com­mis­sione stra­or­di­nar­ia per i cam­bi­a­men­ti cli­mati­ci, «che si muove non solo val­u­tan­do questi fenomeni ma anche come fron­teggia­r­li. E questo può essere fat­to solo con altri cam­bi­a­men­ti che pos­sono riguardare o i tipi di col­ture, o la loro dis­lo­cazione o i meto­di». «Questo prin­ci­pio gen­erale può trovare nel­la vicen­da del laghet­to del Frassi­no un esem­pio con­cre­to, un’anticipazione tut­ta ital­iana di ques­ta nuo­va log­i­ca che sta diven­tan­do uno degli assi por­tan­ti del­l’azione euro­pea». Nel 2000 l’Europa, ai sen­si del­la Diret­ti­va Cee 43 del 1992) ha inser­i­to il lago del Frassi­no nell’elenco dei Siti di impor­tan­za comu­ni­taria (Sic) e delle Zone di pro­tezione spe­ciale (Zps). La ric­chez­za del suo eco­sis­tema, sep­pur di lim­i­tate dimen­sioni (32 ettari), è tes­ti­mo­ni­a­ta dagli elenchi delle specie indi­vid­u­ate nell’area pro­tet­ta: cir­ca 300 specie di piante di cui 18 molto local­iz­zate e rare in provin­cia di Verona; oltre 40 specie di Uccel­li nid­i­f­i­can­ti tra cui alcune rare e a forte ris­chio estinzione come l’Airone rosso, il fal­co di palude, il tarabusi­no, il por­ciglione, e il fora­paglie; 5 specie di Ret­tili e altret­tante di anfibi tra cui la rana di Lataste, endem­i­ca del­la pia­nu­ra Padana; 10 specie di Mammiferi.Durante il peri­o­do inver­nale il laghet­to offre inoltre riparo a numerose specie di uccel­li acquati­ci che qui sver­nano. Un biotopo di asso­lu­to pre­gio, dunque, da tute­lare in ogni modo.