Il sindaco alla Lega: «Sui flussi migratori a decidere è lo Stato» Immigrati, l’ora della polemica

«Inutile la costituzione di una Consulta per i nostri mille stranieri»

Di Luca Delpozzo
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Si avviano a toc­care quo­ta mille gli stranieri res­i­den­ti a Desen­zano. L’aumento del­la loro pre­sen­za, che supera ormai il 4,3% del­la popo­lazione uffi­cial­mente res­i­dente, appare costante. Gli stranieri comu­ni­tari sono 135, gli extra­co­mu­ni­tari iscrit­ti all’anagrafe 835. E pro­prio il costante incre­men­to degli stranieri è al cen­tro di un’iniziativa del­la Lega Nord, ma anche di una polem­i­ca repli­ca del sin­da­co del­la cit­tà. Moti­vo del con­tendere è la richi­es­ta invi­a­ta alla pres­i­den­za del Con­siglio comu­nale da Rino Pol­loni, capogrup­po del­la Lega, di isti­tuire una «con­sul­ta per l’immigrazione» con l’intento di mon­i­torare, ver­i­fi­care la situ­azione immi­gra­to­ria, for­mu­la­re pro­poste in base all’effettiva poten­zial­ità ricetti­va del ter­ri­to­rio di Desen­zano anche ai fini di inves­ti­men­ti e risorse. Ma il sin­da­co Anel­li non con­cor­da. E polem­iz­za: «Ci sono le leg­gi che regolano i flus­si migra­tori. Toc­ca allo Sta­to mon­i­torare gli arrivi, val­utare, quan­tifi­care. Legal­mente la Con­sul­ta non serve a nul­la se non a far­si un po’ di réclame. Non si può inter­venire sui gran­di numeri. Diver­so — con­tin­ua il sin­da­co — è il dis­cor­so riguardante la con­ces­sione del­la res­i­den­za o le dichiarazioni rel­a­tive ai “ricon­giung­i­men­ti” dei par­en­ti degli extra­co­mu­ni­tari già res­i­den­ti. In questi due set­tori già il sin­da­co e l’apparato munic­i­pale oper­a­no nel rispet­to delle regole che ha fis­sato lo Sta­to. Per i ricon­giung­i­men­ti l’Ufficio tec­ni­co provvede a mis­urare l’ampiezza dei locali disponi­bili per val­utare se ci sono gli spazi per ospitare nuove per­sone. E la dichiarazione del sin­da­co va alle­ga­ta alla prat­i­ca! Quan­to alla con­ces­sione del­la res­i­den­za va ricorda­to che il sin­da­co agisce riconoscen­do uno sta­to di fat­to. Non impor­ta, come speci­fi­ca una cir­co­lare del Min­is­tero dell’interno del ’95, la natu­ra dell’alloggio, che non può essere di osta­co­lo all’iscrizione all’anagrafe. Para­dos­salmente, scrive il Min­is­tero, qual­si­asi allog­gio può andare bene: una grot­ta, allog­gi in roulottes, fab­bri­ca­to pri­vo di licen­za di abit­abil­ità. Insom­ma occorre solo ril­e­vare la pre­sen­za sta­bile del­la per­sona. Lo sa bene l’ex-sindaco Mas­si­mo Roc­ca che qualche anno fa iscrisse all’anagrafe dei res­i­den­ti alcu­ni noma­di che vive­vano in roulottes sul ter­ri­to­rio cit­tadi­no». Tor­nan­do agli stranieri res­i­den­ti va det­to che gli extra­co­mu­ni­tari proven­gono da ben 56 Pae­si. La colo­nia più numerosa in asso­lu­to è, ma si trat­ta di un dato scon­ta­to, quel­la dei maroc­chi­ni con 122 per­sone res­i­den­ti. Poi ecco le sor­p­rese: con i cine­si al sec­on­do pos­to con 64 res­i­den­ti, segui­ti a ruo­ta dai colom­biani con 56 pre­sen­ze e dagli albane­si con 53. Poi arrivano egiziani, sene­gale­si. Poi con­tribuis­cono alla babele lin­guis­ti­ca bul­gari, brasil­iani, canade­si, svizzeri, Sri Lan­ka, Croazia, Cecoslo­vac­chia, Alge­ria, Esto­nia, Ghana, Bangladesh, Unghe­ria, India, Iran, Let­to­nia, Mol­davia, Mes­si­co, Niger, Pak­istan, Perù, Polo­nia, Argenti­na, Cile, Libano, Fil­ip­pine, Rus­sia, Thai­lan­dia, Viet­nam, Uzbek­istan… Sec­on­do una ricer­ca effet­tua­ta dal­la prece­dente Ammin­is­trazione gli stranieri res­i­den­ti risul­ta­vano ben inte­grati nel­la comu­nità, con un buon allog­gio e un’occupazione stabile.