H.Ludwig Freese arriva a Gargnano negli anni Settanta La sua proprietà come un Giardino delle Esperidi

Io, professore di psicologia così ho salvato le limonaie»

13/07/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Attilio Mazza

Ha sal­va­to una limon­a­ia. Negli anni Set­tan­ta, quan­do anco­ra inseg­na­va Psi­colo­gia ped­a­gog­i­ca all’ di Berli­no, s’innamorò di Gargnano. E acquistò una pro­pri­età di due ettari sul­la col­li­na, con tre cam­pate di limoni cias­cu­na lun­ga set­tanta­c­inque metri. Era­no rimaste attive sino agli anni Quar­an­ta del Nove­cen­to. Poi lo sface­lo. «Tut­to era in abban­dono da alcu­ni decen­ni – spie­ga il prof. Hans Lud­wig Freese –; non c’era nem­meno la cor­rente elet­tri­ca. Abbi­amo grad­ual­mente ricostru­ito le limon­aie e cura­to gli uliveti». E’ un pic­co­lo par­adiso. Persi­no le palme, messe a dimo­ra trent’anni fa, han­no svilup­pa­to un tron­co notev­ole, insoli­to sul Gar­da, a con­fer­ma del cli­ma eccezionale. Il casel­lo prin­ci­pale è diven­ta­to una con­fortev­ole dimo­ra, men­tre quel­lo sec­on­dario è sta­to restau­ra­to per gli ospiti.I coni­u­gi Freese fan­no parte del­la pic­co­la comu­nità d’intellettuali che da anni vive sul Gar­da, fra Toscolano e Gargnano. A far loro sco­prire il «Bena­co mari­no» fu il cog­na­to scrit­tore Hans Jür­gen Frölich, autore fra l’altro del roman­zo Im Garten der Gefüh­le (Nel gia­rdi­no dei sen­ti­men­ti), ami­co a sua vol­ta del poeta e gior­nal­ista Rino Sander che già vive­va a Ceci­na di Toscolano. Frölich tro­vò rifu­gio in un bel rus­ti­co sopra il golf di Bogli­a­co, dove ora vive anche la figlia, Anna Katha­ri­na, che ha recen­te­mente conosci­u­to il suc­ces­so in Ger­ma­nia con il roman­zo ital­iano, anzi garde­sano, Wilde Orangen (Arance amare). E i Freese, a loro vol­ta, acquis­tarono le limon­aie di Gargnano.«Oggi colti­vare limoni non è più eco­nomi­ca­mente van­tag­gioso. Qualche cosa si rica­va dagli uliveti: ogni anno pro­du­ci­amo cen­to chilo­gram­mi di olio. Ma le limon­aie sono anco­ra architet­ture eccezion­ali, uniche al mon­do. Se fos­sero state con­ser­vate, come si ammi­ra nelle car­to­line d’epoca, cos­ti­tuireb­bero un’attrattiva straordinaria».Il prof. Hans Lud­wig Freese, autore di numerosi lib­ri di ped­a­gogia e di filosofia, conosce tut­to delle limon­aie e rac­con­ta le quat­tro ragioni che por­tarono al fal­li­men­to di una pro­duzione ad alto red­di­to in altri sec­oli. «In ques­ta pro­pri­età ci cam­pa­vano una deci­na di per­sone; bas­ta­vano tre piante di limoni per man­tenere un figlio agli studi».La deca­den­za com­in­ciò a metà dell’Ottocento, quan­do la gom­mosi dis­trusse i gia­r­di­ni di limoni, for­tu­nata­mente vin­ta gra­zie all’innesto con arance amare scop­er­to da un far­ma­cista di Salò. Poi, dopo l’unità d’Italia, quan­do entrò in fun­zione la nuo­va rete fer­roviaria, i limoni del Gar­da non furono in gra­do di com­petere, eco­nomi­ca­mente, con le pro­duzioni sicil­iane. E come non bas­tasse, un chim­i­co tedesco sco­prì la pos­si­bil­ità di pro­durre aci­do sali­cil­i­co, sop­pi­antan­do l’uso dei limoni in med­i­c­i­na. Infine, durante la pri­ma guer­ra mon­di­ale, la neces­sità di recu­per­are leg­name per costru­ire le trincee, provocò la fine defin­i­ti­va delle gran­di cop­er­ture di leg­no che d’inverno preser­va­vano i limoni dal gelo. I coni­u­gi Freese divi­dono i loro giorni fra Gargnano e Berli­no, dove han­no lo stu­dio di con­sulen­za psi­co­log­i­ca per bam­bi­ni super­do­tati; la moglie è anche tito­lare del­la Casa editrice Eri­ka Freese che ha pub­bli­ca­to, con otti­mo risul­ta­to, il «Cuore» di Edmon­do De Ami­cis – dopo il suc­ces­so del film di Comenci­ni –, sec­on­da traduzione in Ger­ma­nia dopo oltre un sec­o­lo. Las­ci­a­ta l’Università il pro­fes­sore, uni­ta­mente alla con­sorte, si è ded­i­ca­to alla ricer­ca, spe­cial­iz­zan­dosi nei bam­bi­ni par­ti­co­lar­mente for­ni­ti d’ingegno. Che sono cir­ca il cinque per cen­to del­la popo­lazione infantile.«Ricorrono a noi molte famiglie e aiu­ti­amo anche gli inseg­nan­ti. I bam­bi­ni super­do­tati pos­sono rap­p­re­sentare un prob­le­ma. Han­no bisog­no di com­pren­sione e di par­ti­co­lare atten­zione. Tal­vol­ta cre­ano dif­fi­coltà agli inseg­nan­ti. Rara­mente prestano atten­zione a scuo­la per­ché, ad esem­pio, san­no già leg­gere e scri­vere. Abbi­amo in osser­vazione soprat­tut­to bam­bi­ni tedeschi, ma anche di alcune famiglie russe e di altre nazion­al­ità che vivono in Germania».Gli impeg­ni di lavoro non con­sentono ai coni­u­gi Freese di vivere tut­to l’anno, come vor­reb­bero, nel par­adiso di Gargnano. Ma vi tor­nano per lunghi peri­o­di in ogni sta­gione con le due figlie e i nipoti. E’ il loro Gia­rdi­no delle Esperi­di in cui oltre ai «pomi d’oro» vi crescono anche le «mele cine­si», gli aran­ci, dei cui fiori pro­fu­ma­tis­si­mi Giove fece dono a Giunone quan­do la prese in moglie. Lo ricor­da al com­mi­a­to il prof. Freese evo­can­do il sim­bolis­mo di frut­ti che anco­ra colpis­cono l’immaginario.

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