Restituire a nuova vita il vialone d’ingresso alla città. È questo il proposito della nuova Giunta di centro-sinistra insediatasi alla guida del Comune da poche settimane.

Ippocastani in cura

12/05/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Ennio Moruzzi Ennio Moruzzi

Resti­tuire a nuo­va vita il vialone d’ingresso alla cit­tà. È questo il propos­i­to del­la nuo­va Giun­ta di cen­tro-sin­is­tra inse­di­atasi alla gui­da del Comune da poche set­ti­mane. Il tema è sta­to infat­ti inser­i­to nel pro­gram­ma di lavoro dell’Amministrazione illus­tra­to nel cor­so del­la pri­ma riu­nione, quel­la di inse­di­a­men­to del Con­siglio comu­nale. «È così — spie­ga il sin­da­co Moran­do Peri­ni -. Il “vialone”, come lo chia­mano i lonate­si, cos­ti­tu­i­va un tem­po la passeg­gia­ta esti­va. Ma il grande viale alber­a­to, fiancheg­gia­to da sec­o­lari ippocas­tani, è sta­to trascu­ra­to e con il trascor­rere dei decen­ni la situ­azione è costan­te­mente peg­gio­ra­ta. I mar­ci­apie­di sono costel­lati di buche e tut­to il viale ha bisog­no di inter­ven­ti. Noi inten­di­amo inter­venire pre­dispo­nen­do un prog­et­to gen­erale di sis­temazione e abbel­li­men­to. È nos­tra inten­zione occu­par­ci anche degli ippocas­tani che fiancheg­giano il viale elim­i­nan­do le cep­paie di quel­li tagliati, toglien­do quel­li sec­chi e sos­tituen­doli. L’obiettivo è di sal­vare anche l’alberatura. Val­uter­e­mo con il sup­por­to di esper­ti se riem­pire i vuoti con nuovi ippocas­tani ovvero se ricor­rere ad altre essen­ze. Le piante rimar­ran­no». «Questo è il nos­tro obi­et­ti­vo — aggiunge l’assessore ai Lavori pub­bli­ci Davide Bac­cinel­li -. Vogliamo abbel­lire viale Roma, sis­temar­lo. Il prog­et­to, è bene pre­cis­ar­lo anco­ra non c’è. Ci muover­e­mo rap­i­da­mente». Dopo tan­ti anni di dis­cus­sioni e dibat­ti­ti sul futuro dei sec­o­lari ippocas­tani che fiancheg­giano il viale, final­mente un prog­et­to di recu­pero e val­oriz­zazione. In par­ti­co­lare i pro­gram­mati lavori di abbel­li­men­to con­tribuiran­no anche al man­ten­i­men­to degli ippocas­tani. Si trat­ta di veri e pro­pri patri­archi veg­e­tali. Infat­ti le fotografie che li immor­ta­lano agli inizi del sec­o­lo li ritrag­gono già folti e pos­sen­ti così che, pur in man­can­za di accer­ta­men­ti den­docrono­logi­ci, c’è chi li fa risalire all’epoca del­la battaglia di S. Mar­ti­no e Solferi­no. Ippocas­tani di qua­si 150 anni che han­no fat­to ombra a calessi e dili­gen­ze, poi alle prime auto e poi al traf­fi­co inten­sis­si­mo che ha inter­es­sato fino a qualche anno fa la statale 11. Ora con l’apertura del­la tan­gen­ziale, larga parte del traf­fi­co scorre lon­tano. Così gli ippocas­tani asfis­siati dal­lo smog, ma anche dall’età, avran­no un’altra chanche. Sem­bra infat­ti scon­giu­ra­ta l’ipotesi di taglio ven­ti­la­ta alcu­ni anni fa dall’Anas (quan­do la stra­da era statale) pro­prio per il peri­co­lo di cadute sulle auto in tran­si­to di rami divenu­ti frag­ili. A quell’epoca la richi­es­ta dell’Anas sollevò in paese un vas­to dibat­ti­to fra gli ammin­is­tra­tori e la popo­lazione. Molte voci si levarono in dife­sa degli ippocas­tani sec­o­lari che si ritene­va di pot­er sal­vare con inter­ven­ti mirati di potatu­ra e cura e il con­sol­i­da­men­to dei rami ricor­ren­do a tiran­ti. E fra sol­leciti e per­izie si arrivò all’effettuazione di una «dras­ti­ca» potatu­ra. Han­no super­a­to la pro­va. Ora la stra­da è comu­nale e non è più com­pe­ten­za dell’Anas.Ennio Moruzzi