Novità all’assemblea della Comunità del Garda: una cordata di imprenditori punta su Peschiera. Via libera anche all’autodromo: sorgerà a Villafranca

Ippodromo, bresciani in pista

Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Un auto­dro­mo e un ippo­dro­mo ai mar­gi­ni del lago! La notizia l’ha data ieri mat­ti­na, a , un con­sigliere regionale del Vene­to, Mario Rossi, orig­i­nario di Desen­zano, incar­i­ca­to dal pres­i­dente Gian­car­lo Galan di parte­ci­pare all’assem­blea del­la . «Vil­lafran­ca, Treven­zuo­lo e Viga­sio sono rius­ci­ti a ottenere l’au­to­dro­mo — ha det­to Rossi -. La delib­era del­la Giun­ta regionale è del­l’al­tro ieri (ven­erdì ndr.)». Numerose local­ità si era­no fat­te avan­ti (tra le altre, Mon­tec­chio nel Vicenti­no, Cavarzere in provin­cia di Venezia, Bovolone e Zevio, nel Veronese). Una com­mis­sione ha val­u­ta­to una lun­ga serie di req­ui­si­ti (22): la dis­tan­za dalle gran­di vie di comu­ni­cazione, la ricettiv­ità alberghiera, la popo­lazione, la vic­i­nan­za di ospedali, ecc., asseg­nan­do un pun­teg­gio. Ora il prog­et­to ver­rà sot­to­pos­to alla Val­u­tazione di impat­to ambi­en­tale. «Poi — ha det­to l’asses­sore allo Sport Flo­ri­ano Pra — ci saran­no le pre­messe per ved­er­lo real­iz­zare nel giro di pochi anni, gra­zie al project financ­ing». Molti pri­vati, con inter­es­si nel cam­po motoris­ti­co, sem­br­ereb­bero inter­es­sati all’idea. La Giun­ta regionale ha incar­i­ca­to la finanziaria «Vene­to svilup­po» di indi­vid­uare la for­ma giuridi­ca più idonea per cos­ti­tuire una soci­età mista pub­bli­co-pri­va­ta che real­izzi e gestis­ca l’au­to­dro­mo. Per ques­ta fase è pre­vista una spe­sa di 3 mil­iar­di. Invece il dis­cor­so del­l’ip­po­dro­mo, con pista e scommesse, è anco­ra in fase di mat­u­razione. «Set­tan­ta indus­tri­ali bres­ciani sono par­ti­co­lar­mente inter­es­sati — ha affer­ma­to Rossi -. L’area dovrebbe essere indi­vid­u­a­ta tra Peschiera e Som­macam­pagna. Abbi­amo già tenu­to incon­tri nel­la sede del­l’A­pa di Verona, con tut­ti i pro­tag­o­nisti. La stes­sa cit­tà scalig­era, attra­ver­so l’avvo­ca­to Bot­toli, pres­i­dente del­la com­mis­sione urban­is­ti­ca del comune, si è fat­ta avan­ti. Dispone di un paio di ter­reni agri­coli, che potreb­bero essere uti­liz­za­ti per i cav­al­li». Intan­to Bot­toli è diven­ta­to difen­sore civi­co del­la Regione. E gli impren­di­tori bres­ciani (la sig­no­ra Nociv­el­li, Gnut­ti, con una fab­bri­ca di rubi­net­terie a Vol­ta Man­to­vana, Bres­ciani del­la Uvr di Roè Vol­ciano, che com­mer­cia in mangi­mi, ecc.) riman­gono in atte­sa degli even­ti. Se son rose… Altri argo­men­ti emer­si: la neces­sità di creare un chilometro di lin­ea fer­roviaria da Peschiera a , per sgravare la dal traf­fi­co auto­mo­bilis­ti­co, e l’idea di aprire cen­tri di riabil­i­tazione (sul mod­el­lo del S.Corona di Fasano o del­l’ospedale orto­pe­di­co di Mal­ce­sine) da col­le­gare a cliniche aus­tri­ache e tedesche. , asses­sore del­la Provin­cia di Bres­cia, dopo avere ironiz­za­to («vedo che di auto­dro­mi e ippo­dro­mi, in Vene­to, se ne occu­pa la Regione, forse un po’ trop­po accen­tra­trice»), ha ricorda­to l’in­te­sa rag­giun­ta su alcune vicende recen­ti: con Tren­to, per costru­ire la nuo­va gal­le­ria sul­la 45 bis, dopo la frana tra Limone e Riva; con Verona, per la via­bil­ità del Bas­so lago (l’in­ser­i­men­to nel piano tri­en­nale del­la prog­et­tazione del­la tan­gen­ziale Sirmione-Peschiera, fino a Castel­n­uo­vo). Paroli­ni ha invi­ta­to la Comu­nità ad assumere un ruo­lo più inci­si­vo sul­la rego­lazione delle acque, allo scopo di evitare i con­flit­ti dei mesi scor­si, quan­do nel Gar­da ven­nero scar­i­cati mil­ioni di metri cubi dal­l’Adi­ge, attra­ver­so il tun­nel di Mori, sen­za che i sin­daci delle local­ità riv­ierasche ne fos­sero infor­mati. Il pres­i­dente Giuseppe Mongiel­lo, ex sin­da­co di Salò, elet­to in dicem­bre, ha relazion­a­to sul­l’at­tiv­ità svol­ta nei pri­mi tre mesi e sulle prospet­tive future, sol­lecitan­do la revi­sione del­lo statu­to. Ne par­lere­mo in un suc­ces­si­vo arti­co­lo. L’assem­blea ha poi approva­to il con­to con­sun­ti­vo 2000, da cui risul­tano 400 mil­ioni di arretrati da incas­sare, e ritoc­ca­to il pre­ven­ti­vo 2001. Sì anche all’au­men­to del­l’in­den­nità di car­i­ca del pres­i­dente, pas­sa­ta da 1 mil­ione e mez­zo lor­do (cifra sta­bili­ta nel ’92) a 4 mil­ioni e mez­zo. Tan­to per fare un raf­fron­to, in base alla legge del­l’an­no scor­so, il sin­da­co di un comune da 5 a 10 mila abi­tan­ti per­cepisce 5 mil­ioni e 400 mila lire; quel­lo di un cen­tro tra 10 mila e 30 mila res­i­den­ti 6 milioni.