Il sindaco di Gargnano Gianfranco Scarpetta mercoledì parteciperà ad un incontro a Montecitorio. «Il decreto Bersani fa pagare anche agli stranieri, ma i soldi vanno a Roma»

Irpef sulla casa, il Garda piange

22/10/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Bruno Festa

L’a­gen­da del sin­da­co di Gargnano, Gian­fran­co Scar­pet­ta, prevede per mer­coledì 25 otto­bre un impeg­no a Mon­tecito­rio: un con­veg­no che ha per tito­lo «La forza dei ter­ri­tori per il futuro del­l’I­talia: l’im­peg­no del Par­la­men­to per i pic­coli Comu­ni». Scar­pet­ta farà parte del­la del­egazione de’ «La Pic­co­la Grande Italia».«Difficile — spie­ga il sin­da­co osser­van­do il nutri­to ordine del giorno e l’e­len­co degli ora­tori — che ci sia il tem­po di inter­venire e met­tere sul tavo­lo i prob­le­mi con­creti delle pic­cole realtà ter­ri­to­ri­ali». Ma se uno spi­raglio si aprisse, Scar­pet­ta vuole toglier­si un «sas­soli­no dal­la scarpa». Si trat­ta di una pro­pos­ta che lui stes­so avanzò un paio di anni fa, inoltran­dola sia a Roma che all’An­ci, Asso­ci­azione dei Comu­ni d’I­talia. Pro­pos­ta cadu­ta nel vuo­to, con un tiepi­do inter­es­sa­men­to del­l’al­lo­ra sot­toseg­re­tario, il bres­ciano («vedi­amo cosa è pos­si­bile fare»), men­tre dal can­to suo l’An­ci non rispose nep­pure. Ebbene, dice Scar­pet­ta, «accostare l’at­tualis­si­mo Decre­to Legge Bersani numero 223 del 2006 alla mia pro­pos­ta di allo­ra (Bres­ciaog­gi le dedicò ampio spazio il 29 dicem­bre 2004, n.d.r.) soll­e­va notev­ole curiosità». Il per­ché è presto det­to: «Per qualche anno — ricor­da Scar­pet­ta — chi non era res­i­dente nel nos­tro Paese non ha paga­to le tasse da noi, nep­pure se possede­va una casa o una vil­la, purché queste avessero un red­di­to cat­a­stale infe­ri­ore a 3.000 euro. Tut­to ciò era pos­si­bile gra­zie alla cosid­det­ta «no tax-area» isti­tui­ta dal gov­er­no Berlus­coni. Con il recente Decre­to Legge Bersani è sta­ta pre­vista la non appli­cazione di ques­ta no tax-area per i non res­i­den­ti in Italia. Di con­seguen­za anche gli stranieri dovran­no pagare l’Ir­pef sul­la loro sec­on­da casa italiana».È sta­to, in questo modo, mes­so rime­dio ad una ingius­tizia. Ma per Scar­pet­ta, ques­ta deci­sione ha il sapore di una bef­fa per i Comu­ni tur­is­ti­ci, con molte sec­onde case di pro­pri­età degli stranieri. Spie­ga: «Un paio di anni fa ave­vo avan­za­to una pro­pos­ta del tut­to iden­ti­ca a quel­la che il Decre­to Bersani ha fat­to sua: sostene­vo che non fos­se gius­to che lo straniero pro­pri­etario di una casa o una vil­la non pagasse l’Ir­pef sui beni posse­du­ti in Italia solo per il fat­to di non avere qui la res­i­den­za. Se lo Sta­to non vol­e­va quei sol­di, i Comu­ni tur­is­ti­ci e le cit­tà d’arte con tante sec­onde case ne avreb­bero trat­to notev­ole ben­efi­cio. Invece lo Sta­to ha fat­to un Decre­to che incam­era per intero l’entrata».E se quelle cifre fos­sero restate sul Gar­da? A Gargnano ave­vano fat­to un po’ di con­ti, rac­coglien­do i dati rifer­i­ti ad alcu­ni Comu­ni riv­ieraschi: «Solo dal paga­men­to di ques­ta tas­sa sul­la sec­on­da casa, Tremo­sine avrebbe incas­sato dagli stranieri più di 80.000 euro, Gar­done Riv­iera qua­si 32.000, Gargnano poco meno di 70.000. Il Gar­da bres­ciano sfio­ra­va nel suo insieme la bel­la cifra di un mil­ione di euro: sol­di che pote­vano essere investi­ti sul territorio».Scarpetta, insom­ma, per un ver­so è sod­dis­fat­to per avere vis­to gius­to, dato che un Decre­to Legge appli­ca a due anni di dis­tan­za una deci­sione che va esat­ta­mente sul bina­rio prospet­ta­to: l’ab­o­lizione di un priv­i­le­gio accorda­to agli stranieri pro­pri­etari di sec­on­da casa in Italia. Ma ques­ta «vit­to­ria morale» por­ta con sé il sapore del­la bef­fa, con le nuove risorse finanziarie che viag­giano per intero ver­so le casse del­lo Sta­to. «Forse — con­clude il pri­mo cit­tadi­no di Gargnano- qualche sin­da­co garde­sano pote­va sostenere il mio ten­ta­ti­vo. Invece molti non ci han­no cre­du­to ed un bel gruz­zo­let­to, anziché restare a noi, viag­gerà ver­so Roma».

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