Le proposte della Provincia dopo l'analisi dei dati decennali

Irrigazione, Mantova vuole più acqua

04/07/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Mantova

La Provin­cia chiede che nel­la rego­lazione dei liv­el­li del si ten­ga mag­gior con­to delle esi­gen­ze degli agri­coltori per l’ir­rigazione e sia garan­ti­to, per la soprav­viven­za delle zone nat­u­rali delle val­li del Min­cio, un min­i­mo deflus­so vitale. Dopo una meti­colosa anal­isi dei dati del­l’ul­ti­mo decen­nio, l’ente di palaz­zo Di Bag­no ipo­tiz­za di portare il vol­ume mas­si­mo dagli 818 mil­ioni di metri cubi del 1992 (l’an­no in cui è sta­ta deriva­ta la mag­giore por­ta­ta) a 896 milioni.Per la nuo­va rego­la­men­tazione, che ver­rà sot­to­pos­ta in set­tem­bre all’e­same del­la com­pe­tente com­mis­sione, sono anche avan­zate pro­poste ten­den­ti alla elim­i­nazione degli sprechi e quin­di all’ot­timiz­zazione del­la risor­sa acqua.I risul­tati del­l’e­lab­o­razione sulle derivazioni dal Min­cio nel peri­o­do irriguo 20 aprile-20 set­tem­bre sono sta­ti illus­trati ieri in Provin­cia dal­l’asses­sore all’Am­bi­ente Mau­r­izio Sali, il quale ha tenu­to a sot­to­lin­eare la con­cor­dan­za rag­giun­ta con con­sorzi di bonifi­ca, ammin­is­trazioni comu­nali, enti ed asso­ci­azioni. «Pos­si­amo ben dire — ha aggiun­to — che per la pri­ma vol­ta viene pre­sen­ta­ta una pro­pos­ta che è di tut­ti i man­to­vani. Negli anni prece­den­ti gli usi pluri­mi delle acque han­non ingener­a­to polemiche per la dif­fi­coltà di con­cil­iare esi­gen­ze tan­to diverse, di carat­tere tur­is­ti­co, di tutela ambi­en­tale, di e di pro­duzione agri­co­la. Ques­ta guer­ra non serve a nes­suno. Il ter­ri­to­rio del­l’Al­to Man­to­vano e del capolu­o­go van­no con­siderati alla stes­sa stregua di quel­lo Garde­sano. Non a caso la zona è defini­ta ‘Bas­so Gar­da’. La nos­tra pro­pos­ta meri­ta la mas­si­ma atten­zione per­chè basa­ta su dati sci­en­tifi­ci e tecnici».L’assessore Sali e la fun­zionar­ia del set­tore acque Cristi­na Belli­ni si sono poi adden­trati sul­l’indagine effet­tua­ta nel cor­so di diver­si mesi e sul­la nuo­va pro­pos­ta di arti­co­lazione delle derivazioni. Questo quan­to si è con­venu­to per il peri­o­do irriguo (che deve andare dal 1 aprile al 30 set­tem­bre): accogliere la pro­pos­ta di fis­sare come liv­el­lo min­i­mo del Gar­da la quo­ta pari a 30 cen­timetri sul­lo zero idro­met­ri­co di Peschiera, men­tre si chiede un liv­el­lo mas­si­mo non infe­ri­ore a 140; appli­care le por­tate mas­sime e medie con­tenute nelle ipote­si di nuo­va arti­co­lazione delle derivazioni dal Mincio.Tra le varie richi­este per super­are l’at­tuale fase tran­si­to­ria, figu­ra pure quel­la di indi­vid­uare un uni­co sogget­to respon­s­abile del­la rego­lazione, che potrebbe essere rap­p­re­sen­ta­to dal­l’Aipo, la nuo­va agen­zia inter­re­gionale per il Po.

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