Scetticismo preconcetto sul «Sail College» alla Miralago. E intanto Lovere fa sul serio

Iseo sfida il Garda e Riva temporeggia

02/11/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Men­tre ci si affan­na a trovare le giuste soluzioni per non detur­pare l’am­bi­ente e pro­muo­vere l’im­mag­ine del Gar­da Trenti­no chieden­dosi cosa è nec­es­sario fare del­la fas­cia lago, c’è chi tace (altrove) e sen­za tan­ti procla­mi va drit­to per la sua stra­da. L’oc­ca­sione per par­lare delle pos­si­bili des­ti­nazioni per la Mirala­go ci arri­va da un arti­co­lo appar­so mer­coledì sul Cor­riere del­la Sera. “Nato il polo tur­is­ti­co di Lovere. Il lago d’Iseo sfiderà il Gar­da”. Titolone? A pri­ma vista sì, per­ché per togliere al più grande lago ital­iano il suo bel pri­mo pos­to in clas­si­fi­ca ce ne vuole, ma se si con­tin­ua a ten­tennare… Cosa han­no fat­to a Lovere, graziosa cit­tad­i­na di 5000 abi­tan­ti sul lago d’Iseo? Con qua­si 14 mil­ioni di Euro si è real­iz­za­ta una strut­tura recu­peran­do aree siderur­giche dimesse vicine alle rive del lago, costru­en­do “Resider” un impianto dota­to di un por­to con 300 posti ormeg­gio, una strut­tura di rimes­sag­gio per imbar­cazioni con posti all’aper­to ed al cop­er­to, un cantiere navale, un cir­co­lo veli­co e can­ot­tieri per le attiv­ità ago­nis­tiche ed ama­to­ri­ali. Si è real­iz­za­ta, inoltre, una foreste­ria con 52 posti let­to a favore dei gio­vani che fre­quenter­an­no stage cul­tur­ali e sportivi. Un grande edi­fi­cio por­ti­ca­to, poi, è sta­to eret­to vici­no alla piaz­za di Lovere, cir­ca 3000 metri quadri per attiv­ità arti­gianali, com­mer­ciali, bar, ris­toran­ti, tavola cal­da, salette per con­veg­ni e per spet­ta­coli. C’è, inoltre, un cen­tro sporti­vo con campi da cal­cio, ten­nis, boc­ce, pallavo­lo e pat­ti­nag­gio men­tre le piscine sono già fun­zio­nan­ti. Il com­ple­ta­men­to del­la piaz­za pedonale, pun­to d’ar­ri­vo del­la passeg­gia­ta sul lun­go­la­go e d’in­con­tro per attiv­ità all’aper­to oltre che di servizio ai nuovi pon­tili gal­leg­gianti chi­udono l’opera. Pen­sate che a Lovere vivono 5000 per­sone e qual­cuno, legit­ti­ma­mente, ha soll­e­va­to qualche per­p­lessità. Che servirà a fare, si sono chi­esti i cit­ta­di­ni, ques­ta mega opera che somiglia ad una cat­te­drale nel deser­to? L’am­min­is­trazione comu­nale ha repli­ca­to: “l’opera è a Lovere ma serve a tut­ta la Lom­bar­dia, il cui baci­no d’uten­za è vastis­si­mo”. Dunque, a pre­scindere dal­la volon­tà d’ap­pog­gia­re ulte­ri­ori colate di cemen­to sul ter­ri­to­rio che, sia ben chiaro, non ser­vono a qual­i­fi­care ed aumentare l’of­fer­ta tur­is­ti­ca, è nec­es­sario decidere anche a Riva cosa fare di quel­lo che oggi si ha in mano, facen­do in fret­ta. La pro­pone un “Sail Col­lege” alla Mirala­go? Par­lia­mone. Per­ché dare per scon­ta­to — come sem­bra già fare la Riva del­la gente e degli oper­a­tori tur­is­ti­ci — che non serve o che sarebbe solo per stu­den­ti ric­chi? Si deve pur sapere che i volu­mi pre­visti dalle aule e dai servizi annes­si al Sail Col­lege sareb­bero meno del­la metà di quel­li oggi esisten­ti: e quin­di le altre attiv­ità (sociali, cul­tur­ali, eccetera…) potreb­bero con­viver­ci. Si trat­ta solo di fare scelte intel­li­gen­ti, anche se accon­tentare tut­ti sarà impos­si­bile. Qualche scon­tento ci sarà sem­pre (è l’inevitabile prez­zo da pagare) e pare già di sen­tir­lo: da noi ci sono già cinque cir­coli veli­ci, l’O­ra non ce la toglie nes­suno, le mon­tagne neanche, se va bene ci fan­no pure il golf, una strut­tura per velisti?… è l’ul­ti­ma cosa che ci serve. A Lovere c’era un polo siderur­gi­co molto impor­tante, oggi ricon­ver­ti­to per il tur­is­mo. A Riva, invece, si ten­ten­na. Non res­ta che aspettare. Mag­a­ri tra ven­t’an­ni sul­la fas­cia lago, a forza di pen­sare sorg­erà una bel­la acciaieria!