L’Isola del Garda è senza dubbio una delle mete benacensi più esclusive e cariche di suggestioni

Isola del Garda, fiori d’arte e natura

Di Luca Delpozzo
(b.)

L’ è sen­za dub­bio una delle mete bena­cen­si più esclu­sive e cariche di sug­ges­tioni. Una meta che quest’estate sarà vis­itabile gra­zie alla disponi­bil­ità del­la famiglia Cavaz­za, pro­pri­etaria dell’isola, che da qualche anno ha deciso di aprir­la al pub­bli­co. La visi­ta sarà pos­si­bile da mag­gio a set­tem­bre, con parten­za dal por­tic­ci­o­lo di Bar­bara­no: imbar­co nei giorni di mart­edì e giovedì alle 9.30 con rien­tro alle 12; 27 euro a per­sona, 15 per i bam­bi­ni tra i 6 e i 12 anni, gratis per quel­li più pic­coli; il bigli­et­to com­prende il trasporto, la visi­ta gui­da­ta e un rin­fres­co con assag­gi di del­la Valte­n­e­si. È richi­es­ta la preno­tazione con almeno 15 giorni di anticipo (tel. 0365 62296; e‑mail: info@isoladelgarda.com). L’Isola del Gar­da è un prezioso scrig­no di tesori nat­u­ral­is­ti­ci, stori­ci e artis­ti­ci. Dimo­ra dei romani, dei , di S. Francesco d’Assisi, di S. Anto­nio da Pado­va, di S. Bernardi­no da Siena, l’Isola del Gar­da, pos­ta tra Salò e Maner­ba, è la più grande del lago. Vi spic­ca, imm­er­sa in un eccezionale par­co all’inglese, un’imponente vil­la in stile neogoti­co veneziano. Dopo l’espulsione dei reli­giosi nel peri­o­do napoleon­i­co, nell’esistente con­ven­to ricavò la pro­pria abitazione il con­te Lui­gi Lechi, che ne fece un cen­tro di cospi­razione risorg­i­men­tale. Nel 1860 l’isola fu acquis­ta­ta dal Gov­er­no ital­iano, che vi fab­bricò una caser­ma e per qualche tem­po vi tenne un pre­sidio di sol­dati. Il duca Gae­tano De Fer­rari di Gen­o­va e sua moglie, l’arciduchessa rus­sa Anna Maria Annenkoff, diedero al palaz­zo dell’isola l’aspetto attuale: la grande vil­la in stile neogoti­co veneziano, opera dell’architetto Lui­gi Rov­el­li, fu costru­i­ta tra il 1900 e il 1903 con un’architettura ispi­ra­ta ai palazzi veneziani. L’isola fu ered­i­ta­ta dall’unica figlia del duca De Fer­rari, la quale, nel 1895, andò in sposa a Sci­p­i­one Borgh­ese, principe di Sul­mona. Quin­di una delle due figlie dei Borgh­ese, don­na Livia, sposò il con­te bolog­nese Alessan­dro Cavaz­za, i cui dis­cen­den­ti sono tut­to­ra i pro­pri­etari dell’isola.