L’associazione al debutto: l’esperienza dei «City Angels»

«Itaca» scende in campo per favorire il volontariato

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Di Luca Delpozzo
Desenzano del Garda

«L’arte di essere gio­vani» è sta­to scel­to come tema cen­trale del dibat­ti­to pro­mosso dal­l’as­so­ci­azione gio­vanile no prof­it «Movi­men­to Ita­ca», nuo­va orga­niz­zazione nazionale, con sede ad Arcore, che agisce a liv­el­lo politi­co, sociale e cul­tur­ale ispi­ran­dosi ai val­ori uni­ver­sali di lib­ertà, gius­tizia, pace e sol­i­da­ri­età e alla tradizione cris­tiana. Il lun­go pro­gram­ma di lavoro è sta­to illus­tra­to nei giorni scor­si a Desen­zano e ha for­ni­to l’oc­ca­sione per affrontare, adot­tan­do l’ot­ti­ca principe del volon­tari­a­to, il vuo­to leg­isla­ti­vo ital­iano riguar­do ai rap­por­ti tra soci­età civile e gio­vani. «La stes­sa cat­e­go­ria è un con­cet­to in via di ridefinizione — sot­to­lin­ea Dario Maria Minot­ta, pres­i­dente nazionale del movi­men­to — in tut­ta Europa il lim­ite supe­ri­ore del­l’età di apparte­nen­za si sta spo­stan­do dai 25 ai 30 anni». Una parte nutri­ta dei gio­vani europei non si riconosce più nei per­cor­si di for­mazione rigi­di che indi­vid­u­ano nel­la scuo­la l’u­ni­ca fonte di for­mazione. Sebbene tale visione risul­tasse effi­cace sino a pochi anni fa, oggi Sta­ti come Fran­cia, Spagna, Ger­ma­nia e i Pae­si Scan­di­navi han­no saputo inte­grare nel cam­mi­no educa­ti­vo delle nuove gen­er­azioni aspet­ti ormai impre­scindibili come il volon­tari­a­to e l’as­so­ci­azion­is­mo. L’I­talia si pone purtrop­po, in tale ambito, all’ul­ti­mo pos­to. La pro­va lam­pante di ques­ta miopia nazionale è il man­ca­to uti­liz­zo dei fon­di eco­nomi­ci che la Comu­nità euro­pea ha mes­so a dis­po­sizione per il finanzi­a­men­to di inizia­tive a carat­tere sol­i­daris­ti­co e per le attiv­ità del volon­tari­a­to. Un set­tore, quest’ul­ti­mo, sul quale la Ue con­cen­tra sem­pre più risorse e atten­zione, poiché indi­vid­ua in esso una pos­si­bile nuo­va for­ma di lavoro, capace di risol­vere, almeno parzial­mente, la cres­cente e dif­fusa crisi eco­nom­i­ca e occu­pazionale. La sta da tem­po lavo­ran­do alla stesura di un vero e pro­prio «libro bian­co» sui gio­vani e la pre­sen­za all’in­con­tro dell’assessore provin­ciale Maria Stel­la Gelmi­ni e del­l’asses­sore regionale per i Gio­vani Domeni­co Pisani, ha avu­to il pre­ciso scopo di illus­trare il cam­mi­no sino­ra per­cor­so e di offrire alla platea l’op­por­tu­nità di avan­zare pro­poste e richi­este. Invi­tati a pro­durre la pro­pria tes­ti­mo­ni­an­za, era­no pre­sen­ti tra i rela­tori alcu­ni volon­tari del­l’as­so­ci­azione «City Angels» di Bres­cia. Da anni questi «angeli» sono impeg­nati sul­la stra­da per dif­fondere sol­i­da­ri­età e sen­so civi­co in quei luoghi, come le stazioni e i quartieri a ris­chio di degra­do, dove è facile imbat­ter­si nel­l’e­mar­gin­azione. Il servizio offer­to, nato come tutela del­la sicurez­za dei cit­ta­di­ni, si è ormai este­so a moltepli­ci attiv­ità: pri­mo soc­cor­so, assis­ten­za anziani e dis­abili, pulizia dei parchi, sosteg­no agli indi­gen­ti, servizio di accom­pa­g­na­men­to not­turno, inter­ven­ti diret­ti in caso di scip­pi aggres­sioni e risse, cor­si di edu­cazione civi­ca nelle scuole, par­roc­chie e cen­tri sociali. L’aspet­to prin­ci­pale del­l’­op­er­a­to di questi ragazzi è però la capac­ità di ascolto che viene offer­ta a per­sone che la nos­tra soci­età di benessere rifi­u­ta di con­sid­er­are. «Fare l’op­er­a­tore d’e­mer­gen­za di stra­da — rac­con­ta «Sum­mer», una gio­vane «ange­lo» toc­ca­ta a tal pun­to da quest’at­tiv­ità da ridis­eg­nare attorno ad essa la pro­pria vita — è un’es­pe­rien­za del cuore che ci inseg­na a cam­biare». Per pro­muo­vere il pro­prio mes­sag­gio alla cit­tad­i­nan­za i «City Angels» stan­no approntan­do a Bres­cia una serie di inizia­tive: il 14 e il 21 dicem­bre saran­no, ad esem­pio, pre­sen­ti in cen­tro cit­tà per «tute­lare lo shop­ping natal­izio». Sarà ques­ta anche l’oc­ca­sione per con­quistare nuovi volon­tari da inserire nel pro­prio organ­i­co. I «City Angels» si finanziano gra­zie alle libere don­azioni di cit­ta­di­ni ed aziende sen­si­bili al sociale, e come loro molte altre realtà rischi­ano di dover inter­rompere la pro­pria attiv­ità sol­i­daris­ti­ca per man­can­za di fon­di. Tra i prog­et­ti di Ita­ca c’è per­ciò anche quel­lo di fornire ai rap­p­re­sen­tan­ti dei vari movi­men­ti le infor­mazioni nec­es­sarie per ottenere stanzi­a­men­ti dal­lo Sta­to e dal­la Comu­nità: «Quan­do si par­la di nor­ma­ti­va sul volon­tari­a­to, le buone inten­zioni si scon­tra­no con un maras­ma buro­crati­co — sot­to­lin­ea con calore Dario Minot­ta — per questo inten­di­amo portare innanz­i­tut­to alla conoscen­za di tut­ti le leg­gi esisten­ti, solo così potremo miglio­rar­le in un prossi­mo futuro». Nonos­tante il ten­ta­ti­vo di coin­vol­gere i gio­vani desen­zane­si espo­nen­do i man­i­festi del­l’in­con­tro negli abit­u­ali luoghi di ritro­vo dei ragazzi, in sala, ad eccezione dei rap­p­re­sen­tan­ti del­l’As­so­ci­azione cul­tur­ale Mur­sia, non c’er­a­no purtrop­po desen­zane­si in gra­do di esporre le prob­lem­atiche di questo ter­ri­to­rio, sul quale da tem­po oper­a­no numerosi grup­pi di gio­vani volontari.

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