Sei le società intenzionate a rilevarlo: aveva 370 posti letto

Italiani e tedeschi sono in gara per il nosocomio di Malcesine

29/10/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Malcesine

Alla denun­cia del dot­tor Lucio Mala­vol­ta, respon­s­abile del dipar­ti­men­to orto­pe­di­co, trau­ma­to­logi­co e riabil­i­ta­ti­vo dell’Ulss 22, che come ha reso noto L’Arena ha cita­to in giudizio la stes­sa Ulss 22, i ver­ti­ci azien­dali, ovvero il diret­tore gen­erale Fil­ip­po Marel­li e il diret­tore san­i­tario Umber­to Bres­san, non rispon­dono. A nul­la sono val­si i ripetu­ti ten­ta­tivi di avere udien­za: i due diri­gen­ti non vogliono par­lare e con­tin­u­ano a man­tenere il silen­zio. A tutt’oggi quin­di non è dato sapere quale sia la posizione dell’Ulss 22 rispet­to alla querelle Mala­vol­ta . Lo spe­cial­ista, che dirige i repar­ti di orto­pe­dia e trau­ma­tolo­gia di tut­ti gli ospedali pub­bli­ci del­la 22, Bus­solen­go, Mal­ce­sine, Vil­lafran­ca e Iso­la del­la Scala, non ha peli sul­la lin­gua. «L’udienza in tri­bunale è sta­ta fis­sa­ta il 20 novem­bre», con­fer­ma, «intan­to il repar­to di orto­pe­dia di Bus­solen­go con­tin­ua a fun­zionare in con­dizioni d’emergenza». «Nei giorni scor­si», pros­egue il medico, «si è bloc­ca­to per l’ennesima vol­ta l’unico ascen­sore che per­me­tte di trasferire i pazi­en­ti dal­la sala oper­a­to­ria alle stanze di degen­za; una ragaz­za di 16 anni che si era frat­tura­ta tut­ti e due i femori, per por­tar­la in stan­za dal­la sala oper­a­to­ria, è sta­ta costret­ta a fare il giro dell’oca». «Chissà», si chiede il medico «quan­do sarà atti­va­to il pron­to soc­cor­so trau­ma­to­logi­co di Bus­solen­go». «L’ospedale di Mal­ce­sine», pre­cisa Lucio Mala­vol­ta, «da un anno è sta­to mes­so sot­to sopra da un cantiere lumaca che sino­ra ha prodot­to solo quat­tro stanze al grez­zo, costringe i pazi­en­ti e per­son­ale a vivere ed oper­are nel caos e ha causato la riduzione dei posti let­to di chirur­gia orto­pe­di­ca da 60 a 25. Da diver­so tem­po inoltre si sente par­lare di una ipotet­i­ca ges­tione attra­ver­so una soci­età mista per questo ospedale ma sino­ra non se ne è fat­to nul­la». Il 30 mar­zo 2001 il diret­tore gen­erale dell’Ulss 22 Marel­li ha delib­er­a­to: «l’avviso pub­bli­co di inten­ti per un con­cor­so infor­male di idee per la parte­ci­pazione ad una soci­età mista per la ges­tione del pre­sidio ospedaliero di Mal­ce­sine sul Gar­da». Nel doc­u­men­to si pre­cisa che «quest’amministrazione intende dare attuazione al dis­pos­to regionale medi­ante un prog­et­to di sper­i­men­tazione focal­iz­za­to sui seguen­ti obi­et­tivi: ottimiz­zare le risorse esisten­ti, garan­tire una attiv­ità san­i­taria di base, ridurre fino all’azzeramento nel medio ter­mine gli oneri a cari­co dell’Asl 22, svilup­pare e diver­si­fi­care l’offerta di servizi san­i­tari, anche con l’introduzione di attiv­ità inno­v­a­tive e l’apertura ver­so il set­tore pri­va­to». Nel­la cos­tituen­da soci­età a respon­s­abil­ità lim­i­ta­ta l’Asl dovrebbe parte­ci­pare al cap­i­tale sociale con il 51 per cen­to sia con beni mate­ri­ali stru­men­tali — cioè le attrez­za­ture- che con beni imma­te­ri­ali ovvero l’avviamento. Il ter­mine per la pre­sen­tazione delle idee-pro­poste è scadu­to il 28 mag­gio 2001. Nell’avviso è sta­to pre­cisato che «la doman­da di parte­ci­pazione alla gara non vin­co­la l’Asl, che si ris­er­va anche la facoltà, a pro­prio insin­da­ca­bile giudizio, di revo­care, annullare, sospendere e mod­i­fi­care il pre­sente avvi­so». Ad ogni buon con­to comunque è sta­to indi­ca­to che: «la selezione delle idee-pro­poste e la rel­a­ti­va val­u­tazione saran­no effet­tuate da una com­mis­sione nom­i­na­ta dall’Asl 22 che ter­rà con­to, in modo com­p­lessi­vo, del gra­do di sod­dis­faci­men­to degli obi­et­tivi indi­cati dal­la Asl stes­sa». La com­mis­sione, com­pos­ta dal pres­i­dente dot­tor Pietro Lavez­zo, del­la direzione dei servizi ospedalieri ed ambu­la­to­ri­ali del­la , dal pro­fes­sor Andrea Gar­lat­ti, docente di econo­mia delle aziende e delle ammin­is­trazioni pub­bliche dell’ Boc­coni di e dall’avvocato Mar­co Maz­zarel­li, con­sulente di soci­età pub­bliche e pri­vate nel set­tore dei servizi, delle pri­va­tiz­zazioni e delle trasfor­mazioni da aziende spe­cial­iz­zate a soci­età, ha ter­mi­na­to, nell’ottobre dell’anno scor­so, il pro­prio com­pi­to di selezione. Le richi­este per­venute entro il ter­mine indi­ca­to nell’avviso pub­bli­co sono state sei di cui cinque pre­sen­tate da soci­età ital­iane e una tedesca. A tutt’oggi però non si sa anco­ra quale sarà il des­ti­no dell’ospedale di Mal­ce­sine del quale si era inter­es­sato anche il pro­fes­sor Gian­ni Ran­del­li che nel 1999, quan­do rico­pri­va la car­i­ca di pres­i­dente del­la Soci­età ital­iana di orto­pe­dia e trau­ma­tolo­gia, ave­va scrit­to al pres­i­dente del­la Regione Vene­to Gian­car­lo Galan, rifer­en­do, tra l’altro, che «l’ospedale di Mal­ce­sine ha una tradizione chirur­gi­ca orto­pe­di­ca che risale al 1948 sopratut­to nel cam­po del­la Poliomielite e dell’articolazione dell’anca. La divi­sione orto­pe­di­ca e trau­ma­to­log­i­ca risul­ta in atti­vo di bilan­cio negli ulti­mi 6 anni di cir­ca 5 mil­iar­di l’anno con l’afflusso del 60 per cen­to cir­ca di pazi­en­ti extrare­gion­ali. È un pre­sidio essen­ziale ed indis­pens­abile come rifer­i­men­to trau­ma­to­logi­co e di pron­to soc­cor­so, per tut­to il trat­to del­la riv­iera garde­sana che va da Riva del Gar­da a Lazise e il repar­to chirur­gi­co è rimas­to un rifer­i­men­to ital­iano per il trat­ta­men­to del­la poliomielite». All’alba degli anni ’50, il pro­fes­sor Oscar Scagli­et­ti, uno dei più impor­tan­ti espo­nen­ti dell’ortopedia ital­iana, con­ferì l’incarico di pri­mario dell’ospedale di Mal­ce­sine ad uno dei suoi più promet­ten­ti allievi, il com­pianto pro­fes­sor Tar­ci­sio Mare­ga che fece decol­lare ques­ta strut­tura che negli anni ’70 dispone­va di 370 posti let­to. Già nel pri­mo dopoguer­ra l’ospedale di Mal­ce­sine, che era gesti­to dal­la Croce Rossa, era diven­ta­to un pun­to di rifer­i­men­to dell’ortopedia euro­pea ed ave­va rac­colto l’eredità del rino­ma­to ospedale istri­ano di Val d’Oltra, dis­trut­to durante la sec­on­da guer­ra mon­di­ale. Ora, il noso­comio istri­ano, che è sta­to ricostru­ito e si tro­va in ter­ri­to­rio croa­to, è tra i più effi­ci­en­ti e fun­zion­ali ospedali del vec­chio continente.

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