Quando Napoleone sfuggì mezzo scalzo all’assalto austriaco.

Itinerari storici e lapidi

11/03/2004 in Cultura
Di Luca Delpozzo
Ernesto Barbieri

Si fan­no inter­es­san­ti scop­erte sull’itinerario del­la pri­ma cam­pagna napoleon­i­ca in Italia (1796–97). Ad esem­pio le lapi­di a Valeg­gio sul Min­cio e nel­la frazione di Borghet­to. La sto­ria si riferisce a quan­do Napoleone entra in Bres­cia e, violan­do la neu­tral­ità vene­ta, occu­pa la fortez­za di Peschiera. Da qui scen­derà il cor­so del Min­cio sul­la riva destra e il 30 mag­gio ne forza il pas­sag­gio a Borghet­to, da dove investe e prende la vic­i­na Valeg­gio, cor­ren­do però serio peri­co­lo di venir cat­tura­to. Il gen­er­alis­si­mo ricordò sem­pre, anche nel­la soli­tu­dine di Sant’Elena, la brut­ta avven­tu­ra toc­catagli a Valeg­gio. Pas­sato il Min­cio e dopo aver datole dis­po­sizioni richi­este dagli avven­i­men­ti, Napoleone occupò il palaz­zo Guar­i­en­ti, dove inten­de­va riposare. Era inten­to a far­si un pedilu­vio quan­do udì la sen­tinel­la al por­tone dare l’allarme. Il por­tone del palaz­zo di via San Zeno venne spran­ga­to appe­na in tem­po. Cos’era cap­i­ta­to? Era suc­ces­so che un grosso dis­tac­ca­men­to di cav­al­le­ria aus­tri­a­ca, forse accor­so trop­po tar­di, a dar man forte al dis­tac­ca­men­to impeg­na­to in battaglia, era giun­to a spron bat­tuto a Valeg­gio. Napoleone, che era qua­si solo, si rende con­to del peri­co­lo e con una sola gam­ba calza­ta var­ca la por­ta sul retro e, infor­ca­to un provvi­den­ziale cav­al­lo, fugge pre­cip­i­tosa­mente ver­so Borghet­to dove anco­ra sosta­va il suo eserci­to. Il pen­siero che in altra cir­costan­za il fat­to avrebbe potu­to ripeter­si, cosa del resto assai facile dato il suo modo per­son­alis­si­mo di con­durre battaglie, gli sug­gerì la for­mazione del Cor­po delle Guide, con scor­ta per­ma­nente alla sua per­sona. Una lapi­de sul­la fac­cia­ta del Guar­i­en­ti rias­sume l’avvenimento: «Napoleone Bona­parte — il 30 mag­gio 1796 — minac­cia­to dagli Aus­triaci d’estremo peri­co­lo — esce non vis­to da questo palaz­zo — chia­ma alle armi i sol­dati di Masse­na — e volti in fuga i nemi­ci — qui nova­mente — alber­ga securo».

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