Dal lago a Tignale fra uliveti e cascate all’ombra benigna del Monte Denervo

Itinerario sui monti del Garda

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Di Luca Delpozzo
Fausto Camerini

Una facile e piacev­ole cam­mi­na­ta por­ta dalle rive del ad Old­e­sio, pic­co­la e panoram­i­ca frazione di Tig­nale. Un sen­tiero sale ombreg­gia­to dal­la vete­tazione mediter­ranea sino agli uliveti che pre­ce­dono le prime case del sim­pati­co sob­bor­go. Si parte dai pres­si del Por­to di Tig­nale, poco dis­tan­ti dal cosid­det­to «pra­to del­la fame« che deve il nome al fat­to che un tem­po, quan­do non esiste­va la stra­da, chi veni­va sbat­tut­to su quel­la spi­ag­gia dalle tem­peste del lago era costret­to a patir la fame sino all’ar­ri­vo dei soc­cor­si. Risal­en­do la stra­da Garde­sana, las­ci­a­to a destra il biv­io per Pio­vere e super­a­ta la suc­ces­si­va gal­le­ria si arri­va al Por­to di Tig­nale dove, nei pres­si del­la fer­ma­ta delle cor­riere si può parcheg­gia­re. Sot­to un por­ti­ca­to partono le seg­nalazioni del sen­tiero. Attra­ver­sa­ta la vol­ta del por­ti­co il sen­tiero abban­dona le ultime case, s’in­er­pi­ca con una scali­na­ta nel bosco e pie­ga a destra superan­do, nei pres­si d’u­na cas­catel­la, un pon­ti­cel­lo al di sopra del­la for­ra del tor­rente Baès: sporgen­dosi con atten­zione sul­la for­ra si pos­sono indi­vid­uare i chio­di ed i cor­di­ni las­ciati dagli appas­sion­ati di tor­ren­tismo che, armati di muta, scar­poni e imbra­catu­ra, amano dis­cen­dere gli acci­den­tati e sel­vag­gi cor­si d’ac­qua di mon­tagna. Oltre il pon­ti­cel­lo inizia una serie di tor­nan­ti e, poco più su si incro­cia una con­dot­ta d’ac­qua: qui, a sin­is­tra, si stac­ca un sen­tieri­no non seg­nala­to. Il con­siglio è quel­lo di fare una breve devi­azione e per­cor­rere anche questo sen­tieri­no, per­ché in pochi minu­ti por­ta ad un luo­go incan­tev­ole dove, accan­to alla vas­ca per la pre­sa d’ac­qua, pre­cipi­ta dal­l’al­to una bel­la e fres­ca cas­ca­ta. Tor­nati sul sen­tiero prin­ci­pale si pros­egue con la sali­ta nel bosco e con una suc­ces­si­va su cui si ammi­ra­no gli splen­di­di panora­mi offer­ti dal­l’im­men­so Lago di Gar­da e dal­la cate­na del Monte inneva­ta. Si riprende a zigza­gare tra roc­ce bosco e si rag­giunge, a quo­ta 315 metri, un biv­io. Alcune frec­ce indi­cano di andare a destra (a sin­is­tra si arriverebbe invece ad un pog­gio oltre il quale una poco indi­vid­u­a­ta trac­cia di sen­tiero per­me­tte agli appas­sion­ati di tor­ren­tismo di scen­dere nel­la for­ra del Braès). A destra si pas­sa accan­to ad una minus­co­la pareti­na di roc­ce grigie e si rag­giunge un pri­mo ulive­to dove il sen­tiero si trasfor­ma in strad­i­na ster­ra­ta. Si costeggiano quin­di altri uliveti, si pas­sa accan­to alle prime case di Old­e­sio e si rag­giunge lo stradone provin­ciale. Lo si attra­ver­sa e si seguono le seg­nalazioni bian­corosse che accom­pa­g­nano il cam­mi­no anche in paese; si sale per le viuzze di Old­e­sio nei cui muri in pietra ogni tan­to spic­ca qualche mas­so di gran­i­to, retag­gio delle antiche glaciazioni che 10.000 anni fa copri­vano l’in­tero lago. Si rag­giunge infine la chiesa di con accan­to un prat­i­cel­lo con vista sul Bal­do, dal­l’al­tro lato del Bena­co e, più vici­no, del boscoso ver­sante set­ten­tri­onale del Monte Den­er­vo che dom­i­na le case di Piovere.

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