Stasera a Gardone Riviera si chiude il trittico per Armonie sotto la Rocca dei Virtuosi di Praga diretti da Scarano. Anche romanze scritte dal Vate e musicate da Tosti per il celebre tenore al Vittoriale

Johannsson canta per D’Annunzio

05/08/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
l. d. p.

Si con­clude stasera, ven­erdì, col cele­bre tenore Krist­jan Johanns­son, la tournée di tre giorni, per il fes­ti­val Armonie sot­to la R occa, dell’Orchestra I Vir­tu­osi di Pra­ga diret­ta da Alfon­so Scara­no. L’appuntamento sarà al Vit­to­ri­ale di Gar­done Riv­iera (se piove, nel­la par­roc­chiale di San Nico­la), alle 21.15. Ingres­so libero fino ad esauri­men­to posti. Johanns­son, artista islandese da molti anni res­i­dente sul Gar­da, ha can­ta­to nei mag­giori teatri del mon­do, dal­la Scala al Met­ro­pol­i­tan, dal Covent Gar­den all’Arena. La sua vocal­ità, autorev­ole ed emozio­nante, ne ha fat­to un affer­ma­to spe­cial­ista delle opere di Ver­di e Puc­ci­ni, sen­za esclud­ere il veris­mo ital­iano e il reper­to­rio francese. Stasera Johanns­son sarà impeg­na­to in un réc­i­tal che prevede anche un par­ti­co­lare omag­gio a D’Annunzio, con brani di Francesco Pao­lo Tosti, mae­stro di romanze da salot­to, che face­va parte del grup­po fran­cav­illese, con Michet­ti e Bar­bel­la, del­la giovinez­za abruzzese del Vate, e che com­pose anche musiche di sce­na per La Figlia di Jorio. Lo stes­so Johanns­son ci ha rac­con­ta­to come sarà il suo con­cer­to di stasera. Reduce dal suc­ces­so ottenu­to in Spagna ne «La fan­ci­ul­la del West» e in Svizzera in «», abbi­amo incon­tra­to Kris­t­ian Johanns­son nel­la sua bel­la casa che dai Bar­cuzzi di Lona­to dom­i­na il Gar­da. Una pausa in cui Kris­t­ian tro­va anche il tem­po per dedi­car­si, oltre alla famiglia, alla cuci­na, con risul­tati vera­mente eccezion­ali. Ma stasera ci sarà anche la rim­pa­tri­a­ta cano­ra sul Gar­da. «Mi sen­to, musi­cal­mente, vocal­mente, spir­i­tual­mente in gran for­ma, al sec­on­do atto del­la mia car­ri­era alla quale ho tan­to da dare anco­ra. Atten­do con asso­lu­ta tran­quil­lità questo con­cer­to con un’eccellente orches­tra cameris­ti­ca, quel­la dei Vir­tu­osi di Pra­ga con il diret­tore Alfon­so Scara­no. Farò una cosa un po’ nuo­va per me: in questo con­cer­to di can­zoni da cam­era e brani sin­foni­ci, in cui can­terò in diverse lingue, ital­iano, francese, tedesco e napo­le­tano, farò un omag­gio a D’Annunzio con 4 o 5 brani musi­cati da Francesco Pao­lo Tosti su testi scrit­ti dal­lo stes­so D’Annunzio, come “Visione”, “Non t’amo più” e “A vuc­chel­la”, che è in napo­le­tano». «Ci saran­no poi — antic­i­pa sem­pre il tenore -, nel rispet­to del tema di ques­ta edi­zione di Armonie sot­to la Roc­ca, che è “Sulle onde del Danu­bio”, brani sin­foni­ci di Mozart (le ouver­ture delle Nozze di figaro e del Don Gio­van­ni), di Beethoven (Prom­e­teo), Rossi­ni (Bar­bi­ere, Cener­en­to­la, Il sign­or Bruschi­no), Schu­bert, e una cosa impor­tante di Liszt che la gente conosce come con­cer­to per pianoforte; invece Liszt pro­pone­va questo bra­no musi­cale inizial­mente come aria can­ta­ta in con­cer­to come “O Liebe (Amore)”». Cer­to che un islandese che can­ta in napo­le­tano potrebbe essere già una bel­la novità per la ser­a­ta? «Sì, è sta­ta dura, molto dif­fi­cile; però deb­bo dire che cer­co di avvic­i­n­ar­mi il più pos­si­bile, anche se non sarà mai come un napo­le­tano aut­en­ti­co. Cercherò di aggiun­gere un po’ di voce in più per “coprire” qualche inevitabile imper­fezione. Ma 18 anni orsono già feci un dis­co con can­zoni tipo O sole mio, Tor­na a Sur­ri­en­to ecc.: andai a Napoli per­ché non capi­vo niente. Can­ta­vo allo­ra a Napoli “Cav­al­le­ria Rus­ti­cana” ( Johanns­son ha ora nel suo reper­to­rio ben 68 opere, ndr) e aggiun­si un altro mese di per­ma­nen­za pro­prio per cer­care di pren­dere con­fi­den­za con il napo­le­tano». E dopo il Vit­to­ri­ale? «Sarò come sem­pre in giro per il mon­do con la Turan­dot, insieme al diret­tore Zubin Metha ed al suo Mag­gio Musi­cale Fiorenti­no che, dopo l’esperienza a Pechi­no, nel­la Cit­tà Proibi­ta, porter­e­mo in Giappone».