Positive ieri le reazioni dei primi utenti assistiti dagli operatori del comune

Kanguro in funzione, la rivoluzione è iniziata

22/05/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo

Forse molti anco­ra non se ne sono resi con­to, ma quel­la inizia­ta ieri in cen­tro stori­co è un’au­t­en­ti­ca riv­o­luzione. O più esat­ta­mente, si dimostr­erà tale se i rivani rispon­der­an­no pos­i­ti­va­mente all’«input» del Comune. Il lin­guag­gio infor­mati­co è appro­pri­a­to, vis­to che sti­amo par­lan­do del «kan­guro» ingoia-rifiu­ti com­put­er­iz­za­to in fun­zione da ieri mat­ti­na in due pun­ti del­la cit­tà: in piaz­za Garibal­di e in piaz­za Cate­na. Entrambe le postazioni sono pre­sidi­ate (e lo saran­no per un paio di seti­mane) da addet­ti comu­nali (obi­et­tori di coscien­za o operai del cantiere) che assistono l’u­tente nel­l’­op­er­azione di smal­ti­men­to dei rifiu­ti casal­inghi dif­feren­ziati: il kan­guro «digerisce» sep­a­rata­mente car­ta, vetro, plas­ti­ca e generico.Nel pri­mo giorno di sper­i­men­tazione, la mag­gior parte delle per­sone che han­no uti­liz­za­to il nuo­vo sis­tema l’ha anche apprez­za­to. Forse per­ché in futuro, gra­zie ad esso, ognuno pagherà una tas­sa rifiu­ti in base al peso delle immon­dizie che ha effet­ti­va­mente prodot­to e smalti­to, e non più in base ai metri qua­drati del­la pro­pria abitazione.In atte­sa che a cias­cun res­i­dente del cen­tro ven­ga recap­i­ta­ta per pos­ta la tessera mag­net­i­ca per­son­ale (la dis­tribuzione inizierà la prossi­ma set­ti­mana), i kan­guri sono azionati da quelle anon­ime del Comune. Inseri­ta la tessera, l’u­tente seleziona il tipo di rifi­u­to da scari­care pre­men­do uno dei tasti sul­la colon­ni­na. A quel pun­to, sot­to i suoi pie­di se si è reca­to alla postazione di piaz­za Garibal­di, dove il con­teni­tore è sta­to inter­ra­to, o accan­to alla colon­ni­na stes­sa se è in piaz­za Cate­na (qui il cas­sone è ester­no), si mette in moto il «tubo diger­ente» del kan­guro, che rac­colto il mate­ri­ale but­ta­to nel­la «boc­ca», lo schi­ac­cia, lo com­pat­ta e lo trasferisce nel­lo «stom­a­co». Ogni grande con­teni­tore è com­pos­to da otto con­teni­tori più pic­coli da 800 litri cias­cuno, pari a 4–5 dei tradizion­ali cas­sonet­ti. Quel­li brut­ti, ingom­bran­ti e puz­zo­len­ti che sono des­ti­nati a sparire (sem­pre che la gente rispon­da bene) dagli angoli delle strade o delle piazze pro­prio gra­zie all’adozione dei kan­guri. Per i quali il Comune di Riva, va pur det­to, ha fat­to un dis­cre­to inves­ti­men­to: ogni kan­guro cos­ta cir­ca 75 mil­ioni, ai quali ne van­no som­mati altri 15 per le opere di inter­ra­men­to. Non saran­no sol­di but­tati via, se si adeguerà al nuo­vo cor­so anche la sig­no­ra (e tutte le per­sone che la pen­sano come lei) che ieri si è lamen­ta­ta: «Non ho tem­po — ha det­to — di sep­a­rare i rifiu­ti». In realtà non è ques­tione di tem­po, per­ché per met­tere le bot­tiglie in un sac­chet­to, i gior­nali in un altro ed i fla­coni di plas­ti­ca in un altro anco­ra bas­tano pochissi­mi minu­ti, ma di pigrizia e di scarsa educazione.