In vacanza con la famiglia e gli amici, tra le coccole alla nipotina e tanti fuori programma che confermano il suo stile: stare sempre in mezzo alla gente

Koehler, un presidente tra i turisti

23/03/2008 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

Sor­riso sim­pati­co e affa­bile, maglione blu scuro, pan­taloni mar­roni e cam­i­cia chiara. Così ieri pomerig­gio, alle 16.30, il pres­i­dente del­la Repub­bli­ca Fed­erale Tedesca, Horst Koehler si è pre­sen­ta­to all’Hotel Garde­sana, di ritorno da una gita a Man­to­va. Nei pochi metri che sep­a­ra­no la parte più a Ovest del por­to, dove han­no trova­to pos­to le tre Mer­cedes scure e l’auto del­la Digos di Verona, fino allo splen­di­do por­ti­ca­to dell’albergo, il numero uno tedesco è sta­to riconosci­u­to e fer­ma­to da vari con­nazion­ali che era­no sedu­ti ai tavoli­ni del bar dell’hotel o che passeg­gia­vano sul lungolago.I più intrapren­den­ti gli han­no riv­olto un salu­to e un sor­riso; con una cop­pia che sede­va sull’angolo del vialet­to d’in­gres­so del Garde­sana, Koehler si è fer­ma­to, ha scam­bi­a­to qualche bat­tuta e ha stret­to le mani a chi gliele porgeva.Ormai anche gli uomi­ni del­la scor­ta han­no fat­to «il cal­lo» a situ­azioni del genere che, per quan­to li pre­oc­cu­pino, sono quo­tid­i­ane anche fuori dei con­fi­ni del­la Repub­bli­ca fed­erale: san­no quan­to siano gra­dite al pri­mo rap­p­re­sen­tante del popo­lo di Ger­ma­nia. E, forse a mal­in­cuore, si adeguano, pur «mar­can­do stret­to» il loro pres­i­dente. Colpisce, oltre alla disponi­bil­ità di Koehler ver­so la gente che lo riconosce o lo salu­ta con l’appellativo di «Herr Pres­i­dent», pro­prio lo slan­cio con cui gli si avvic­i­nano. È evi­dente una cor­dial­ità, qua­si siano cer­ti che, come un vec­chio ami­co in vacan­za, Koehler rispon­derà con calore.«Una cosa stra­or­di­nar­ia e che mi ha col­pi­to molto ven­er­di sera», riv­ela il pres­i­dente, seden­dosi a un tavoli­no sot­to i por­ti­ci dell’albergo, «è sta­ta la Via Cru­cis di Castel­let­to. Al di là del­la splen­di­da rap­p­re­sen­tazione con fig­u­ran­ti e scenografie eccezion­ali, mi ha col­pi­to e fat­to riflet­tere la devozione del­la vos­tra gente ver­so il Cro­ce­fis­so. E, soprat­tut­to, la mobil­i­tazione di un intero paese per cel­e­brare un momen­to reli­gioso impor­tante per tut­ti i cris­tiani. Una cosa di alta classe, inim­mag­in­abile se non vis­su­ta direttamente».Poi un com­pli­men­to anche al sin­da­co di Bren­zone, Gia­co­mo Simonel­li. «Il Burgher­mais­ter (sin­da­co) di Bren­zone», sot­to­lin­ea il «numero uno» tedesco, «mi è par­so una per­sona molto atti­va e disponi­bile. Mi ha spie­ga­to la sto­ria del loro Comune e varie altre cose inter­es­san­ti. E poi ha for­mu­la­to alla mia famiglia un invi­to a ritornare a Bren­zone». Invi­to che ha fat­to piacere al pres­i­dente del­la Repub­bli­ca fed­erale tedesca e che, «se ne avrò la pos­si­bil­ità, cercherò di ono­rare», promette.Occasione ghiot­ta, la pre­sen­za di un capo di Sta­to, per una doman­da sul­la situ­azione polit­i­ca ital­iana, riv­ol­ta a chi d’Oltralpe gode di un osser­va­to­rio priv­i­le­gia­to il Bel­paese impeg­na­to nel­la cam­pagna elet­torale. La rispos­ta, pur asso­lu­ta­mente «polit­i­cal­ly cor­rect», è piut­tosto elo­quente. «Cer­ta­mente», dice Horst Koehler, «che stra­da deb­ba pren­dere l’Italia devono decider­lo gli ital­iani, insieme con i loro politi­ci. Non so se da voi sia pos­si­bile una even­tuale “Grosse Koal­izion” come da noi, ma anche questo devono sta­bilir­lo qui politi­ci ed elet­tori, non cer­to pos­so dir­lo io. Cer­ta­mente il mio aus­pi­cio è che ci pos­sa essere una situ­azione di sta­bil­ità polit­i­ca per­chè, e su questo sto cer­can­do di lavo­rare anche io in pri­ma per­sona anche fuori dal­la Ger­ma­nia, un quadro di insta­bil­ità non favorirà i rap­por­ti tra nazioni. Cosa ques­ta che invece è indis­pens­abile per l’unità vera, la tran­quil­lità e lo svilup­po dell’Europa».Infine una promes­sa. «Anche in questi giorni», con­clude Koehler, «sono rimas­to col­pi­to dal­la grande ospi­tal­ità, sia a Tor­ri che a Castel­let­to di Bren­zone. Sto veden­do cose mer­av­igliose e anche la mia famiglia è con­tenta. Non so dire quan­do ma cercherò di tornare al più presto per pas­sare altri bei giorni nel­la vos­tra splen­di­da ter­ra del Garda».

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