Il nuotatore russo ha attraversato il lago da Punta S.Vigilio alla Canottieri (12 chilometri) in poco più di cinque ore «Meno dura del previsto; vicino a riva ho trovato nuove forze»

Konakov ha firmato l’impresa

20/09/2002 in Sport
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Di Luca Delpozzo
Basso lago

L’impresa è rius­ci­ta: il rus­so Vadir Kon­akov, un moscovi­ta di 44 anni, grande appas­sion­a­to del Gar­da, ha effet­tua­to la tra­ver­sa­ta del lago a nuo­to da Pun­ta San Vig­ilio a Salò: dod­i­ci chilometri in poco più di cinque ore. Il nuo­ta­tore è par­ti­to dal­la Baia delle Sirene, in una gior­na­ta ide­ale: cielo cop­er­to ma sen­za ris­chio di piog­gia, tem­per­atu­ra ide­ale e acqua fin trop­po fer­ma per essere quel­la del Gar­da. E’ inizia­ta così l’avventura di Kon­akov. Ad accom­pa­g­narlo e a scor­tar­lo insieme tre imbar­cazioni: un moto­scafo (del grup­po Fon­di­tal, con i cui respon­s­abili Kon­akov ha rap­por­ti di lavoro e di ami­cizia) con a bor­do l’allenatrice Daria Kuznetso­va e altri conoscen­ti dell’atleta, poi un goz­zo e un gom­mone mes­si a dis­po­sizione dal­la Can­ot­tieri Salò. Il goz­zo, con a bor­do Fran­co Berther, Attilio Maroni e Alessan­dro Sal­vadori, fa da bat­tistra­da indi­can­do la rot­ta; sul gom­mone Bruno Marel­li, diret­tore sporti­vo del­la Can­ot­tieri, Pao­lo Sonci­na dei Volon­tari del Gar­da e il medico San­dro Spadon. Il cronometro del via è scat­ta­to alle ore 11.11: le brac­ciate del rus­so sono flu­ide e ben rit­mate, dal gom­mone ne con­tano 60 al min­u­to, a stile libero. Le imbar­cazioni si muovono lente, il goz­zo davan­ti e il gom­mone sposta­to leg­ger­mente a lato, per aprire al nuo­ta­tore una sor­ta di cor­sia a pelo d’acqua. Solo il moto­scafo segue a breve dis­tan­za. Tut­to bene. All’ora di pran­zo gli uomi­ni sul gom­mone con­tin­u­ano la sorveg­lian­za: a bor­do si fan­no pre­vi­sioni e scommesse, ma bas­ta uno sguar­do a quel­la sago­ma che con­tin­ua la sua mar­cia per far emerg­ere solo ottimis­mo. La tabel­la di mar­cia prevede lo stile libero per tre ore e, dopo una specie di sos­ta-riforn­i­men­to a base di inte­gra­tori fat­ta sem­pre dall’acqua, il pas­sag­gio alla rana fino a Salò. Super­a­ta a nord l’, c’è qualche trac­cia di cor­rente, ma niente di pre­oc­cu­pante; Vadir Kon­akov non mol­la, anzi è più che luci­do e cosciente, tan­to da rispon­dere pronta­mente ogni vol­ta che dal­la bar­ca gli si fa notare che si sta allon­tanan­do dal­la rot­ta. Il dot­tor Spadon non risparmia com­men­ti e stu­pore per la tenu­ta e l’atteggiamento dell’atleta, che non mostra seg­ni di ced­i­men­to. La sor­pre­sa vale anche per il riforn­i­men­to, per i liq­ui­di inger­i­ti che sono infe­ri­ori a quan­to il medico si aspet­ta­va. E final­mente ecco­la, la riva di Salò: è davan­ti a questo nuo­ta­tore stra­or­di­nario, che a rana viag­gia anco­ra con una media di 27 brac­ciate al min­u­to. Viste le con­dizioni, si decide di far­lo arrivare alla spi­ag­gia del­la Can­ot­tieri. Qualche metro in più. Il molo è sem­pre più vici­no e, in realtà, anche se man­ca anco­ra qua­si un chilometro, deve sem­brare a un pas­so per Kon­akov, che tro­va le energie per imprimere addirit­tura un’accelerazione nel finale. L’arrivo alle ore 16, 48 minu­ti e 50 sec­on­di: ad accogliere il nuo­ta­tore rus­so l’applauso degli ami­ci e degli ospi­ti del­la Can­ot­tieri e il fis­chio delle sirene di alcune barche. Un tri­on­fo. «Mi sen­to bene e, a dire la ver­ità, è sta­ta meno dura del pre­vis­to — ha com­men­ta­to a cal­do -; i pri­mi cinque chilometri sono scivolati via e solo dopo l’ot­ta­vo ho avver­ti­to un po’ di affati­ca­men­to. Ma è sta­to super­a­to in fret­ta e quan­do ho com­in­ci­a­to a intravedere la riva davan­ti a me ho trova­to nuove energie e forza per con­clud­ere la tra­ver­sa­ta». Come si è prepara­to? «Da un anno e mez­zo fre­quen­to, a Mosca, un cir­co­lo per per­fezionare il nuo­to, e qui ho incon­tra­to Daria Kuznetso­va, la mia allena­trice, che mi ha segui­to in ques­ta impre­sa. Ho anche segui­to una dieta, che in questi ulti­mi giorni si è basa­ta soprat­tut­to sui carboidrati».

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