Il sindaco Bonometti con una delegazione nel cuore del Moscal per valutare i possibili impieghi di una struttura militare che passerà allo Stato

«La base Usa non racchiude misteri»

05/06/2007 in Attualità
A Affi
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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

La Nato ricon­seg­na la base di Affi allo Sta­to ital­iano, ma fin tan­to che questo non avrà deciso l’esatta des­ti­nazione dell’installazione mil­itare, rimar­rà atti­va una pic­co­la forza, per la manuten­zione degli impianti. Nell’incertezza del­la des­ti­nazione il Comune, intan­to, entra in cam­po e chiede di ren­dere pub­bli­co l’utilizzo del­la base.Per capire una realtà, di cui si è a lun­go «fav­o­leg­gia­to» oltre alla pos­ta in gio­co, una del­egazione dell’amministrazione comu­nale, gui­da­ta dal sin­da­co Rober­to Bonomet­ti, ha chiesto ed ottenu­to di vis­itare la West Star.«Dopo tan­ti anni di fan­tasie e leggende», spie­ga Bonomet­ti, «gra­zie al gen­erale Giuseppe Marani, capo di Sta­to Mag­giore di Jfc Naples e al tenente colon­nel­lo Ger­ardi­no De Meo, coman­dante del­lo Sdnei, siamo rius­ci­ti a entrare all’interno del­la base Nato. Un pic­co­lo vei­co­lo elet­tri­co ci ha por­ta­to lun­go un tun­nel alla vera por­ta di entra­ta, oltre la quale ci è apparsa una pic­co­la cit­tà sot­ter­ranea». «All’interno ci sono una serie di tun­nel a for­ma di otto su due piani più un tun­nel per gli impianti tec­no­logi­ci. Per togliere ogni dub­bio: la mon­tagna non si apre e non ci sono mai sta­ti mis­sili o tes­tate nucleari all’interno del­la base. Il sito però era ido­neo a resistere ad esplo­sioni nucleari e ad attac­chi bio­logi­ci e chimi­ci. È sta­ta sede di eserci­tazioni com­bi­nate Nato, l’ultima effet­tua­ta nel novem­bre 2004, men­tre negli ulti­mi anni è sta­ta uti­liz­za­ta come cen­tro trasmissioni».«Dopo ques­ta visi­ta», sot­to­lin­ea il sin­da­co, «abbi­amo le idee più chiare e al di là del­la val­u­tazione dei costi di man­ten­i­men­to che sono pesan­ti, l’amministrazione intende pro­porre alcune ipote­si sull’utilizzo del­la base: area didat­ti­ca per le scuole, ded­i­can­do un alla guer­ra fred­da con l’impiego anche di alcu­ni tec­ni­ci che per anni han­no man­tenu­to il sito; area didat­ti­ca per attrazione tur­is­ti­ca; polo sci­en­tifi­co per esper­i­men­ti o ricer­ca». «Per ora», con­clude Bonomet­ti, «la fan­ta­sia è d’obbligo, per­tan­to ognuno può immag­inare ciò che preferisce. Intan­to mi sen­to di ringraziare chi ci ha per­me­s­so la visi­ta, da oggi però, la base sarà nel­la nos­tra agen­da: è un impeg­no che ci vogliamo pren­dere, o almeno ci prover­e­mo, poichè è un pez­zo di sto­ria di Affi e se sarà pos­si­bile vor­rem­mo rimanesse alla nos­tra comu­nità».

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