Chiusi ponti sul Po, scuole e industrie. Nel pomeriggio il culmine della piena

La Bassa isolata aspetta l’onda

Di Luca Delpozzo

Fia­to sospe­so in tut­ta la provin­cia per l’ar­ri­vo del col­mo del­la piena, pre­vis­to oggi fra il tar­do pomerig­gio e la sera. Ieri a Pia­cen­za e a Cre­mona sono sta­ti superati di quat­tro cen­timetri i liv­el­li stori­ci del ’51; nel Man­to­vano se non avviene altret­tan­to, di cer­to si andrà molto vici­no, con il fiume che sta crescen­do anco­ra 10 cen­timetri orari. Tutte le sono mobil­i­tate, gli argi­ni pre­sidiati 24 ore al giorno; prefet­to e sin­daci han­no emes­so le ordi­nanze di evac­uazione delle golene per 400 per­sone in tut­ta la provin­cia. Sono sta­ti chiusi diver­si pon­ti e il Mag­is­tra­to per il Po sta val­u­tan­do l’op­por­tu­nità di tagliare gli argi­ni delle golene più gran­di: quelle di Viadana e Restara di Tor­ri­ana sono state alla­gate ieri; anco­ra in forse quelle di Tabel­lano e Po mor­to di San Benedetto.In ogni trat­to sul­l’as­ta del Po, ieri è sta­to super­a­to il liv­el­lo di guardia: 7,93 metri rag­giun­ti a Bor­forte, la quo­ta di rifer­i­men­to per il Man­to­vano. Nel ’51 era­no 9,96 e nel ’94 il liv­el­lo era 9,29. Però la cresci­ta in questo pun­to è anco­ra di 10 cen­timetri orari e la piena si sta pre­sen­tan­do molto lenta, quin­di non è affat­to esclu­so che pos­sa aumentare di altri due metri.Il prefet­to Gian­ni Iet­to ha con­vo­ca­to i sin­daci delle zone più inter­es­sate, oltre ai fun­zionari del Mag­is­tra­to per il Po, per fare il pun­to del­la situ­azione e pre­dis­porre il piano di emer­gen­za. Intan­to è sta­ta pre­dis­pos­ta l’e­vac­uazione delle golene (entro le 18 di ieri). «Se non saran­no tutte libere — ha spie­ga­to Iet­to — fare­mo ricor­so alla forza pub­bli­ca». Dis­pos­to poi il pre­sidio con­tin­uo degli argi­ni, anche per evitare fenomeni di sci­a­callag­gio. Il prefet­to, inoltre, ha invi­ta­to i comu­ni meno inter­es­sati al prob­le­ma del­la piena di met­tere a dis­po­sizione per la vig­i­lan­za dei fiu­mi, le pro­prie polizie munic­i­pali. E’ sta­to richiesto, inoltre, l’e­same delle acque pota­bili, nei trat­ti in cui le falde potreb­bero essere inquinate.Mobilitate intoltre tutte le asso­ci­azioni di volon­tari­a­to impeg­nate nel­la , la Padus con sede nel comune di Susti­nente, Delta di Bor­gofran­co, i Radioam­a­tori e i in congedo.Gli uffi­ci dei Comu­ni sul­l’as­ta del Po sono aper­ti 24 ore al giorno, così come la prefet­tura e il Mag­is­tra­to per il Po. Super lavoro per tec­ni­ci e fun­zionari del­l’ente idrauli­co che han­no allesti­to una sala oper­a­ti­va dove si tur­nano i vari fun­zionari: il respon­s­abile ingeg­n­er Sal­va­tore Riz­zo, insieme ai geometri Gio­van­ni Marinel­li, Giuseppe Morsel­li, Anto­nio Vocile, Lui­gi Sinigardi.Ancora in fieri le pre­vi­sioni per oggi. «E’ dif­fi­cile dire esat­ta­mente quan­do arriverà il col­mo del­la piena — spie­ga l’ing. Riz­zo — i liv­el­li sono in con­tin­uo muta­men­to per­ché nel Cre­monese con­tin­u­ano a romper­si degli arginel­li e il fiume, alla­gan­do le golene, si abbas­sa sen­si­bil­i­mente. Questo sta acca­den­do anche nel Man­to­vano. Dob­bi­amo val­utare la situ­azione ora per ora. Comunque la piena dovrebbe arrivare al suo mas­si­mo ver­so sera».