Dopo le sassate alle barche dei pescatori esplode la contesa: per il pesce più ricercato succede di tutto. Dilettanti e professionisti si contendono le zone del lago

La battaglia delle sarde

21/06/2006 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Annamaria Schiano

La denun­cia dei pesca­tori pro­fes­sion­isti che ven­gono pre­si a sas­sate dai pesca­tori dilet­tan­ti per la pesca del­la sardel­la, non coglie di sor­pre­sa il set­tore cac­cia e pesca del­la Provin­cia. L’ultimo episo­dio è avvenu­to nei giorni scor­si quan­do una pietra di cir­ca un chi­lo è sta­ta scagli­a­ta con­tro la bar­ca del pesca­tore più anziano del­la Coop­er­a­ti­va agri­co­la di pesca­tori di Gar­da, Ettore Malfer, 68 anni, che ave­va get­ta­to le reti a pun­ta San Vig­ilio. Ivano Con­for­ti­ni, l’ittiologo respon­s­abile del­l’uf­fi­cio provin­ciale com­men­ta l’accaduto e spie­ga che «il prob­le­ma è stori­co, si com­bat­tono tra di loro e nes­suno è san­to». «È da anni», dice, «che cer­chi­amo di risol­vere la ques­tione, che riguar­da anche le altre Provin­cie. Il rego­la­men­to del 2000 è sta­to con­cer­ta­to tra le par­ti con notevoli dif­fi­coltà. Bisogna tenere pre­sente che i dilet­tan­ti con licen­za di pesca nel­la provin­cia di Verona sono cir­ca 35 mila, men­tre i pro­fes­sion­isti che oper­a­no sul sono una cinquan­ti­na. Sono chiara­mente due entità diverse di cui non si può non ten­er con­to». «Abbi­amo appor­ta­to, cinque mesi dopo, un’integrazione al rego­la­men­to con un provved­i­men­to appos­i­to nel mag­gio 2000», con­tin­ua Con­for­ti­ni, «dove sono sta­ti det­tati gli orari e i giorni di pesca per le due cat­e­gorie, che dan­no gli stes­si dirit­ti alle due par­ti, pro­prio per lim­itare gli scon­tri. Ci siamo arrivati dopo un lun­go peri­o­do di con­cer­tazione, fat­to di scon­tri enor­mi, ora ritoc­care il rego­la­men­to sig­ni­ficherebbe inasprir­li anco­ra di più». «Come pos­si­amo», con­clude, «ridurre gli orari ai dilet­tan­ti, mag­a­ri antic­i­pan­do le 21,30 quan­do è pro­prio alle nove di sera che si pesca la sardel­la? Bisogna che le due cat­e­gorie fac­ciano uno sfor­zo di con­viven­za. È la sar­da il vero prob­le­ma, che è la specie più cat­tura­ta sul lago. Si trat­ta di questi due mesi, per­ché è il peri­o­do del­la ripro­duzione sot­to riva, dove si pesca con la can­na e dove ven­gono get­tate le reti. Nelle gior­nate dove pes­cano assieme, è chiaro che suc­cede di tut­to». «Gli orari», sot­to­lin­ea il respon­s­abile provin­ciale, «sui quali ci siamo con­frontati per un anno, sono gli stes­si del­la spon­da bres­ciana, dove anche là han­no avu­to le stesse pres­sioni. Non pos­sono essere diver­si tra le due provin­cie, altri­men­ti i bres­ciani ven­gono a pescare sul­la spon­da veronese e vicev­er­sa. Siamo con­sapevoli che i pro­fes­sion­isti vivono di questo lavoro e che arric­chis­cono l’economia locale con la ven­di­ta del pesce, però non pos­si­amo non ten­er con­to di una risor­sa come quel­la del­la pesca sporti­va. Anche volen­do come si fa a fer­mare una mas­sa così numerosa. Gli episo­di di inciviltà, però, sono un’altra cosa e van­no con­dan­nati nel modo più asso­lu­to. Purtrop­po lo sap­pi­amo che si tira­no i sas­si». E questo è il pun­to, chi con­trol­la che le regole vengano rispet­tate da tut­ti? « Le guardie pesca provin­ciali», con­clude Con­for­ti­ni, «e i con­trol­li van­no inten­si­fi­cati». Lo pre­cisa anche l’assessore provin­ciale alla cac­cia e pesca, Luca Colet­to: «Da poco è par­ti­to un raf­forza­men­to dei con­trol­li, è sta­to aggiun­to un»altro moto­scafo a quel­lo che svol­ge­va servizio. Le guardie andran­no a vig­i­lare anche su questi episo­di, che fran­ca­mente io non conosce­vo e che sono ter­ri­f­i­can­ti e bar­bari. Non può esistere che si pren­dano a sas­sate tra pesca­tori nel ter­zo millennio».

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