Il 150esimo anniversario verrà celebrato nell’indifferenza delle nazioni che combatterono su queste terre. Non ci saranno Napolitano la Merkel e Sarkozy Il rammarico di Fondrieschi: «Un’occasione persa»

La battaglia di S. Martino snobbata dai presidenti

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Di Luca Delpozzo
Enrico Grazioli

Al cinquan­tes­i­mo venne re Vit­to­rio Emanuele III, al sec­o­lo si incon­trarono Charles De Gaulle, Gio­van­ni Gronchi e Anto­nio Seg­ni. E per il 150esimo anniver­sario? Nes­suno. La battaglia di Solferi­no e San Mar­ti­no com­bat­tuta fra l’e­serci­to aus­tri­a­co e quel­lo fran­co-sar­do il 24 giug­no 1869, che sancì la fine del­la sec­on­da guer­ra di indipen­den­za, alla fine, nonos­tante tan­ti annun­ci e ras­si­cu­razioni sarà snob­ba­ta dai più alti rap­p­re­sen­tan­ti dei tre Sta­ti che si affrontarono nell’entroterra garde­sano 150 anni fa: non ci saran­no Gior­gio Napoli­tano, Nico­las Sarkozy e Angela Merkel. La battaglia fu un pri­mo pas­so ver­so l’u­nità nazionale e queste terre ricevet­tero l’omaggio del pres­i­dente Car­lo Azeglio Ciampi il 4 novem­bre 2001. Le assen­ze per questo anniver­sario las­ciano l’amaro in boc­ca Faus­to Fon­dri­eschi e Bruno Borghi, pres­i­dente e con­ser­va­tore del­la Soci­età Solferi­no e San Mar­ti­no, l’ente che ha il com­pi­to di per­pet­u­are la memo­ria di questi luoghi. «Si perde un’ot­ti­ma occa­sione di rilan­cio per questi mon­u­men­ti e quel­lo che rap­p­re­sen­tano» dice Fon­dri­eschi. Il 7 aprile si sono aperte le cel­e­brazioni, che nei mesi scor­si han­no las­ci­a­to spazio a varie inizia­tive. Ora alla vig­ilia dell’anniversario è sta­to mes­so a pun­to e pre­sen­ta­to il pro­gram­ma det­taglia­to delle cel­e­brazioni (di cui par­liamo a fian­co). Il 24 giug­no Desen­zano e Solferi­no cur­eran­no le cel­e­brazioni uffi­ciali con pic­chet­ti d’onore e grup­pi stori­ci, repar­ti del­la Croce Rossa e la man­da del­l’E­serci­to. Il momen­to più spet­ta­co­lare sarà la del 28 giug­no che coin­vol­gerà cir­ca 200 fig­u­ran­ti e che pren­derà il via alle 16 con l’ar­ri­vo a cav­al­lo di Vit­to­rio Emanuele II, gli eserci­ti arriver­an­no però il giorno pri­ma e sfil­er­an­no nei pae­si: gli aus­triaci a Poz­zolen­go, i france­si a Solferi­no e i sar­do-piemon­te­si a San Mar­ti­no.

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