La richiesta è giunta dalla cittadina tedesca di Bad-Aibling, vicina a Rosenheim. Nei prossimi mesi sarà presa una decisione con i partner germanici

La Baviera vuole essere gemellata

11/07/2002 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Cavaion Veronese

E’ da molti anni che Cavaion intrat­tiene rap­por­ti e scam­bi con Cav­il­lon in Proven­za, men­tre da alcu­ni anni ha cos­ti­tu­ito una apposi­ta asso­ci­azione «Cavaion nel mon­do» allo scopo diva­l­utare pos­si­bil­ità di nuovi scam­bi e gemel­lag­gi, oltre ad impeg­nar­si in alcu­ni inter­ven­ti di sol­i­da­ri­età inter­nazionale: è infat­ti in cor­so un prog­et­to di aiu­ti eco­nomi­ci per la costruzione du scuo­la ele­mentare a Kava­jon di Haiti. All’inizio di quest’anno è giun­ta una richi­es­ta di da parte di Bad-Aib­ling, una cit­tad­i­na bavarese, cen­tro ter­male ma ad econo­mia soprat­tut­to agri­co­la e com­mer­ciale, pos­ta in vic­i­nan­za di Rosen­heim. A segui­to di ques­ta richi­es­ta, la scor­sa pri­mav­era una del­egazione di ammin­is­tra­tori tedeschi sono venu­ti in visi­ta a cavaion, men­tre una delegzione cavaionese è sta­ta ospi­ta­ta a Bad-Aib­ling. A fine mag­gio una quindic­i­na di tedeschi con­dot­ti dai coni­u­gi Alois e Irm­gard Poschl, ref­er­en­ti per lo scam­bio, sono sta­ti una set­ti­mana a Cavaion per un cor­so di lin­gua ital­iana e per fotogra­fare gli angoli più sug­ges­tivi del paese. Uno scam­bio forte­mente volu­to dai part­ner tedeschi ma che avrà sicuri riscon­tri anche da parte cavaionese nei prossi­mi mesi. Cavaion, dunque, si apre al’Europa e dopo Cav­il­lon in Proven­za cer­ca ora un approc­cio sicuro con i cug­i­ni te4deschi di Baviera ( m.d .) Dol­cè. Si è aper­ta con un con­veg­no sul tema «L’Adige tra natu­ra e cul­tura» alla corte Castel­lar­in Gal­busera a Ceraino la set­ti­mana eco­log­i­ca, che si con­clud­erà domeni­ca e che pre­sen­ta diverse inizia­tive di arte, cul­tura e spet­ta­co­lo, sul­la spon­da sin­is­tra dell’Adige. Era­no pre­sen­ti come rela­tori il geografo Euge­nio Tur­ri e l’architetto Anna Braioni, che han­no par­la­to rispet­ti­va­mente del «Fiume nel­la geografia e nel mito» e del «Pae­sag­gio flu­viale e il suo uso col­let­ti­vo». La man­i­fes­tazione idea­ta e real­iz­za­ta da Actor, Teatro Orig­ine, con il con­trib­u­to del­la , del­la Provin­cia di Verona, del Comune di Dol­cè, del­la Comu­nità Mon­tana e dell’ente Par­co del­la Lessinia nell’anno inter­nazionale del­la mon­tagna, con la col­lab­o­razione dell’associazione cul­tur­ale Nour di Pon­ton e il Cen­tro tur­is­ti­co gio­vanile, ha l’intento di sti­mo­lare la creazione del Par­co sull’Adige a Ceraino dopo la Chiusa, nel pun­to sug­ges­ti­vo in cui il grande fiume for­ma un’ansa. Il fiume quin­di va sal­va­guarda­to con inizia­tive che sen­si­bi­lizzi­no la gente, non solo gli abi­tan­ti, ma anche i tur­isti, così è sta­to sot­to­lin­eato da Gian­fran­co Gaiar­doni, asses­sore del Comune di Dol­cè, dal con­sigliere provin­ciale Ser­gio Ruzzenente e dal biol­o­go Ivano Con­for­ti­ni, fun­zionario dell’Amministrazione provin­ciale invi­a­to dall’assessore all’ecologia Camil­lo Pilati, stu­dioso del­la qual­ità delle acque. L’architetto Braioni ha det­to che il fiume è sta­to per molto tem­po nega­to da una cul­tura pos­i­tivista, che ha volu­to far cor­rere velo­ce­mente il fiume con una serie di dighe, qua­si che così i prob­le­mi venis­sero risolti; spe­cial­mente nei due sec­oli pas­sati per ren­dere sicuro il ter­ri­to­rio ed uti­liz­zar­lo per le colti­vazioni. «Il fiume è un organ­is­mo che ha cicli vitali che devono essere rispet­tati», sostiene la Braioni. «La roc­ca di Ceraino è da sem­pre pro­tet­ta con vin­co­lo; già dal ’70 il vin­co­lo fu rib­a­di­to da una ricer­ca, che lo indi­ca­va come uno dei siti di inter­esse comu­ni­tario. La cul­tura del­la tutela è con­dizione nec­es­saria, ci vuole la cul­tura del fare eco­com­pat­i­bile e in questo si inquadra l’impegno e la neces­sità di creare il par­co per la fruizione del­la col­let­tiv­ità, con in destra Adi­ge e la sal­va­guardia dei borghi stori­ci, trovan­do la com­pat­i­bil­ità tra l’azione del­l’uo­mo e i seg­ni for­ti del pae­sag­gio». Per Euge­nio Tur­ri quel­lo del­la Chiusa di Ceraino è il grande canyon d’Italia. «L’Adige fu la più impor­tante via trasver­sale di comu­ni­cazione e scam­bio usa­ta dall’uomo di tut­ti i tem­pi dal­la preis­to­ria ai giorni nos­tri con le varie atti­vazioni indus­tri­ali ed agri­cole» Oltre alla mostra fotografi­ca «Dal­la sor­gente alla foce», mart­edì scor­so è sta­to inau­gu­ra­to il per­cor­so artis­ti­co «Trac­ce ver­so il fiume» a cura di Moreno Danzi; fino a domeni­ca con inizio alle ore 19.30 sul­la spi­ag­gia di Ceraino il Teatro Orig­ine di Nico­la Den­ta­maro pro­por­rà l’evento teatrale «Natu­ra Nat­u­rans», su una trac­cia mito­log­i­ca. Domeni­ca sarà aper­ta la mostra mer­ca­to del prodot­to bio­logi­co nat­u­rale nel­la spiaggia.

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