Ampliamento del comprensorio alpino «Alto Garda». Il permesso include ora i territori di Gargnano e Tignale

La caccia al cinghiale allarga i suoi confini

11/02/2006 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Botta

Pas­sa da 5270 a 8600 ettari il com­pren­so­rio alpino del­l’Al­to Gar­da (zona CA8) in cui è pos­si­bile la cac­cia al cinghiale, men­tre con­tes­tual­mente sono sta­ti mod­i­fi­cati alcu­ni pun­ti per il pre­lie­vo selet­ti­vo degli ungu­lati. L’inizia­ti­va, par­ti­ta da Alessan­dro Sala, asses­sore in Bro­let­to alla Cac­cia, ha trova­to d’ac­cor­do l’in­tero con­siglio provin­ciale che ha vota­to a favore dell’allargamento degli spazi. L’am­pli­a­men­to di 3400 ettari del ter­ri­to­rio, chiesto dal Comi­ta­to di ges­tione, pre­siedu­to da Giuseppe Tononi, adesso abbrac­cia, accan­to agli orig­i­nari comu­ni di Gar­done Riv­iera e Toscolano Mader­no, anche il ter­ri­to­rio di Gargnano ed in parte anche quel­lo di Tig­nale. Il moti­vo del provved­i­men­to? Offrire la pos­si­bil­ità di allargare l’ab­bat­ti­men­to dei cinghiali, la cui cresci­ta espo­nen­ziale — ha spie­ga­to Sala, affi­an­ca­to da Fed­eri­co Pea, respon­s­abile del set­tore Cac­cia e Pesca del­la Provin­cia e da Leopol­do Ghi­lar­di, pres­i­dente del­la «Pro-segu­gio», «finisce con il dan­neg­gia­re le col­ture». Pro­prio nel­la zona del­l’Al­to Gar­da, pri­ma dell’allargamento dell’ambito, ne sono sta­ti abbat­tuti 53, che era­no sta­ti prel­e­vati sec­on­do la pro­gram­mazione pre­vista, men­tre le guardie vena­to­rie, in col­lab­o­razione con i cac­cia­tori, ne han­no elim­i­nati altri 25. Sala ha sot­to­lin­eato inoltre un altro aspet­to: nelle car­casse delle fem­mine abbat­tute sono sta­ti rin­venu­ti 29 feti. Pas­san­do, invece, alle nuove mod­i­fiche che sono state introdotte nel rego­la­men­to, una delle novità prevede che si pos­sono isti­tuire nel ter­ri­to­rio del­la Zona Alpi delle aree omo­ge­nee, sud­di­vise in 8 com­pren­sori. Inoltre si sta­bilisce che per entrare nel­l’al­bo dei «Cac­cia­tori esper­ti», occorre acquisire un attes­ta­to, rilas­ci­a­to dai poligo­ni, dopo aver effet­tua­to almeno 5 tiri su sago­ma con cara­bi­na e can­noc­chiale mon­ta­to. Il quadro si com­ple­ta con l’el­e­va­men­to da tre a sei anni dei cosid­det­ti «accom­pa­g­na­tori» (cac­cia­tori ammes­si all’e­ser­cizio vena­to­rio in zona Alpi per assis­tere quel­li di selezione). L’asses­sore Sala ha inoltre pre­so di mira il brac­conag­gio evi­den­zian­do che «saran­no puni­ti sev­era­mente i pre­lievi fuori cac­cia degli ungu­lati», espri­men­do nel con­tem­po la pro­pria con­tra­ri­età al cosid­det­to «tesserone» che i com­pren­sori pro­pon­gono per evitare la spe­cial­iz­zazione del­l’e­ser­cizio. Infine, presto par­ti­ran­no dei cor­si d’ag­gior­na­men­to ris­er­vati solo ai bres­ciani: a Lumez­zane per nuovi ten­di­tori dei roc­coli, a Breno (cac­cia agli ungu­lati), a Bogli­a­co (cinghialai), a Logra­to nel­la sede delle Guardie vena­to­rie provinciali.