Decisione rivoluzionaria all’assemblea dei 250 soci capitanata dal presidente Asileppi. In tre anni verranno estirpati e rinnovati 90 ettari di vigneti

La Cantina Valdadige rilancia

13/03/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Brenti­no Bel­luno. Saran­no estir­pati e reimpiantati qua­si cen­to ettari di vigneti per poten­ziare al mas­si­mo la qual­ità e la resa dei vini riu­ni­ti sot­to l’etichetta del­la Can­ti­na Val­dadi­ge. Appog­gia­to dai soci del­la coop­er­a­ti­va che lo ha elet­to pres­i­dente, Vir­gilio Asilep­pi sta lavo­ran­do per man­tenere la sua promes­sa, ovvero l’obiettivo di portare la strut­tura di Rival­ta di Brenti­no Bel­luno ad una vera e pro­pria svol­ta. L’impegno uffi­ciale si è con­cretiz­za­to durante l’assemblea dei soci, dura­ta oltre due ore, nel­la quale sono state pre­sen­tate dia­pos­i­tive e relazioni rel­a­tive a bilan­cio, situ­azione vitivini­co­la locale, pos­si­bili prospet­tive e strate­gie offerte dal mer­ca­to. Oltre al pres­i­dente, era­no pre­sen­ti in sala 180 dei 250 soci, Francesco Amadori, pres­i­dente del­la Can­ti­na di Avio e Giac­in­to Gia­co­mi­ni, diret­tore gen­erale del­la Cav­it. «Ho volu­to spie­gare ai nos­tri colti­va­tori che, per ottenere una buona resa per ettaro, è nec­es­sario puntare sui vini mag­gior­mente richi­esti dal mer­ca­to e non più su quel­li attual­mente poco richi­esti», affer­ma il pres­i­dente Asilep­pi. «Va dunque ridot­to il numero delle qual­ità prodotte e si deve puntare piut­tosto su quei monovit­ig­ni che dan­no garanzia di ven­di­ta molto ele­va­ta». Sono otto le nuove qual­ità che andran­no a sos­ti­tuire le vec­chie elim­i­nate: si trat­ta di quat­tro bianchi e quat­tro rossi. Tra i bianchi ecco dunque l’arrivo in Val­dadi­ge di Pinot Gri­gio, Chardon­nay, Treb­biano Toscano e Muller Thur­gau; per i rossi, invece, si pun­ta ad intro­durre vit­ig­ni di Terold­ego, Mer­lot, Caber­net Sauvi­gnon ed Enan­tio. L’idea, che da sola por­ta con sé la promes­sa di rese pari al 200 per cen­to con guadag­ni di con­seguen­za molto mag­giori degli attuali, è piaci­u­ta a tut­ti i com­po­nen­ti l’assemblea del­la Can­ti­na Val­dadi­ge e la pro­va tan­gi­bile è sta­ta l’approvazione di un doc­u­men­to deci­si­vo. «Sic­come la nos­tra can­ti­na ha 400 ettari di vigne­to in pro­duzione, di cui il 25 per cen­to è cos­ti­tu­ito da vini non molto richi­esti, abbi­amo chiesto all’assemblea di approvare una mozione che impeg­na gli agri­coltori ad estir­pare, nell’arco dei prossi­mi tre anni, un totale di 90 ettari di vigne­to. Ver­ran­no elim­i­nate quelle qual­ità che sono prodotte in quan­tità ridot­ta e che non godono di una grande immag­ine, come la Schi­a­va che ha poco mer­ca­to, il Treb­biano e il Lam­br­us­co che ne han­no a loro vol­ta poco, la Mal­va­sia e la Gar­gane­ga». Tut­ti i pre­sen­ti han­no det­to sì. «La mozione è sta­ta approva­ta all’unanimità e coin­volge quin­di tutte le 250 aziende asso­ciate», nota il pres­i­dente Vir­gilio Asilep­pi, «per la Can­ti­na Val­dadi­ge si trat­ta di una vera e pro­pria svol­ta stor­i­ca in quan­to i soci accettano la pro­pos­ta fat­ta di una rad­i­cale mod­i­fi­ca. Nei prossi­mi tre anni, infat­ti, la Val­dadi­ge dovrebbe arrivare ad avere una nuo­va iden­tità ed un’immagine molto omo­ge­nea». Impor­tante sot­to­lin­eare che, in ques­ta prospet­ti­va di rin­no­va­men­to, la Val­dadi­ge guar­da a nord, ver­so Avio e il Trenti­no. «La pre­sen­za in sala di Amadori, pres­i­dente del­la Can­ti­na di Avio», con­clude infat­ti Asilep­pi, «non è sta­ta che l’espressione più evi­dente del­la col­lab­o­razione che si sta attuan­do tra due pae­si di fron­tiera come i nos­tri: Rival­ta a nord del Vene­to e Avio a sud di Trenti­no stan­no lavo­ran­do insieme per trovare le migliori sin­ergie».