Due giorni di festeggiamenti per la ricorrenza dello stabilimento del gruppo Marchi.
Venerdì la visita allo stabilimento, premio ai dipendenti anziani

La cartiera compie cent’anni

30/05/2007 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

Due giorni di fes­teggia­men­ti per i 100 anni del­la cartiera di Toscolano Mader­no. 400 per­sone han­no già tele­fona­to in portine­r­ia per entrare nel­lo sta­bil­i­men­to, ven­erdì pomerig­gio, dalle 14.30 alle 17. Alcune guide accom­pa­g­n­er­an­no i vis­i­ta­tori, divisi in grup­pet­ti da 20–25; il numero è comunque des­ti­na­to ad aumentare.Poi, nel­la chiesa par­roc­chiale, con­ces­sa da don Faus­to, ver­rà pre­sen­ta­to il libro di Car­lo Simoni, che riper­corre la vita dell’azienda. Inter­ver­ran­no l’amministratore del­e­ga­to del grup­po, Giro­lamo Marchi, il respon­s­abile gen­erale Fran­co Sane­si, un rap­p­re­sen­tante dei lavo­ra­tori e il sin­da­co Pao­lo Ele­na. Quin­di il brin­disi e, alle 20.30, la cena nell’Antica casci­na San Zago di Salò, dove saran­no pre­miati i dipen­den­ti con 30 anni di attiv­ità. Saba­to, in occa­sione dell’inaugurazione del cen­tro di eccel­len­za all’interno del­la valle delle cartiere, cli­en­ti e for­n­i­tori, prove­ni­en­ti da tut­ta Europa, avran­no la pos­si­bil­ità di andare alla Roc­ca di Lona­to e nel­la sede del­la .La cartiera si estende in riva al lago, su una super­fi­cie di undi­ci ettari, imp­ie­ga 320 per­sone ed ha una capac­ità pro­dut­ti­va annua di 200 mila ton­nel­late di car­ta (e 15 mila di pas­ta di leg­no). È la realtà indus­tri­ale più ril­e­vante del­la riv­iera occi­den­tale del Gar­da. Il diret­tore è Car­lo Cavater­ra, orig­i­nario di Foligno.Il prog­et­to di costru­ire uno sta­bil­i­men­to non più lun­go il tor­rente, ma sul­la pun­ta del promon­to­rio, alla foce, in modo da pot­er uti­liz­zare l’energia elet­tri­ca di una vic­i­na cen­trale, risale agli inizi del 1900. I fratel­li Ignazio e Giuseppe Maf­fiz­zoli, gli ere­di di una delle prin­ci­pali famiglie che han­no inse­di­a­to la loro attiv­ità in quel­la fas­cia di 100 ettari in valle, dove pul­lula­vano pic­cole fab­briche fin dal 1300, deci­dono insom­ma di cam­biare strategia.La nuo­va strut­tura entra in fun­zione sul finire del 1906, e con­tin­ua a crescere (390 dipen­den­ti nel ’14), superan­do sen­za par­ti­co­lari prob­le­mi il peri­o­do bel­li­co, con le suc­ces­sive ten­sioni sociali, che por­tano al fas­cis­mo. Nel ’26 i Maf­fiz­zoli pro­ducono 140 mila quin­tali annui (a Toscolano e nelle suc­cur­sali di Vago, Garde, Maina Infe­ri­ore e Supe­ri­ore), imp­ie­gan­do 1.100 operai, ridot­ti di un ter­zo per la grave crisi del ’27–28, dovu­ta al crol­lo delle esportazioni e a dif­fi­coltà finanziarie.A sal­vare la fab­bri­ca inter­viene Beni­amino Donzel­li, che nel ’29 diven­ta pres­i­dente del con­siglio di ammin­is­trazione. Suc­ces­si­va­mente ven­gono incor­po­rati gli sta­bil­i­men­ti di Vig­no­la, Besoz­zo e Gemona. La guer­ra las­cia il seg­no. I bom­bar­da­men­ti ucci­dono un operaio. I lavo­ra­tori smon­tano i macchi­nari per impedire che i tedeschi li porti­no in Ger­ma­nia. La pro­duzione riprende nel ’46. Alla morte di Donzel­li, nel ’52, suben­tra­no il nipote e il gen­ero, Fer­ruc­cio e Gian Bat­tista Gilberti.Nonostante l’acquisto di una macchi­na con­tin­ua, non man­cano i dis­a­gi. Nel ’79 c’è l’acquisto da parte di Gio­van­ni Fab­bri. Ma nell’82, con l’amministrazione con­trol­la­ta, si teme il peg­gio. Nell’89 la situ­azione si stal­la si sbloc­ca, con la ven­di­ta al grup­po vicenti­no Marchi (e una parte­ci­pazione Bur­go pari al 25%).Aldo e il figlio Giro­lamo iniziano un piano di ristrut­turazione e mod­ern­iz­zazione. Inve­stono 110 mil­ioni euro, rad­doppiando in dieci anni la pro­duzione (da 70 mila a 140 mila ton­nel­late) e il fat­tura­to. Lo sta­bil­i­men­to viene dota­to di un inno­v­a­ti­vo sis­tema di delle acque di scari­co che, per dimen­sione, sarebbe adegua­to a una cit­tà di 60 mila abi­tan­ti. Entra­no in fun­zione dis­pos­i­tivi per il con­trol­lo con­tin­uo delle emis­sioni nell’aria. A garan­tire una sostanziale auto­suf­fi­cien­za ener­get­i­ca ci pen­sa una cen­trale ter­moelet­tri­ca inter­na: le due tur­bine a metano han­no una poten­za com­p­lessi­va di 14mila chilo­vat­to­ra, e le emis­sioni ven­gono recu­per­ate per pro­durne altri 8mila.Per favorire il tur­is­mo, la valle è cedu­ta a un prez­zo sim­bol­i­co al Comune. Nel 2002 i Marchi acqui­sis­cono dal­la Bur­go anche la quo­ta di mino­ran­za (25%) di Toscolano Mader­no, otte­nen­do così il con­trol­lo totale. Poi diven­tano soci delle cartiere Burgo.

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