Via libera del Consiglio alla trasformazione della fabbrica. Traslocano i bus Caldana. Nasce un villaggio turistico

La cartierina diventa residence

19/08/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Sergio Zanca

La Cartiera Garde­sana, che tut­ti chia­ma­vano la «cartie­ri­na» per dif­feren­ziar­la dal grande sta­bil­i­men­to del grup­po Marchi, ave­va chiu­so i bat­ten­ti nel novem­bre 2001. Sit­u­a­ta in via Reli­gione, appartene­va al grup­po Ada dei fratel­li Gian­fran­co e Adri­ano Taschet­ti di Lec­co, pro­pri­etari (nel­la loro cit­tà) di altri sta­bil­i­men­ti, tra cui uno scat­o­lifi­cio. L’u­nità pro­dut­ti­va di Toscolano Mader­no sfor­na­va 400 quin­tali al giorno e dava lavoro a 16 dipen­den­ti, che sono sta­ti posti in mobil­ità. Fre­quen­ti, negli ulti­mi anni, le polemiche legate alla situ­azione ambi­en­tale. Alber­ga­tori e campeg­gia­tori han­no invi­a­to numerosi esposti all’Asl e alla Procu­ra del­la Repub­bli­ca per gli odori insop­porta­bili, che face­vano storcere il naso al vic­i­na­to. Essendo a ciclo chiu­so, l’azienda chi­ude­va il saba­to e riapri­va il lunedì. Col risul­ta­to che, dal­l’ac­qua ristag­nante, esala­va un «pro­fu­mo» di mar­ci­ume. La scarsa eco­nomic­ità e il brac­cio di fer­ro con gli abi­tan­ti han­no indot­to i Taschet­ti a gettare la spugna. A dis­tan­za di 20 mesi dal­la chiusura, la «cartie­ri­na» ver­rà trasfor­ma­ta. I 17.950 metri cubi esisten­ti diven­ter­an­no almeno 11 mila res­i­den­ziali e non più di 1.500 metri qua­drati di natu­ra com­mer­ciale. Lo ha deciso il Con­siglio comu­nale, nell’ultima riu­nione, con il voto favorev­ole del­la mag­gio­ran­za di cen­trode­stra. Con­traria, invece, la mino­ran­za di cen­trosin­is­tra, il cui capogrup­po, Anto­nio Foglio, ha dichiara­to: «Un’amministrazione ha il com­pi­to di ind­i­riz­zare le scelte, e di non sven­dere il ter­ri­to­rio. Lo sta­bil­i­men­to avrebbe potu­to essere des­ti­na­to all’artigianato leg­gero, o trasfor­ma­to in alber­go. Sarebbe sta­to in sin­to­nia con la zona del delta, tra la 45 bis e il lago». Giuseppe Zam­bi­asi («una sim­i­le soluzione non gio­va alla comu­nità, ma solo alle immo­bil­iari») ha inutil­mente chiesto di can­cel­lare, in cam­bio, uno degli inse­di­a­men­ti in col­li­na. Molto criti­co anche Alessan­dro Andreoli. Il sin­da­co Pao­lo Ele­na: «Si trat­ta­va di una fab­bri­ca obso­le­ta, che nes­suno vol­e­va. Noi par­ti­amo dal pre­sup­pos­to che l’area è dismes­sa, e ver­rà riqual­i­fi­ca­ta. In una situ­azione del genere bisogna andare incon­tro alle richi­este dei pri­vati. Per quan­to riguar­da l’individuazione di una zona per gli arti­giani, abbi­amo deciso di far fronte alle loro richi­este di vol­ta in vol­ta, sec­on­do le neces­sità». Approvati all’unanimità altri due piani di recu­pero di pic­cole dimen­sioni (di Tere­sa Righet­ti­ni, in via Tri­este a Toscolano, di Anto­nio e Ange­lo Usar­di a Cab­i­na), il Con­siglio comu­nale ha esam­i­na­to tre lot­tiz­zazioni, pas­sate col solo voto favorev­ole del­la mag­gio­ran­za. La pri­ma riguar­da un lot­to di 6.631 mq. in col­li­na, del­la soci­età «La foglia», che potrà real­iz­zare seim­i­la metri cubi. Foglio ha chiesto di intro­durre una serie di vin­coli, affinché ven­ga garan­ti­ta la des­ti­nazione eco­nom­i­co-popo­lare del­la nuo­va vol­ume­tria («per dare risposte abi­ta­tive ai nos­tri concit­ta­di­ni, rin­tuz­zan­do gli appeti­ti delle immo­bil­iari, in aree di par­ti­co­lare pre­gio»). Se ne ripar­lerà in sede di esame delle osser­vazioni. La sec­on­da si riferisce allo sposta­men­to dal cen­tro stori­co dell’attività dei Cal­dana, che noleg­giano pull­man. Su un lot­to di 7.300 mq. real­izzer­an­no il capan­none per i bus: 2.434 i mq. autor­iz­za­ti, com­pren­sivi di due appar­ta­men­ti, uffi­ci e mag­a­zz­i­ni. Foglio ha det­to che esiste un aspet­to pos­i­ti­vo (il trasfer­i­men­to fuori dall’abitato) e uno neg­a­ti­vo (la local­iz­zazione su un ter­reno di notev­ole val­ore, un anti­co olive­to), invi­tan­do da un lato a ridurre al mas­si­mo l’impatto, mascheran­do e piantu­man­do, dall’altro a riqual­i­fi­care la piazzetta del­la frazione. L’ultima lot­tiz­zazione riguar­da un inter­ven­to tur­is­ti­co-ricetti­vo del­la Costruzioni Lom­barde. Su 4.200 mq. di super­fi­cie (ven­du­ti all’asta l’altr’anno dal munici­pio), sarà pos­si­bile edi­fi­care 4.257 metri cubi. «Si trat­terà di un vil­lag­gio aper­to — ha spie­ga­to l’assessore Vin­cen­zo Chi­mi­ni -. Anche se i cor­pi saran­no sep­a­rati, il fun­zion­a­men­to dovrà essere uni­tario, con servizi comu­ni». «Vogliamo avere garanzie sul­la des­ti­nazione, per evitare spec­u­lazioni, vale a dire alberghi che si trasfor­mano in res­i­dence», ha esclam­a­to Foglio. E Zam­bi­asi: «I tur­isti sono atti­rati dall’ambiente, che è un pat­ri­mo­nio nat­u­rale da difend­ere. Quan­do sarà tut­to cemen­ta­to, ci ren­der­e­mo con­to di cosa abbi­amo per­so». In aper­tu­ra di sedu­ta Francesca Zani­ni del­la mino­ran­za si è dimes­sa, las­cian­do il pos­to a Gui­do Bertoli, imp­ie­ga­to di ban­ca a Salò, pri­mo dei non eletti.