Comune latitante? Si muovono i privati e nasce un comitato

La Casa da gioco a furor di popolo

11/10/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
a.c.

Le roulettes al Cas­inò stan­no diven­tan­do una chimera per­chè l’am­min­is­trazione comu­nale non si da una mossa. Per evitare di perdere la red­di­tizia occa­sione dei tavoli ver­di, un grup­pet­to di per­sone ha cos­ti­tu­ito un comi­ta­to. Gli obi­et­tivi? Smuo­vere l’im­mo­bil­is­mo munic­i­pale ed avviare delle inizia­tive autonome per rin­vig­orire l’ap­pas­si­ta can­di­datu­ra di Arco per far ritornare la casa da gio­co in viale delle Palme. Il pro­mo­tore è Gian­ni Righet­ti, l’e­clet­ti­co coif­feur-velista di via Segantini.«L’allestimento di una casa da gio­co al cas­inò è un prob­le­ma molto sen­ti­to dai miei concit­ta­di­ni — osser­va Righet­ti, che ha già coin­volto con suc­ces­so la popo­lazione per tem­atiche di inter­esse gen­erale, come la gra­tu­ità di gran parte dei parcheg­gi del Foro Boario — L’ho con­stata­to quan­do con dei conoscen­ti ho deciso di super­are l’in­sp­ie­ga­bile attendis­mo del­la giun­ta Verone­si. Per ora mi sono lim­i­ta­to a cos­ti­tuire un comi­ta­to di una deci­na di per­sone ma, stan­do alle ade­sioni che ho rice­vu­to in poche ore, la parte­ci­pazione è des­ti­na­ta a lievitare con­sid­erevol­mente. Le altre cit­tà che sono in cor­sa per ospitare i red­di­tizi tavoli ver­di scal­pi­tano ed avviano inizia­tive per dimostrare di averne le capac­ità. E’ di qualche set­ti­mana fa la pro­va gen­erale di Gar­done, che è l’an­tag­o­nista di Arco, con l’alles­ti­men­to per un fine set­ti­mana di una sala da gio­co nel­la pres­ti­giosa Vil­la Alba. Il risul­ta­to è sta­to ovvi­a­mente lus­inghiero. Le altre con­tenden­ti region­ali, Cav­alese e Mer­a­no in tes­ta, spon­soriz­zano effi­cace­mente da tem­po la loro can­di­datu­ra, men­tre ad Arco il silen­zio reg­na sovra­no. In munici­pio non si con­tro­bat­te nem­meno alle «sparate», spero a vuo­to, dei comu­ni vici­ni. L’ul­ti­ma è di un espo­nente tor­bolano che l’al­tro giorno ha chiesto di far diventare la Colo­nia Pavese una casa da gio­co. La pri­ma mossa del comi­ta­to pro roulette sarà l’in­con­tro con la giun­ta Verone­si per sapere final­mente cosa intende fare di con­cre­to. Non è sta­ta nem­meno richi­es­ta la con­ces­sione del Bin­go. Capis­co che all’in­ter­no del­la mag­gio­ran­za esistono com­po­nen­ti che vedono le fich­es come il fumo negli occhi ed anche i diessi­ni sono assai tie­pi­di. Ma per il futuro di Arco il «gio­co vale la candela».