In occasione del Natale la Fondazione Ugo Da Como ha deciso di ampliare la propria offerta culturale. Una mostra temporanea propone i preziosi libri quattrocenteschi di Aldo Manuzio

La Casa del Podestà diventa più ricca

28/12/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

Per­chè non abbina­re le feste natal­izie, e quin­di la mag­giore disponi­bil­ità di tem­po, a qualche visi­ta cul­tur­ale? Il sug­ger­i­men­to arri­va in questi giorni dal­la di Lona­to, che ha aggiun­to al con­sue­to per­cor­so all’interno del­la Casa del Podestà una pic­co­la mostra nel­la sala bres­ciana del­la : una selezione di volu­mi usci­ti dal­la stam­pe­ria del­la famiglia Manuzio. In vet­ri­na c’è la tes­ti­mo­ni­an­za del­la pas­sione del sen­a­tore Da Como per le edi­zioni rare e antiche, per­chè Aldo Manuzio è ritenu­to il mag­gior tipografo del XV sec­o­lo, e il pri­mo edi­tore in sen­so mod­er­no, dato che ave­va introdot­to tec­niche tipogra­fiche anco­ra in uso. Per esem­pio la trasfor­mazione «tas­ca­bile» del for­ma­to dei volu­mi e l’invenzione del carat­tere cor­si­vo. Manuzio iniz­iò la sua attiv­ità a Venezia nel 1494, stam­pan­do una gram­mat­i­ca gre­ca di Costan­ti­no Las­caris inti­to­la­ta Erotem­a­ta, ovvero Ques­tioni. Pri­ma di questi svilup­pi, la sua era sta­ta la car­ri­era di uno stu­dente che fre­quen­tò Roma (e poi l’ di Fer­rara), pro­prio negli anni in cui i torchi por­tati in Italia dai tedeschi Sweyn­heim e Pan­nartz arriva­vano a Subi­a­co, e quin­di, a par­tire dal 1467, nel­la cit­tà eter­na. La svol­ta fon­da­men­tale del­la sua vita arrivò con l’incarico di pre­cet­tore rice­vu­to dai sig­nori del­la cit­tà di Carpi, in Emil­ia. Cate­ri­na Pico, sorel­la di Gio­van­ni Pico del­la Miran­dola, ave­va infat­ti deciso di affidagli l’educazione dei pic­coli Alber­to e Lionel­lo Pio, rimasti orfani dopo la scom­parsa del padre. Il meto­do didat­ti­co del futuro edi­tore si basa­va soprat­tut­to su una grande famil­iar­ità con i gran­di doc­u­men­ti let­ter­ari e filosofi­ci dell’antichità (fu autore anche di una gram­mat­i­ca lati­na), sen­za però trascu­rare le novità prove­ni­en­ti dagli ambi­en­ti intel­let­tuali di cor­ti come quelle di Firen­ze e Fer­rara. Nel peri­o­do tra il 1479 e il trasfer­i­men­to a Venezia, data­to 1489, venne con­cepi­to il prog­et­to delle Edi­zioni Aldine. Furono oltre 130 le edi­zioni in gre­co, lati­no e ital­i­co da lui pub­bli­cate. Quan­do Aldo Manuzio morì las­ciò l’impresa al figlio. La collezione ald­ina pre­sente oggi nel­la bib­liote­ca del­la Fon­dazione Ugo da Como di Lona­to è cos­ti­tui­ta da 95 esem­plari, dei quali due sono incun­aboli stam­pati tra il 1497 e il 1594. Ma solo una quindic­i­na di pezzi sono attribuiti ad Aldo Manuzio, i restanti sono sta­ti stam­pati dagli ere­di. Il bigli­et­to d’ingresso alla Casa del Podestà per­me­tte di vis­itare la mostra e i ven­ti ambi­en­ti intera­mente arredati, e il vis­i­ta­tore è accom­pa­g­na­to da guide volon­tarie. Si può entrare dal mart­edì alla domeni­ca dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 18. Per grup­pi supe­ri­ori alle cinque per­sone è nec­es­sario preno­tar­si allo 030–9130060.