Ne dà notizia Arabella Abbiati nell’ultimo numero di Quaderni della Fondazione. Parte degli oggetti del Museo Da Como catalogati con l’informatica

La Casa del Podestà sul computer

26/04/2007 in Cultura
Di Luca Delpozzo
Attilio Mazza

Una parte degli ogget­ti del­la casa-museo che fu a Lona­to dell’umanista sen­a­tore Ugo Da Como sono sta­ti inven­tariati e sche­dati con sis­tema informatico.A darne notizia è Ara­bel­la Abbiati nel sag­gio «Il museo «Casa del Podestà» e il sis­tema infor­ma­ti­vo regionale per i beni cul­tur­ali», accolto nell’ultimo numero dei «Quaderni del­la ».Nel 2004 la «Casa del Podestà» è sta­ta riconosci­u­ta dal­la tra i musei del­la provin­cia di Bres­cia. Il decre­to regionale con cui è sta­to uffi­cial­iz­za­to il riconosci­men­to invi­ta­va la Fon­dazione Ugo Da Como a com­pletare la cat­a­logazione, già avvi­a­ta nel 2000 ma non anco­ra informatizzata.«La Fon­dazione Ugo Da Como — scrive Ara­bel­la Abbiati — si è impeg­na­ta a portare a ter­mine la cat­a­logazione di tutte le rac­colte artis­tiche di cui è in pos­ses­so. A tale scopo ha richiesto e ottenu­to dal­la Regione il cofi­nanzi­a­men­to nec­es­sario a real­iz­zare la pri­ma tranche del prog­et­to, inizia­ta nel gen­naio 2006 e con­clusa nel set­tem­bre del­lo stes­so anno. La Casa del Podestà, dimo­ra di orig­i­ni quat­tro­cen­tesche, venne restau­ra­ta all’inizio del Nove­cen­to in chi­ave neogot­i­ca e l’o­bi­et­ti­vo di Ugo Da Como (1869–1941) era quel­lo di attribuire all’ed­i­fi­cio stori­co l’an­ti­ca aura vene­ta e di riem­pir­lo di arre­di antichi, ritenu­ti in sin­to­nia con il carat­tere del­la dimo­ra. Gli ambi­en­ti rap­p­re­sen­tano una chiara tes­ti­mo­ni­an­za del gus­to e del sen­ti­men­to del­l’abitare borgh­ese di fine Otto­cen­to e inizio Nove­cen­to. Le rac­colte sono cos­ti­tu­ite da cir­ca 1.300 pezzi, sud­di­visi in varie tipolo­gie, tra cui dip­in­ti, arre­di lignei, mobili, scul­ture, maioliche, vetri, pel­tri, ogget­ti di rame e di ferro».La pri­ma tranche del­la cat­a­logazione ha riguarda­to 151 ogget­ti, attual­mente ubi­cati nelle due sale iniziali del per­cor­so muse­ale-espos­ti­ti­vo, la Gal­le­ria e lo Stu­dio del Senatore.E’ sta­ta quin­di effet­tua­ta la cam­pi­onatu­ra fotografi­ca degli ogget­ti, che ha prodot­to 157 immag­i­ni dig­i­tali (con det­tagli degli ogget­ti fotografati) e altret­tante «diacolor».In un sec­on­do tem­po si è pas­sati alla cat­a­logazione infor­mat­i­ca vera e pro­pria, con la real­iz­zazione di 154 schede.«La vastità del pat­ri­mo­nio artis­ti­co del­la Fon­dazione Ugo Da Corno è tale — scrive anco­ra l’Abbiati — che si è ritenu­to oppor­tuno pro­cedere non per cat­e­gorie (maioliche, rami, dip­in­ti, ecc.), ma per sin­goli ambi­en­ti, censendo l’in­tero con­tenu­to di ogni stan­za. Il lavoro può così essere meglio orga­niz­za­to, evi­tan­do di tralas­cia­re ogget­ti. Va inoltre det­to che ques­ta metodolo­gia segue il cri­te­rio prece­den­te­mente adot­ta­to nel­la sche­datu­ra real­iz­za­ta nel 2001 per il Salot­ti­no Glisen­ti: il ripristi­no com­p­lessi­vo di ques­ta stan­za ha for­ni­to una pri­ma fon­da­men­tale occa­sione per riflet­tere sug­li arre­di di uno degli ambi­en­ti del­la Casa del Podestà».L’utilità di tale cat­a­logazione non neces­si­ta d’illustrazione. Oltre­tut­to cos­ti­tu­isce un deter­rente con­tro pos­si­bili fur­ti, che già han­no causato gravi dan­ni al nos­tro pat­ri­mo­nio artistico.Assai ric­co il som­mario del numero 12 mar­zo 2007 dei «Quaderni del­la Fon­dazione Ugo da Como»: Sil­via Mas­tel­la, «Vetri dip­in­ti del­la rac­col­ta Da Como»; Pao­la Bon­fa­di­ni, «Il raro e il prezioso: antichi lib­ri di Gio­van­ni Ludovi­co Luchi pres­so la Fon­dazione Ugo Da Como di Lona­to»; Ornel­la Foglieni, «Per la tutela dei beni librari»; Gian­car­lo Pio­nna, «La mostra di lib­ri e doc­u­men­ti antichi per la sto­ria di Lona­to»; Luca Rivali, «Prime note su alcu­ni lib­ri del Carmine di Bres­cia»; Chiara Asso­lari, «Attiv­ità didat­ti­ca 2006»; Andrea Quec­chia, «La famiglia Gam­bara di Verolan­uo­va al prin­ci­pio del Cinque­cen­to»; Alexan­dra C. Arnau, «Risul­tati pre­lim­i­nari del­lo sca­vo arche­o­logi­co pres­so l’ab­bazia di di Maguz­zano»; Rober­to Sis­sa, «“Le forme resisten­ti”. Un architet­to al con­ven­to del­l’An­nun­ci­a­ta in Lona­to»; Valenti­no Vol­ta, «La chiesa ed il con­ven­to del­l’An­nun­ci­a­ta di Lona­to, det­to dei Minori Osser­van­ti».