Ieri l’inaugurazione dei restauri: nell’edificio anche le sedi delle associazioni

La Casa del turismo a palazzo Benamati

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Di Luca Delpozzo
s. b.

Cer­i­mo­nia in pom­pa magna, a Mader­no, per l’inaugurazione del rin­no­va­to Palaz­zo Bena­mati. L’edificio di pro­pri­età comu­nale, ristrut­tura­to ed arreda­to con una spe­sa di 750 mil­ioni, diven­terà il Palaz­zo del tur­is­mo, ospiterà gli uffi­ci dell’Assessorato e le sedi delle asso­ci­azioni cul­tur­ali e sportive del paese. Nel bel­lis­si­mo salone prin­ci­pale in gra­do di ospitare una set­tan­ti­na di per­sone, sarà invece uti­liz­za­to per inizia­tive con­gres­su­ali ed espos­i­tive, nonché per le riu­nioni del Con­siglio comu­nale, che final­mente tro­va una sede deg­na. Dona­to alla comu­nità locale dal sac­er­dote Bena­mati quat­tro sec­oli fa, l’edificio, sit­u­a­to nel cen­tro stori­co di Mader­no, è sta­to negli anni sede delle scuole ele­men­tari, di cor­si pro­fes­sion­ali ed infine dell’asilo par­roc­chiale. Negli anni Set­tan­ta, con il trasfer­i­men­to dell’asilo d’infanzia, il Bena­mati cadde in dis­u­so. Negli anni Ottan­ta fu ogget­to di un pri­mo restau­ro, cui fece segui­to, nell’autunno del ’99, l’avvio dell’intervento di recu­pero con­clu­sosi nei mesi scor­si. I quat­tro locali restau­rati sono sta­ti inti­to­lati ad altret­tante per­son­al­ità pro­fon­da­mente legate alla comu­nità locale, ricor­date dal prof. Anto­nio Foglio. La nuo­va aula con­sil­iare por­ta il nome del pit­tore veneziano Andrea Celesti, che giunse a Toscolano tra il 1684 e il 1688, prob­a­bil­mente con­fi­na­to in segui­to a dis­s­apori col Doge. È nota la leggen­da delle orec­chie d’asino con cui avrebbe rap­p­re­sen­ta­to il Doge, reo di un giudizio neg­a­ti­vo espres­so su di un suo dip­in­to. A Toscolano il Celesti ebbe impor­tan­ti com­mis­sioni. Qui real­iz­zò tra l’altro due gran­di cicli pit­tori­ci: quel­lo com­mis­sion­a­to dal­la famiglia Delai per il palaz­zo al por­to, con scene dell’Antico Tes­ta­men­to, e quel­lo, immen­so, con­ser­va­to nel­la par­roc­chiale di Toscolano, con­sid­er­a­to uno dei cap­ola­vori del­la pit­tura vene­ta del Sei­cen­to. Le altre stanze sono inti­to­late a Gia­co­mo Ben­venu­ti, Pao­lo Nino Gaoso e Andrea Grazi­oli. Ben­venu­ti, nato a Toscolano nel 1885, fu musicista e com­pos­i­tore, autore di opere stru­men­tali e vocali che gli valsero chiara fama. Andrea Grazi­oli, toscolanese di nasci­ta, medico, curò gli appes­ta­ti a Desen­zano nel 1567. Fu inoltre dot­to let­ter­a­to grecista e latin­ista. Il cav, Gaoso (1892–1978), infine, fu pres­i­dente del­la locale Casa di riposo dal 1952 al 1977. Negli anni Cinquan­ta, intuen­do con lungimi­ran­za il nascente svilup­po tur­is­ti­co, fu inoltre pro­mo­tore del­la cos­ti­tuzione del­la Pro loco. Fu anche sin­da­co del paese. Dopo il cor­teo del­la ban­da cit­tad­i­na e la benedi­zione del palaz­zo ad opera di don Gian­fran­co Masch­er, sod­dis­fazione per la nuo­va strut­tura munic­i­pale è sta­ta espres­sa dal sin­da­co Pao­lo Ele­na, dal viceprefet­to Giac­cani, dall’on. Adri­ano Paroli e dall’assessore provin­ciale al Tur­is­mo .

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