I risultati dell’assemblea tra il Comune, il consiglio di amministrazione Rsa e i cittadini. Il parere prevalente: meglio alienare la vecchia struttura in centro

La casa di riposo è da rifare

Di Luca Delpozzo
Enrico Grazioli

La casa di riposo di Polpe­nazze deve essere restau­ra­ta o ricostru­i­ta. Aper­ta da don Gal­vani a inizio ‘900 con un presti­to del­la sorel­la (7 lire) e restau­ra­ta nel 1985, ora non risponde più agli stan­dard sta­bil­i­ti nel 2001dalla per le strut­ture che ospi­tano anziani non auto­suf­fi­ci­en­ti. Il sin­da­co e l’Am­min­is­trazione, che non si era­no anco­ra espres­si al riguar­do, saba­to sera si sono con­frontati con il Cda del­la Rsa e i cit­ta­di­ni, durante un assem­blea pub­bli­ca tenu­tasi nel­la sala con­sil­iare .Don Rober­to, pres­i­dente del Cda, ha aper­to l’in­con­tro, pre­sen­ti molti cit­ta­di­ni, pre­sen­tan­do la sto­ria del­la casa di riposo. Pao­lo Verzel­let­ti, diret­tore del­la Fon­dazione casa di riposo , ha espos­to le dif­feren­ze eco­nomiche tra restau­ro e ricostruzione: se si lavo­rasse alla strut­tura attuale, i costi sareb­bero di 2,28 mil­ioni di euro e, se si lavo­rasse a una strut­tura nuo­va, di 3,6 mil­ioni di euro, ma, in questo caso 2,2 mil­ioni di euro sareb­bero garan­ti­ti dal­la ven­di­ta del­la vec­chia strut­tura, sit­u­a­ta in cen­tro stori­co. La fon­dazione attual­mente ha una disponi­bil­ità eco­nom­i­ca di cir­ca un mil­ione di euro e con un mutuo potrebbe affrontare anche i lavori per una strut­tura ex novo, che, preferi­ta dal Cda per motivi strut­turali, richiederebbe anche la ricer­ca di un ter­reno adat­to all’edificazione.Dopo la pre­sen­tazione, i cit­ta­di­ni pre­sen­ti han­no chiesto il parere del sin­da­co Giuseppe Turrina.«Sono qua sola­mente per ascoltare — ha rispos­to Tur­ri­na — sen­tire cosa ne pen­si la popolazione».I pareri pub­bli­ci si susseguono infram­mez­za­ti da qualche espe­rien­za per­son­ale con la Rsa. «E’ nec­es­sario coin­vol­gere le varie ammin­is­trazioni per avere un sosteg­no eco­nom­i­co vista la cen­tral­ità di Polpe­nazze e del­la sua casa di riposo nel­la Valte­n­e­si». Tan­ti chiedono che l’Am­min­is­trazione inter­ven­ga per la ricer­ca di un ter­reno, ma «il prob­le­ma del­la casa si estende a tut­ta la Valte­n­e­si, per­chè tut­ta ne usufruisce. Tutte le ammin­is­trazioni devo inter­venire». Due sig­nore ripor­tano il prob­le­ma tra le mura cit­ta­dine: «Valte­n­e­si o no, il prob­le­ma è comunque nos­tro, inoltre la casa di riposo è nel­la cul­tura di Polpenazze».Umberto Dol­ci, con­sigliere di mino­ran­za, lamen­ta l’assen­za di fon­di dal­la Regione per i lavori. Ma ques­ta non darà con­tribu­ti in danaro, aven­do anche già dato una dero­ga per la sca­den­za ulti­ma dei lavori. Inoltre la nor­ma è statale e la Regione vi si è sola­mente adeguata.Giancarlo Ribel­li, ex sin­da­co e con­sigliere del­la Fon­dazione, ricor­da che «all’inizio si sper­a­va in una dero­ga sulle mis­ure, per­chè alcune camere sono sot­to lo stan­dard sola­mente di mez­zo metro quadro».Durante la ser­a­ta, i cit­ta­di­ni esp­ri­mono la pro­pria pref­eren­za per una strut­tura nuo­va. Se non fos­se che «è un grosso impeg­no per la comu­nità», la scelta par­rebbe ovvia. Chiara e sen­za fron­zoli si espone Van­da Maria Tironi, con­sigliere di mag­gio­ran­za: «Gli anziani arrivano qua­si tut­ti dai pae­si vici­ni: che con­tribuis­cano anche loro. Non è un prob­le­ma di Polpenazze».Non tut­ti sono d’ac­cor­do. «Han­no fat­to stu­di — sen­ten­zia un sig­nore — i con­ti tor­nano con un mutuo. Serve solo un ter­reno e a Polpe­nazze se ne sven­dono in con­tin­u­azione, quale sarebbe il prob­le­ma?». Nei giorni prece­den­ti vi era­no già sta­ti con­tat­ti infor­mali tra alcu­ni uomi­ni del­l’am­min­is­trazione e del Cda, ipo­tiz­zan­do una ces­sione qua­si gra­tui­ta del ter­reno. Lo si acquis­terebbe come agri­co­lo e poi il Comune, con gli stru­men­ti tec­ni­ci urban­is­ti­ci in suo pos­ses­so, lo ren­derebbe edificabile.Il sin­da­co, a metà ser­a­ta, decide di inter­venire: «Siamo tut­ti d’ac­cor­do dell’ util­ità sociale del­la casa di riposo, ma se la si costru­isce nuo­va bisogna anche avere la certez­za per i sol­di del­la ces­sione del­la casa attuale. Spes­so le altre ammin­is­trazioni si tira­no indi­etro e quel­la di Polpe­nazze potrebbe avere bisog­no di piani­fi­care i con­ti. Inoltre bisognerebbe trovare un ter­reno vici­no al cen­tro stori­co, per­chè sia vivibile».Ribelli sot­to­lin­ea come attual­mente la strut­tura sia in cen­tro e nes­suno la fre­quen­ti: «Si vedono sem­pre le stesse quat­tro fac­cie». Un tem­po era fre­quen­ta­ta da per­sone auto­suf­fi­ci­en­ti, ora è più ten­dente a un’as­sis­ten­za di tipo ospedaliero. Giuseppe Maz­za­cani, ex sin­da­co che ave­va aper­to il mutuo per il pri­mo restau­ro e con­sigliere del­la Fon­dazione, sot­to­lin­ea ironi­ca­mente come non sia impor­tante la posizione: «Le per­sone che van­no a trovare chi è alla casa di riposo sono autosufficienti».Prima il Palaz­zo comu­nale non si era mai espos­to, per­chè aspet­ta­va di sen­tire i pareri dei cit­ta­di­ni. Durante tut­ta la ser­a­ta non sono mai emerse idee diverse dal­la costruzione ex novo. L’assem­blea si è con­clusa ver­so le 23,30 e, incalza­to da più par­ti, il sin­da­co si è sbi­lan­ci­a­to: l’Am­min­is­trazione comu­nale ricercherà un ter­reno agri­co­lo da ren­dere edi­fi­ca­bile per la Rsa. Nei prossi­mi giorni si inizierà a oper­are in tali ter­mi­ni, cer­can­do anche di trovare un con­trib­u­to gen­erale da tutte le altre ammin­is­trazioni del­la Valtenesi.