Le condizioni di vita in molti paesi dell'Est sono assai precarie e a soffrire di più sono come sempre i bambini

La «Casa per la Pace» si mobilita per dare un tetto ai bimbi rumeni

18/10/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
p.t.

Le con­dizioni di vita in molti pae­si del­l’Est sono assai pre­carie e a sof­frire di più sono come sem­pre i bam­bi­ni. Pro­prio per cer­care di aiutare loro, la «Casa per la Pace Alto Gar­da e Ledro” orga­niz­za, a par­tire da questo mese, una serie di inizia­tive di sen­si­bi­liz­zazione in tut­ti i comu­ni del C9 e il cui scopo è quel­lo di sostenere un’­op­er­azione di sol­i­da­ri­età con nuclei famil­iari rumeni in con­dizioni di pre­ca­ri­età abi­ta­ti­va. Si vuole iniziare una for­ma di affi­do a dis­tan­za, insom­ma, per la dura­ta di un anno, che con­siste nel sosteg­no eco­nom­i­co a favore di famiglie che soprav­vivono con estrema dif­fi­coltà e che, in gran parte, sono cos­ti­tu­ite da donne vedove o abban­do­nate con a cari­co numerosi figli. La pri­ma ser­a­ta d’in­for­mazione sul­la realtà politi­co-sociale del­la Roma­nia, dal tito­lo «Una casa non la stra­da», si ter­rà ven­erdì 20 otto­bre, alle 20.30, pres­so la sede del­la Casa per la Pace ad Arco in via Galas 13. Inter­ver­rà il dot­tor Mihai Busa, fun­zionario del Servizio inte­grazione euro­pea del­la regione rume­na di Arad.