La struttura appena restaurata verrà inaugurata il primo sabato di maggio. Ospiterà sale per conferenze e mostre, enoteca e un piazzale spettacoli

La caserma di Porta Verona si trasforma in centro turistico

Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Alberto Tonello

Con­to alla roves­cia per l’inaugurazione del nuo­vo cen­tro cul­tur­ale, mul­ti­me­di­ale, tur­is­ti­co ed enoico del­la caser­ma di Artiglieria di Por­ta Verona. Il com­ple­ta­men­to del­la ristrut­turazione (anche se solo metà degli immo­bili saran­no agi­bili da subito e l’altra metà per fine anno), volu­to dall’Amministrazione comu­nale in col­lab­o­razione con i con­sorzi di tutela del , Cus­toza, Lugana, Gar­da e Val­dadi­ge-Ter­ra dei For­ti e con la coop­er­a­ti­va sociale Beta, è sta­to annun­ci­a­to ieri a . La scelta del­la mag­giore vet­ri­na mon­di­ale del vino non è casuale, in quan­to la con­ven­zione stip­u­la­ta dal Comune con la coop­er­a­ti­va che gestirà la strut­tura prevede che la final­ità pre­m­i­nente sarà la pro­mozione delle attiv­ità e dei prodot­ti del lago. Al suo inter­no, entro la fine dell’anno, ver­rà aper­ta un’enoteca, ospi­ta­ta al piano ter­ra del­la caser­ma di Artiglieria di Por­ta Verona (costru­i­ta dagli aus­triaci tra il 1854 e il 1857), vas­ta 4.000 metri qua­drati e restau­ra­ta nel rispet­to di dis­eg­ni, forme e mate­ri­ali orig­i­nali. Lo sta­bil­i­men­to, com­pre­so tra i man­u­fat­ti di Por­ta Verona e bas­tioni San Mar­co con­tiene, oltre la zona enoica, la sala Pic­card di rap­p­re­sen­tan­za, sale per con­feren­ze e mostre, un piaz­za­le per man­i­fes­tazioni e attiv­ità all’aperto. Si trat­ta inoltre di un luo­go ide­ale per ospitare un salone del gus­to. Giovedì prossi­mo il Comune, assieme ai con­sorzi di tutela e alla coop­er­a­ti­va sociale Beta, effettuerà una visi­ta gui­da­ta del­la strut­tura per i rap­p­re­sen­tan­ti isti­tuzion­ali e pri­vati del mon­do del vino. Il pri­mo saba­to di mag­gio si ter­rà l’inaugurazione uffi­ciale. «L’Artillerie Etab­lisse­ment è il nome francese dato dal prog­et­tista, il mag­giore Gedeon von Radò, all’arsenale volu­to da Radet­zky nel­la piaz­zaforte di Peschiera del Gar­da», ha spie­ga­to Clau­dio Zanoni, pres­i­dente di Beta, «un com­p­lesso mon­u­men­tale di riso­nan­za euro­pea, uni­co del genere sul lago e non solo sul Gar­da». Ma il pri­mo spet­ta­co­lo è il mon­u­men­to in sé, un cap­ola­voro di architet­tura su due piani a ordine gigante tra Por­ta Verona (che evo­ca le forme di Guidobal­do del­la Rovere e Michele San­miche­li) e il bas­tione San Mar­co, entram­bi cinque­cen­teschi. Le fac­ciate sono dec­o­rate da lesene doriche e archi bug­nati, in pietra gial­lo tufo e rosso Verona (ma gial­lo è anche il col­ore sim­bo­lo dell’artiglieria ital­iana e rosso di quel­la aus­tri­a­ca). Il restau­ro è sta­to diret­to dagli architet­ti Lino Vit­to­rio Bozze­to e Oscar Cofani. Lo sta­bil­i­men­to d’artiglieria com­prende la caser­ma, il lab­o­ra­to­rio pirotec­ni­co, la pal­le­ria, parte di Por­ta Verona e del bas­tione San Mar­co. Il lab­o­ra­to­rio, sit­u­a­to al piano ter­ra, era occu­pa­to dai lavori di car­pen­te­ria, di con­fezion­a­men­to delle cariche, di fusione e di tut­to quel­lo che ser­vi­va per man­tenere l’armeria del­la piaz­zaforte. Che una for­ti­fi­cazione come la Caser­ma di Por­ta Verona si stia trasfor­man­do in con­teni­tore pub­bli­co per la cul­tura, il diver­ti­men­to, la pro­mozione dei beni locali e l’associazionismo è il seg­no di una vivace evoluzione ver­so l’integrazione fra tur­is­mo e beni ambientali.

Parole chiave: -